UNA VOLTA C'ERANO I SOVVERSIVI
Non sarebbe il caso quando si parla di repressione sgombrare il campo dallo stupore e dal fatto di considerare la repressione come una iattura inaspettata?
La repressione mi pare che esista da sempre, o almeno da quando ci sono società
strutturate prima in caste che possiedono e paria, poi dalla classe che detiene
i mezzi di produzione e dalla classe che fornisce la mano d'opera.
Chiunque abbia voluto sovvertire questo "ordine" o questo "stato
di cose presenti", chiunque non è voluto stare agli ordini dell'"ordine"
è sempre stato colpito dalla repressione, più o meno duramente
secondo le condizioni materiali dei rapporti di forza.
Come mai da parte di tanti "antagonisti" non è più avvertita
la logica di questa scontata legge storica?
Senza mezzi termini bisogna dire che ci troviamo di fronte alla perenne biforcazione fra chi vuole correggere, emendare, umanizzare l'ordine e chi lo vuole sovvertire.
Se noi ripensiamo, per non andare troppo indietro nel tempo, il movimento più
o meno rivoluzionario dagli anni sessanta-settanta ai giorni nostri, vediamo
dei passaggi significativi. A partire dai moti del luglio sessanta, repressi
sanguinosamente dal governo Tambroni, fino a grosso modo, possiamo dire, alla
"compromissione storica" e alle convergenze parallele" le cose
erano esplicite.
Da un lato c'era chi voleva sovvertire, dall'altro chi voleva emendare o correggere.
Qualcuno dirà che i morti di Reggio Emilia e tutti i ragazzi dalle magliette
a strisce stavano nella FGCI, nei sindacati e nel PCI; sta di fatto che si mossero
spontaneamente, senza aspettare ordini dalle segreterie, in finale figli di
partigiani erano e chi non aveva il padre o lo zio che era stato partigiano,
da un partigiano in ogni caso era stato avviato sulla pericolosa strada del
fare politica.
Si era spudoratamente partigiani. Non c'era spazio per prese di distanze di
alcun tipo.
Tanto fu dirompente la rivolta, tanto sanguinosa la repressione, che lo Stato
e i Partiti per salvarsi dovettero ricorrere al compromesso e alla nascita del
centrosinistra.
Ma così radicata era la consapevolezza del sovvertire, che questo escamotage
non salvò il potere né dal biennio 68-69, né dall'esplosione
che rimetteva tutto l'assetto politico in travaglio per un intero decennio dagli
anni settanta ai primi anni ottanta. E' vero che su questa ribellione endemica
agirono anche cambiamenti economici e accadimenti internazionali, sta di fatto
che se non ci fosse stata questa coscienza sovversiva una rivolta così
prolungata e determinata non avrebbe potuto essere. Una rivolta che percorse
l'intera Europa e che fece la sua parte persino in America.
Per quanto ora noi possiamo dare giudizi e fare considerazioni divergenti su
quel periodo su una cosa penso che tutti siamo d'accordo: che per uscire da
questa insurrezzionalità non controllabile lo Stato dovette ricorre alla
legislazione d'emergenza: non era più sufficiente il codice Rocco. E
con la legislazione d'emergenza furono introdotte norme premiali per pentiti
e dissociati: prendere le distanze, pentirsi di aver voluto sovvertire l'ordine
era il prezzo, pagato, bisogna dirlo, senza grandi travagli, per essere riaccolti
fra le comprensive braccia dello Stato.
In questo modo lo Stato otteneva diversi successi:
aveva via libera per la repressione più dura contro tutti i tetragoni
resistenti, screditava di fronte alle masse i rivoltosi, gettava allo sbando
l'avversario e si garantiva un lungo periodo di pace sociale.
In un primo tempo pentiti e dissociati furono da parte del movimento identificati
come infami.
Ma il Potere, lo Stato aveva vinto e loro sapevano che potevano contare su un
grande alleato:
il passare del tempo;
l'avversario era intento a leccarsi le ferite e la perdita della memoria avrebbe
completato l'opera.
Quanti di noi sanno quanti detenuti politici marciscono ancora nella galere
italiane?
Quanti di noi sanno quanti esuli politici ci sono ancora?
Per non parlare di quelli che "stan fra color che son sospesi", pronti
ad essere ripescati nel gran riciclo della "lotta antiterroristica".
L'abile mossa del potere di ricorrere al pentitismo e alla dissociazione facilitò
enormemente il piano del capitale nei suoi progetti di ristrutturazione e ridefinizione
economica e politica. La vittoria politica permise il trionfo economico. Si
poté passare allo smantellamento dei vecchi moduli lavorativi e alla
conseguente disgregazione della classe e di tutto un tessuto sociale (altro
che rete!) senza che ci fossero lotte di attacco e di "sconvolgimento"
di questi piani, tutto il movimento fu costretto a lotte meramente difensive
e di resistenza.
Opporsi e schierarsi contro in modo totale, eversivo appunto, significava entrare
nella categoria di "terroristi" o "fiancheggiatori". Così
"gradualmente" come cantava qualcuno ora premio Nobel, la categoria
di pentito o dissociato perse il marchio di infamia e assunse quello più
"nobile" di
STATO DI NECESSITA' .
Era necessario resistere alla repressione; era necessario chiudersi in case
matte tipo i centri sociali, raccontandosi la favola bella che fossero il centro
elaborativo delle meraviglie delle meraviglie;
era necessario avere il massimo delle convergenze su obiettivi minimi e quindi
tarando al massimo le richieste e le lotte;
era necessario fare Cobas e cosiddette organizzazioni autonome, ma tenendo presente
sempre il gran peso che avevano ancora i sindacati e la loro "base",
non accorgendosi per un cazzo che la "base" stava ammollando tutto
e tutti;
naturalmente bisognava pure tenere conto della "base" dei partiti,
ma non del fatto che le sezioni si andavo svuotando, che l'astensionismo aumentava
a dismisura e che gli stracazzo di partiti cambiavano nome ogni dieci giorni
tanto erano rappresentativi solo di sé stessi.
Non per necessità ma per inveterato vizio si continuò a baloccarsi con partitini, gruppetti, gruppastri, partigianerie, consorterie... famiglie dove, qualsiasi fosse la matrice ideologica, vigeva la perenne regola che diritto di parola e di "linea" l'avevano solo i capi: tutta l'elaborazione e la pratica dell'Autonomia finirono nel dimenticatoio.
Nella necessità del massimo di convergenza da un lato e di massimo di compatibilità per sfuggire all'accusa INFAMANTE di terrorista, ci si scordò il fatto di essere sovversivi ed eversivi, è su questa dimenticanza che trova credito un ceto politico che possiamo definire tranquillamente pifferai magici, alcuni ripescati, con grande onore dalla marea del pentitismo.
Il gioco è semplice, e in finale collaudato dal tempo di Menenio Agrippa
sul Monte Sacro:
I suonatori si presentano con lo spartito bello e pronto e per far illudere
la plebe che partecipi alla creazione della musica hanno a disposizione diesis
o bemolle per alzare e abbassare di mezzo tono la frase musicale alla bisogna.
Per cui: si parla di impero come pura astrazione, di esodi, di mondi diversi
o possibili o necessari,
con la corona finale del siamo tutti americani, chi non è con la civiltà
occidentale è un fascista!
a volte si è disobbedienti a volete dissidenti e insomma tutte le astruserie
che i suonatori si illudono che siano ascoltate dalla plebe, perché poi
di fatto questo ceto politico in realtà si parla addosso, nel senso che
si parlano tra di loro, gonfiandosi sempre più di soddisfazione retorica
come le rane famose per lo meno quanto Menenio Agrippa!
Una cosa è certa che il titolo dell'opera buffa messa in scena dai pifferaimagici
è
"Qui non c'è posto per la violenza, figuriamoci per i violenti!".
Abbiamo quindi visto come dal pentitismo si sia passati alla cooptazione:
cantare e suonare "Qui non c'è posto per la violenza, figuriamoci
per i violenti!"
difatti significa essere compartecipi del processo di ridefinizione in senso
capitalista del mondo intero, accettare che l'unica violenza legittima è
dei forti, di chi ha il potere di esercitarla legittimamente e di condannare
come "banditi"
tutti coloro che all'insopportabile vogliono ribellarsi.
ACHTUNG BANDITEN è la parola d' ordine.
Insomma la stessa di Bush, con il suo elenco di Stati e gruppi prima canaglie
ora apertamente terroristi;
più cooptati di così!
Al di là dei mutamenti economici e geopolitici che sono intervenuti
ampiamente analizzati, con queste note, una cosa mi preme sottolineare e cioè
come questa cooptazione sia passata per la via della legittimizzazione, della
legalità, del ricorso alle vie legali: alla legge, in parole povere.
Infatti è risaputo che la legge è uguale per tutti!!!
Non ci si limita solo a fare opera di delazione e di isolamento e a urlare "arrestateli
tutti", no, si va ben oltre, si chiede alla legge dello Stato di dirimere
"le controversie legali" sulla repressione.
Si attendono lumi su Genova e sulla Diaz dalla Magistratura, si demanda alla
Magistratura il regolamento dei conti.
Infatti è altrettanto risaputo che come la Giustizia è uguale
per tutti, così la Magistratura è riuscita a "fare luce"
sulle stragi, su Ustica sull'affondamento della Sibilla, sul Chermis e così
via.
Tutti abbiamo avuto giustizia, vero?
Tutti: morti e sopravvissuti. Dall'Italia al Cile, passando per paralleli, tropici
sia del cancro che del capricorno! e oltre...oltre...oltre...
Grave, gravissimo errore, dalla stretta repressiva si potrebbe uscire solo
se tutti rivendicassero il fatto che
"SIAMO TUTTI SOVVERSIVI".
Voglio vedere come farebbero ad applicare il 270 bis a tutto il movimento, dovrebbero
metterci in uno stadio come in Cile, e questo magari indirettamente, non con
una istanza in prima persona, aprirebbe un caso "di giustizia internazionale":
Questo per il ceto politico, per le teste pensanti, per i filosofi e filosofeggiatori.
Per tutti quelli a cui fino a poco tempo fa dicevo: andate alla fila della Asl,
andate alla fila delle agenzie interinali, andate nelle osterie dove si gioca
a briscola e nelle bettole pure, e ogni tanto frequentate una mignotta invece
di vedervi solo con puttane e puttanieri, forse incomincerete a capire qualcosa!
La prima cosa che capireste è che viviamo in una economia di guerra,
mi mandate pipponi e strapipponi sui passaggi economici epocali e sui flussi
di capitali, ma col cazzo che dite che siamo in una economia di guerra; cosa
che gli stramaledetti "qualunquisti" il popolo bue che fa le code,
ha capito è come! Poi magari capireste pure che in occidente non esistono
più le moltitudini, ma solo individualità disperate che cercano
disperatamente prima di tutto un contatto umano, hanno capito che quello che
debbono ritrovare è la loro umanità sperduta nel mare di merda
che ci ha travolto. Le moltitudini stanno altrove, oltre la linea di confine
che divide chi ha ancora qualcosa da difendere e chi non ha nulla. Capireste
pure, forse, che esodati siete già!
e che avete non solo derivato, ma avete esondato proprio, e che approdati siete
pure, dove l'ho detto, qualcuno persino fra le braccia di Kossiga.
E ai quali ora bonariamente dico, non datemi retta non ci andate, non sono
posti per voi, se ci andate e ve ne uscite con le vostre pifferate rischiate
di fare una brutta figura.
E' risaputo che ogni Caesar ha i suoi pretoriani, ha cioè i suoi luogotenenti
che debbono rendere accessibile usufruibile ed orecchiabile la musica.
I PRETORIANI DEL DUEMILA
Nella schiera dei pretoriani troviamo
chi va alla ricerca del mondo "diverso" possibile e necessario, in
sostanza "fattibile" e quindi compatibile, in soldoni quello che si
cerca è un pò di giustizia in più! e sempre lì torniamo
alla giustizia o magari alla giustizia giusta! e perché no? pure al Sacro
Tribunale dell'Aia!: i nomi sono abbondantemente noti a tutti., sia di prime
donne che di tutte le organizzazione e di partito, che di social forum, che
di collettivi "antagonisti" che sventolano la bandiera di ACHTUNG
BANDITEN per cui poi succedono cose come i noti fatti di Taranto oppure arrivano
comunicati del tipo:
"Riteniamo pertanto necessario chiarire che, a nostro parere, il contenuto
dei volantini oggetto di accusa per i due ragazzi arrestati è dai caratteri
farneticanti, non condivisibili e che si muovono su un orizzonte di denuncia
politico-sociale che noi respingiamo.
Infatti ricondurre atti vandalici, verificatisi negli ultimi tempi in città,ad
indici di resistenza e strumento di conflitto sociale, è quanto di più
distante ci possa essere dalla nostra prassi politica e dai nostri metodi di
condivisione e di allargamento dei contenuti e delle rivendicazioni nei movimenti
di massa. È necessario sottolineare che reputiamo strumentale e capzioso
- per chiunque se ne faccia autore - elaborare concatenamenti preconfezionati.
Questo tipo di espressione limita e contrasta il nostro agire politico.
Non crediamo, infatti, che le affermazioni dei volantini in questione, seppur
sinonimo di posizioni estremamente individualistiche che quindi escludono a
priori percorsi di aggregazione, confronto e discussione politica, possano diventare
l'escamotage per suffragare un pericolo di terrorismo.
COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI UNIVERSITARI di Pisa"
Più pretoriani di così!!!
Ora ultimamente molto spesso si è parlato sulle liste di "terrorismo",
mettendo tutto nel calderone: il terrorismo delle BR, la parodia del terrorismo
dei giorni nostri, e il terrorismo internazionale, il perché di questo
frigantò mi pare di averlo detto con estrema chiarezza.
(N:B:Adopero la categoria "terrorismo" mutuata dal potere per necessità
di chiarezza, insomma per far capire di cosa si parla).
Io, invece, credo che su il "terrorismo" i distinguo vadano fatti
, e come.
Sgombrando il campo dai petardi e castagnole dei giorni nostri, ripeto, che
al di là dei giudizi che si danno sulle BR, chi ripiglia la favola del
PCI che le BR fossero estranee al movimento di lotta, dice una cosa non vera,
è qualcuno che non ha mai rinchiuso un capo reparto in uno sgabuzzino,
non ha mai fatto uno sciopero selvaggio, non ha mai messo alla gogna i crumiri.
Forse i signorini di oggi si scandalizzeranno ma una volta queste cose erano
praticate in massa, infatti una volta si era sovversivi. Altri della mia età,
come succede spesso ai vecchi, si sono dimenticati di come erano da giovani
e si immaginano tutti dei candidi angioletti o agnoletti.
Ora qui siccome oggi non sto parlando con il mio linguaggio solito, di metafore,
ma apertamente, visto che proprio mi avete rotto! debbo precisare che in queste
note, su questo tema non mi rivolgo a chi come Vis à Vis fa critiche
politiche alla lotta armata, le critiche politiche le abbiamo fatte pure noi;
ma tanti concionatori contro quell'esperienza si scordano prima che un giorno
si e uno no si era in bilico per un possibile Golpe in Italia, si scordano Piazza
Fontana e l'Italicus e così via, si scordano pure chi cadeva giù
dalle finestre della questura e tutti gli accoppati su tutte le piazze del Bel
Paese.
Non si scordano solo questo, si scordano pure che i comunicati BR venivano letti
nelle assemblee di movimento,
dico ma queste cose me le sono sognate?
In merito al "terrorismo" internazionale occorre ancora più
cautela nel parlarne, anzi questa categoria deve essere nettamente rifiutata.
Infatti l'Impero Amerikano ha definito tutti quei popoli che vogliono ribellarsi
all'"ordine" suo TERRORISTI, se uno accetta questa categoria finisce
per l'ennesima volta ad essere cooptato e a fare il pretoriano.
Senza contare che Bush ha presentato, fra le tante proposte di legge sul terrorismo
internazionale, una cosetta che consente all'Amerika di intervenire ovunque
ci siano paesi e gruppi in odore di terrorismo,autonomamente, senza chiedere
"si può?" alla santa alleanza NATO, vediamo se il congresso
l'approva.
Ma che tutti finiremo nel calderone del "terrorismo" non vi passa mai per la mente, pure voi, buoni, candidi, bravi e agnoletti? Insomma, la Storia non vi ha insegnato nulla?
Fra i pretoriani , ed è ora di dirlo con chiarezza, troviamo anche quelli che sono stati cooptati non solo a livello ideologico o politicante, ma persino a livello economico, anche se spesso e volentieri i due livelli coincidono.
Parlo chiaramente di ONG, di centri di accoglienza, di Centri Socialiprotetti,
di organismi di tutela per minoranze e donne, di tutte quelle organizzazioni
gestite da anime nobili e pie, finanziate da regioni, comuni, e da qualsiasi
struttura statale nazionale o soprannazionale. Magari queste persone sono pure
animate dalle migliori intenzioni, ma si sa di buone intenzioni è lastricata
la via dell'inferno!
Prendiamo un esempio significativo: la questione dei migranti.
Si parte con una conclamata Campagna Nazionale di Smantellamento dei Centri
di Detenzione, si finge di buttare all'aria un centro e poi si finisce per proporsi
come gestori di esso centro per conto dello Stato.
Questa mi pare una parabola esplicativa al massimo.
Naturalmente entrando poi in questa logica che non ha più nulla di sovversivo,
ma al massimo di competitivo con la Caritas, si arriva a comunicati del tipo,
per esempio, sulla legge Fini Bossi e correlate impronte del tipo : "Visto
che le cose stanno così, che questi come schiavi del padrone debbono
entrare, facciamo una "rete", per svolgere noi questo ruolo, assumiamoli
tutti come badanti." Al di là dell'idiozia di una proposta del genere
e della sua impraticabilità, quello che mi preme far notare è
come la logica della cooptazione porti alla collaborazione, non solo ma al controllo
pure esercitato per conto dello Stato.
Ma in finale il ruolo dei Pretoriani è questo, no?
Del resto se uno ripensa all'operazione Arcobaleno o al fatto che in Afghanistan
viveri e mine avessero lo stesso colore giallo di pericolo, ha ben chiaro cosa
significa essere pretoriani del duemila.
INGLOBATI
Ora tutto quello che ho detto è andato di pari passo con quello che
è avvenuto nel movimento antiglobal.
Siccome il pifferaio dei pifferai ha detto che in finale l'Impero è una
cosa astratta, che c'è ma non c'è, e in ogni caso non è
mica l'Impero Amerikano! il movimento antiglobal ha cominciato a contestare
WTO, BM, FMI, senza avere la consapevolezza che quelli erano terminali del potere,
che il centro del potere c'era e come, ben concreto e identificabile con lo
STATO IMPERIALE AMERICANO.
Così, mentre il tempo dell'urgenza ci soffiava sul collo, e l'opposizione
occidentale si baloccava coi terminali, e sognava di saperi diffusi, di esodi
verso isole felici, o camminava "pergutando"
loro, gli esclusi, quelli che sputano sangue, ma sul serio, quelli che crepano,
ma sul serio, quelli che non ne possono più ma sul serio, dalla Colombia
al Medio Oriente individuavano qual'era il nemico da colpire: l'America.
Così rovinosamente il movimento noglobal dal tempo dell'urgenza precipitò
nel tempo dell'emergenza: e scattarono i soliti identici meccanismi.
I "cavernicoli" vennero definiti "asse del male", Paesi
ed organizzazioni furono dichiarati "terroristi".
Lo Stato di Necessità portò alle prese di distanza, ai distinguo,
per cui si l'America è vero ma Bin Laden andava a spasso nei Balcani
1 2 3 4.....volte,
si è vero i Palestinesi hanno ragione ma gli uomini bomba no, certe cose
non si fanno,
si è vero l'America Latina è sotto il tallone di ferro dell'America,
ma le FARC sono dei maledetti trafficanti di droga, e così via... non
è che posso passare il tempo a fare l'elenco dei né-né!
Era assolutamente "necessario" defilarsi dall'accusa infamante di
essere limitrofi ai "terroristi", bisognava subito isolare qualsiasi
testa calda, poi accreditarsi come parte responsabile, a tal fine riesce ottimamente
il gioco del "a chi giova?" di Berlingueriana memoria: sono stati
i soliti servizi? c'è stato un tentativo di colpo di Stato ? e amenità
del genere fino a disertare Pratica di Mare, sino a dare certificazioni "DOC"
alla FAO a cui "buoni e democratici" di tutte le latitudini hanno
mandato le loro delegazioni, fino a qualcuno che ti sfodera candidamente la
perla che il nemico vero non è il WTO, che i nemici veri sono FMI e BM,
il WTO è democratico!!! come è democratico l'ONU!!! spero di non
sentire che ora è democratica pure la NATO visto che vi è entrata
la Russia!!!
Naturalmente malgrado abbiano, a detta loro, una visione globale, sposano la
tesi che quella in atto non è una guerra planetaria di classe, ma uno
scontro di civiltà.
La guerra non si fa per le materie prime e per avere tutto di più, no,
si fa per toglier il Burqa alle donne! e per combattere il narco traffico!
Siccome ho iniziato ricordando che "una volta c'erano i sovversivi",
ci tengo a precisare che nessuno e io nemmeno pretende che un movimento, globale
per di più, sia fatto di soli sovversivi, deve essere fatto però
di diverse anime e diverse concezioni che si rispettano reciprocamente, e un
movimento rivoluzionario in un ampio fronte non dovrebbe confondere passaggi
tattici con obiettivi strategici ma tenere sempre presente la direzione della
sovversione, ma appunto i sovversivi, chi li ha visti? se anche su gli OGM è
stato fatto passare il principio di "sperimentazione cautelare", insomma
il Bovaro Bovè ha superato in sovversione tutti gli antagonisti pergutandi
e dissidenti!
"inciviltà" e "incivilissimi" paletti sono stati
messi proprio da quelli che si auto-definiscono "civilissimi" "democraticissimi"
"nonviolentissimi", e non dalla fatidica data dell'11 settembre, ma
da molto, molto prima, da quando a Massa i lillipuzziani dissero "non c'è
posto per i violenti".
Se fossi imbecille come lo sono loro, potrei fare il gioco del "a chi giova?"
e dire ha giovato a loro! ma non sono così imbecille:
infatti
PERCHE' I MALEDETTI DELLA TERRA HANNO GIA' VINTO
Spesso sono/siamo accusati di essere terzomondisti.
Al che io dico: ma perché dovrei vergognarmene?
La questione mi pare molto evidente: chi non ha da perdere che le proprie catene
è logico che sia sovversivo fino in fondo, non è che chi campa
dei rifiuti dell'occidente o chi si piglia le pisciate di un nazista ebreo,
si ho detto ebreo!, possa perdere tempo con mediazioni e tattiche. Visto che
lì è questione di vita o di morte, nel senso che in ogni caso
crepi senz'altro: o ti ribelli o no, la tua aspettativa di vita è di
35-40 anni se ti dice bene, se sopravvivi a fame, guerre, carestie, HIV, ai
torturatori Turchi o a quelli dell'America
Latina, dell'Asia dell'Africa....del resto la questione dei migranti, che pare
ci stia tanto a cuore, anche se i soliti Pretoriani gli raccontano che debbono
sperare nelle contraddizioni Europee, insomma questa cazzo di Europa unita non
va bene per noi, per loro va bene, va benissimo, e l'unica cosa in cui debbono
sperare. Queste masse di nominati "disperati" e "terroristi"
in fieri dovrebbe farci capire come la palla sia passata a loro. Come la contraddizione
si sia spostata sul conflitto Nord-Sud: dico, parliamo tanto di delocalizzazione,
della produzione e di fine del fordismo, e non ci accorgiamo che questi popoli
non è che stanno al fordismo, ma al prefordismo, alla schiavitù
pura e semplice.
E non ci accorgiamo che tutto il sistema si regge su questo divisione,
che sia scoppiata sul piano planetario la divisione fra garantiti e non garantiti?
Ora al di là ed oltre i singoli Bin o Saddam o altri noi con la nostra
visione occidentalocentrica non riusciamo a capire, che non sono tanto questi
che hanno importanza, ma il fatto che dietro hanno miliardi di persone che hanno
detto:
basta!
Potrà l'America e suoi sub-imperi scatenare tutte le guerre che vuole,
le perderà, come ha perso quella in Afghanistan, visto che malgrado le
apparenze la guerra in Afghanistan è stata persa.
Infatti i Talebani stanno fra i loro monti e sotto i loro cunicoli a resistere;
potranno alzare tutti i muri che vogliono, pure una nuova Torre di Babele potranno
alzare gli Israeliani, ma l'Intifada continuerà. La crisi Argentina,
si allargherà a tutta l'America Latina, così anche l'economia
dell'occidente finirà in fumo e noi invece di sparare cazzate, faremo:
oh!
Potranno attaccare l'Iraq, la Corea, la Somalia e tutto e tutti, ma le civiltà
al loro declino, gli Imperi, quelli reali, al loro termine non hanno sempre
fatto così?
Intanto pure noi stiamo pagando il costo di queste guerreinfinite, non vi dico
come pagheremo quando si allargheranno a tutto il pianeta, in senso economico
prima e poi in altri sensi.
Come cantava l'altro tale, non premio Nobel, "per quanto vi crediate assolti
siete lo stesso tutti coinvolti", e io aggiungo "non ritorneremo alle
vostre porte, altri stanno gridando ancora più forte".
Come mai quando una dice certe cose sconcerta e scandalizza pure? scandalizza?,
mette paura, anzi crea "TERRORE".
Perché mentre tanti erano intenti a cantare la musica dei pifferai magici,
il mondo e la storia e gli esseri umani che fanno la storia e rendono vivono
il mondo prendevano la strada loro e decidevano di mettere in gioco il tutto
per tutto.
E hanno osato farlo, pensate senza consultarci! e senza manco seguire le nostre
categorie, i nostri schemi mentali e le nostre costruzioni ideologiche. Evidentemente
si sono rotti di seguirle e di prendere sempre fregature.
Un esempio: in Algeria hanno seguito i nostri schemi e gli ha detto buca, ma
proprio buca totale, in Palestina hanno provato a seguire i nostri schemi, ma
pure lì si sono ritrovati sole colle pietre in mano. Hanno deciso con
queste andiamo avanti! e col tritolo pure!
del resto qualcuno forse si ricorderà che in Algeria attentati a bar
e luoghi frequentati dai francesi e dai loro familiari ci furono, non destavano
scandalo allora a sinistra perché quelli erano attentati che rispettavano
le norme stabilite dall'occidente, erano organizzati da partiti laici, laicissimi.
Noi non sappiamo niente di niente dei maledetti della terra, noi siamo lontani
secoli e secoli.
Ma se siamo stati presi di sorpresa pure dalla prevedibilissima crisi Argentina!
e quello non era terzo mondo, nel senso che quello era un paese ricco e prospero,
ma è stato ricacciato nel terzo mondo, tant'è che ora si stanno
vendendo la terra Argentina, migliaia di ettari e di foreste si stanno vendendo
allo straniero. Non è detto che il terzo mondo non stia dietro l'angolo
pure per noi.
Invece dei verdi pascoli cominceremo a vendere il Colosseo e Fontana di Trevi,
caro profetico Totò!
Vittoria
L'Avamposto degli Incompatibili
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