UNA SCELTA DI CAMPO
E' cominciata di nuovo la kermesse elettorale
i destri i sinistri i fasci e i riaffondaroli (con qualche Caruso in più)
in ogni astensionista si vede un provocatoreteppistainsurrezzionalista
uniamoci tutti a difendere istituzioni e democrazia.
Scusate il remake (riveduto e corretto) degli anni '70, ma
secondo me stavolta ci stava tutta. Infatti la reazione scomposta contro coloro
che hanno manifestato a Milano per impedire un corteo provocatorio di nazisti,
che di notte accoltellano compagni o anche semplici persone colpevoli di
vestire “di sinistra”, e che poi di giorno vengono accolti tra i santi
democratici con cui ci si può alleare, era un tipo di reazione tutta cucinata
in salsa elettoralista. Ed infatti nessuno si è preoccupato di stigmatizzare il
comportamento di un questore che vietava la manifestazione dei compagni ed
invece autorizzava e proteggeva un raduno di teste rasate inneggiante al
nazismo con una coreografia tutta grondante di svastiche e altri simboli
nazisti. Anzi tutti i media hanno mandato i loro cronisti a dare risalto
all’avvenimento compresi i media “sinistri” come il Tg3 –in nome della “par
condicio?-. Beh, almeno qualcuno capirà che appellarsi alla Costituzione e alla
“legge” (che vieterebbero certe manifestazioni) è una cosa tutta da ridere!
E così un paio di macchine bruciate (o poco più) sono diventate il vero
pericolo per la democrazia, mentre accoltellamenti e pestaggi (pressoché
quotidiani) eseguiti dai pezzi di merda fascisti vengono considerati poco più
di goliardate. Per cui mentre tutti i politicanti di regime corrono alla
convocazione dei bottegai milanesi, nessuno si preoccupa di difendere i
cittadini di molte città che ogni giorno devono subire pestaggi o
accoltellamenti dalle teste rasate.
Ma, si sa, una macchina bruciata vale molto di più dell’incolumità delle
persone, per cui un aspirante governante corre al capezzale della macchina,
mica al letto di accoltellati.
Anche perché è molto più mediatico andare a manifestare a Milano per i bottegai
che nelle città dove si verificano le aggressioni dei fasci, visto che i servi
scribacchini di regime mettono in risalto i bottegai mica gli accoltellati.
Ed ecco che ci sono 34 compagni in galera, rei (gravissimo) di aver bruciato
qualche macchina per protestare contro chi gli aveva ammazzato Dax, nel mentre
tutti i politicanti e i media di regime plaudono alla decisione del prefetto di
vietare la manifestazione indetta per sabato prossimo proprio in ricordo di
Dax.
Bene, si è ufficializzata finalmente una cosa risaputa da tempo: la difesa di
un sistema, che sopravvive ormai solo con la precarizzazione delle condizioni
di vita dei cittadini, la repressione e la guerra, conta più di tutto il resto.
E’ normale che questo dato sia scontato per chi è completamente inserito in
questo sistema, e da questo stato di cose guadagna soldi, potere e prestigio,
non ce ne stupiamo; ma il fatto che questo culto della merce permei anche chi
dice di voler cambiare lo stato di cose presenti è preoccupante. E’
preoccupante perché non ci si accorge che con la crisi economica cresce l’esasperazione,
che la gente non ce la fa più, che si sente frustrata e spesso impotente. E
questo stato di cose genera violenza, che magari per ora in gran parte è
autorepressa come in una pentola a pressione, che però rischia di scoppiare in
modo dirompente. E’ per questo che contemporaneamente si scatena la violenza
dei fasci e la repressione poliziesca: la violenza dei fasci per incanalare la
violenza verso posizioni compatibili col sistema e renderla anzi funzionale al
sistema e la repressione sbirresca per impedire che la lotta anticapitalista e
antifascista intercetti la violenza che è covata-autorepressa dai ceti più
disagiati.
Ecco perché stiamo con i compagni di Milano e non coi bottegai milanesi, che,
come sciacalli, hanno aspettato prima che gli sbirri riducessero all’impotenza
i manifestanti, e solo dopo hanno preteso di fare “i giustizieri”.
”Parigi val bene una messa”, diceva qualcuno qualche secolo fa: ma oggi i “partiti
democratici” cioè i sinistri di governo, i riaffondaroli e affini dicono di
peggio: una percentuale decimale in più val bene una legittimazione delle
camicie nere e sicuramente un appoggio ai bottegai milanesi, gli stessi che si
scagliano contro il marocchino che vende le sue povere cose “troppo in
vicinanza” alle loro sfolgoranti vetrine.
Beh prima o poi i nodi vengono al pettine, adesso l’hanno detto tutti da che
parte stanno e cioè dei cittadini bempensanti di questo paese. Ma volenti o
nolenti ci stanno anche gli altri, quelli che non fanno i cittadini
benpensanti, perché loro non hanno tutta questa voglia e il tempo di
benpensare, e che spesso poi parlano a modo loro, con quella che i benpensanti
chiamano violenza o delinquenza. Una violenza che quasi sempre si esplica a
livello individuale di riappropriazione (le carceri italiane scoppiano sempre
di più) o di commercio illegale (droga e affini) e qualche volta assume
connotati politici.
Ed è per questo che i veri spacciatori di violenza, e cioè chi ti emargina con
la precarietà, chi ti toglie qualsiasi spazio e agibilità, chi ti rende sempre
più difficile sopravvivere in questo sistema fa breccia contro chi è fuori da
questo loro sistema e criminalizza chi cerca di non piegarsi, di opporsi, di
vivere insomma.
E in questo fare breccia anche i sinistri-riaffondaroli e affini hanno il loro
ruolo, quello di esorcizzatori della violenza: si badi bene non la violenza del
sistema e dello Stato, ma quella di chi è fuori dal sistema ed è contro il
Potere di questo Stato.
Beh, possono fare quanto vogliono i predicatori della nonviolenza ma staranno
sempre allo stesso punto: la violenza non può essere esorcizzata, se si vuole
eliminare la violenza bisogna rimuovere le cause di questa violenza e cioè le
disuguaglianze sociali, la mancanza di libertà. E naturalmente questo non è in
programma per nessuno, né può esserlo in un sistema fondato proprio sulle
disuguaglianze e sulla mancanza di libertà sostanziale.
Quindi tocca scegliere da che parte stare, e noi lo abbiamo fatto: finché ci
sarà questo sistema di merda, noi staremo sempre dalla parte di chi di questo
sistema si vuole liberare!!!
1-2-60 anni di democrazia
le bocce non sono argomenti ci dice un votante (diessino-riaffonda-disobbediente-e affini)
siamo d’accordo con voi cari nonviolenti
ma gli argomenti non hanno la forza di bocce.
O per dirla con un altro personaggio (remember Salvator Allende):
“contro la forza la ragion non vale”.
L’Avamposto degli Incompatibili