L'IMPERATORE BUSH ALLE CROCIATE

Se c'è una cosa che ci disturba è quella di scoprirci nuove Cassandre. In tutti e due i sensi, sia quello di non essere mai presi sul serio, sia quello di scoprire dopo (ma nemmeno tanto), che avevamo ragione.
Bene. Sono anni ormai che parliamo di popoli negati, di espansionismo dell'Impero Amerikano, dell'asse turco-israeliano cane da guardia dell'Impero USA in Medio Oriente, di guerra infinita ecc.ecc., ma il movimento, o perlomeno i mediatici, che se ne vogliono appropriare, continuano a fare i cantonieri, e prendono le distanze.
Così gli zapatisti sono ormai accantonati, i Palestinesi bombardati, i Kurdi torturati nelle prigioni turche. Popoli cancellati, appunto, non solo nei disegni del nemico, ma anche nell'indifferenza dei compagni.
Adesso gli yankees pianificano nuove espansioni e man mano si preparano allo scontro di civiltà contro i "barbari" musulmani, che, dopo essere stati utilizzati nella guerra afghana, adesso sono destinati ad un ruolo subalterno e succube.
E' a questo scopo che gli anglo-amerikani preparano l'attacco all'Iraq, in spregio a tutto il mondo arabo dalla Siria all'Arabia Saudita, preoccupate delle conseguenze interne di quell'attacco.
Attacco, che non si fermerà solo all'Iraq, ma proseguirà quasi sicuramente anche in Somalia, la cui conquista libererebbe gli USA dalla necessità di un alleato scomodo come l'Arabia Saudita nel controllo dell'accesso al Canale di Suez, e quindi del controllo di tutto il mondo arabo. Ed ecco nell'altalena, cui siamo stati abituati dal comportamento imperiale, Stati "cattivi" diventare "buoni", in attesa di ritornare "cattivi" in un secondo momento.
L'Etiopia, fino a poco fa demonizzata dall'occidente per la decennale guerra con l'Eritrea, diventa alleata della "NATO" semplicemente spostando i suoi interessi verso la Somalia, e offrendosi come base d'appoggio alle truppe imperiali a caccia di "stati-canaglia".
Per quanto riguarda l'Iraq, il gioco è più facile, visto che c'è già la Turchia a fare la parte dell'avvoltoio, pronta ad incassare la parte settentrionale dell'Iraq, anche con la complicità dei kurdi di Barzani. Non è un caso che l'ONU, mentre non si preoccupa minimamente dei milioni di Kurdi da anni sotto il tallone di ferro di Ankara, decide di destinare i soldi iraqeni del programma "Petrolio contro cibo" non ai bambini vittime dell'embargo, o agli ospedali di Bagdad al collasso, ma alla formazione di insegnanti kurdi nel nord del Paese. Il tutto senza opposizione USA e turca. A qualcuno potrebbe sembrare strano, dato che per i turchi non deve esistere un popolo Kurdo, ma non lo è per diversi motivi, primo fra tutti quello geo-politico, visto che Barzani è alleato dei turchi contro il PKK; inoltre essendo il partito di Barzani reazionario e a sfondo tribale, sarebbe facilmente utilizzabile per incamerare senza colpo ferire anche il Kurdistan iraqeno. In cambio Barzani diventerebbe, o almeno così lui spera, il leader indiscusso del popolo kurdo, se magari riuscisse a portare alla turchizzazione anche del Kurdistan siriano.
Poi, conoscendo il "profondo amore" di Barzani per la cultura, possiamo facilmente intuire la destinazione finale di quei soldi (armi contro il PKK?).
In parole povere il programma "Petrolio contro cibo" diventa Petrolio per la disintegrazione totale dell'Iraq.
E per fortuna che l'Iran non si presta, almeno così sembra, ai giochetti amerikani, altrimenti altri soldi di quel maledetto petrolio iraqeno servirebbe per insegnare il credo sciita agli iraqeni di Bassora!
Così tutto è pronto per la nuova guerra "salva Down Jones"; in attesa si fa terra bruciata di tutti i possibili intoppi, e si prepara il "satana" successivo.
Gli intoppi, che si stanno rapidamente rimuovendo si chiamano Kurdi "di Turchia" e Palestinesi.
Per i primi la Turchia sta preparando l'ennesimo giro di vite, non solo contro il PKK, ma anche contro quei partiti finora tollerati come l'Hadep, che oggi viene accusato di essere la copertura del PKK, con l'appoggio non solo degli USA (che hanno inserito il PKK nell'elenco dei gruppi terroristi stilato dopo l'11 Settembre), ma anche di alcuni Paesi UE, come la Germania e la solita GB, che hanno messo al bando il PKK.
La stessa Italia, d'altronde, collabora attivamente respingendo i profughi Kurdi alla frontiera, come è successo ad Ancona pochi giorni fa, e come cerca di fare anche a Lecce con escamotage di vario tipo.
L'intoppo Palestinese, invece, viene rimosso col sangue. La ricolonizzazione dei territori occupati procede speditamente e le voci contrarie si fanno sempre più flebili. Sharon ha già annunciato che incamererà parte di quell'esiguo territorio assegnato ai Palestinesi, sotto forma di zone cuscinetto, Arafat è ormai agli arresti domiciliari, oltretutto senza contatti col mondo esterno, e ogni giorno si contano morti nella popolazione palestinese.
L'UE, da sempre amica dei Palestinesi, diventa sempre più imbelle e servile verso gli yankees, ed ha ormai rinunciato a proporsi come mediatore nel conflitto, sancendo così la fine del popolo palestinese.
Sui prossimi satana ci sono molte "candidature", anche se lo scenario geo-politico-economico indicherebbe la Siria, visto il suo ruolo nel Libano e vista anche la sua posizione geografica a ridosso della Turchia. Non è un caso che Damasco si è avvicinata a Bagdad, anche per la paura dell'asse Tel Aviv-Ankara.
Se così stanno le cose non si può stare alla finestra o addirittura avallare questi giochi imperiali.
Un Movimento, che si autodefinisce anti-global non può essere equidistante fra l'Impero Amerikano e gli Stati, che si avviano a diventare terra di conquista di detto impero.
Sappiamo benissimo che i governanti di quei Paesi non sono stinchi di santo, anzi a volte sono dittatori e stronzi,ma è allucinante delegare agli USA la "liberazione" di quei Paesi, che poi, come si è sempre visto, passano tutti dalla padella nella brace. Ed invece, purtroppo, si vedono sempre più spesso segnali brutti.
Brutti, al punto da inglobare nei "no-global" gente come Garzon o alcuni notori guerrafondai, come Veltroni e Folena, rifiutando forze che da tempo si battono contro l'Impero Amerikano nelle sue appendici locali, come i Baschi, i Palestinesi del FPLP, le FARC colombiane e così via.
Come si fa a non capire che in questo modo invece di aiutare la causa della pace e dell'autodeterminazione dei popoli si apre la strada agli settimini e alla guerra? I risultati sono sotto gli occhi di tutti: i Palestinesi massacrati dai missili israeliani (che brutta fine per un popolo vittima a sua volta delle persecuzioni naziste); i Baschi perseguitati dalla Francia e dalla Spagna del neo antiglobal Garzon e il regime colombiano con la complicità del Venezuela e sotto la regia yankee da inizio al Plan Colombia.
Ma l'istituzionalizzazione di Porto Alegre non porta disastri solo ai "cattivi armati". Ringalluzziti, i vari stati satelliti aprono la LORO campagna "antiterrorismo".
Nessuno è immune dalla protervia imperiale, e questo non lo diciamo noi, lo spiega giorno per giorno e con i fatti il potere nelle sue diramazioni locali.
Gli esempi non mancano. Non solo la violenza poliziesca contro gli antifascisti di Torino in piazza contro Forza Nuova, o le perquisizioni al TPO, ai COBAS di Taranto oltre ai CSOA Rivolta e Gabrio, ma anche contro i "buoni"; cos'era, infatti, se non un tentativo di intimidazione la "convocazione" del leader dei disobbedienti in questura?
Con la scusa del terrorismo è in atto un'offensiva generale ed internazionale contro qualsiasi cosa intralci il cammino imperiale. Ad offensiva generale ci vuole una risposta generale e non segmentata. Bisogna combattere tutti gli strumenti usati dall'impero yankee e dai suoi accoliti.
Per esempio è cominciato al TPI de L'Aja il processo a Milosevic. Ora prima ancora di dare un giudizio su Milosevic, ed anzi a prescindere da questo, tocca capire e far capire che quel tribunale è una farsa illegale.
Perchè quel tribunale non è un organismo internazionale ma uno strumento degli amerikani. E' un tribunale che gli USA hanno creato ad arte per "legalizzare" i loro crimini guerreschi. Le prove non mancano: dove sono gli imputati UCK? come mai Izbegovich non è imputato, anzi si può persino offrire volontario come teste d'accusa? Pure in quella sanguinosa guerra di Bosnia non è che si sia comportato da Agnoletto (pardon, da angioletto), anzi documenti occidentali adombrano il dubbio che l'attentato a quel matrimonio misto, che fu la scintilla del conflitto, non fu opera dei serbi, ma fu ordito sapientemente dai musulmani seguaci di Izbegovich. Le stesse discordanze le ritroviamo sul problema della "pulizia etnica" e così via.
Ma Milosevic, nel bene e nel male, era un ostacolo ed eccolo, solo, davanti al TPI. Allora bisogna rendersi conto che delegittimare il TPI non significa schierarsi con Milosevic, significa delegittimare un organismo, che domani potrà colpire chiunque.
Un pò come sta succedendo col "terrorismo". In questa guerra afghana nel Movimento molti, troppi, si sono affrettati a prendere le distanze da Al Qaida, avallando indirettamente la guerra. Adesso veniamo a sapere che in Europa si sta montando un teorema (l'Italia fa scuola nell'UE) secondo cui ad Al Qaida vanno equiparati non solo ETA, IRA e irredentismo corso, ma anche "anarchici e sinistra".
Come si vede fare i cantonieri e prendere le distanze non serve. Il potere in questa fase non fa distinzioni tra chi combatte e chi disobbedisce con le mani alzate, vuole eliminare qualsiasi forma di antagonismo e addirittura di disturbo disobbediente.
A questo punto bisogna identificare nel potere mondiale, l'Impero Amerikano e i suoi accoliti, il nemico e quindi contrastarlo.
Ciascuno con i propri mezzi, con le proprie specificità, ma contrastarlo tutti.

E SENZA PRENDERE TROPPE DISTANZE!!!

L'Avamposto degli Incompatibili