Guardare la televisione non fa niente male a volte, mi riferisco al
programma sulla 7 di Gad Lerner dedicato alla crisi nell'Europa dell'Est,
giacché i riflettori sono puntati sopratutto sulla crisi in USA e la caduta
del suo Pil, ai botti bancari e sull'Europa "l'altra".
La nuova frontiera, quello che era chiamato il "grande eldorado" per
imprese grandi piccole e medie e per i gruppi bancari sta letteralmente
andando a puttane.
La crisi economica porta sempre delle crisi politiche e noi assistiamo in
quei paesi al pullulare di organizzazioni e partiti neofascisti,
nazionalpopulisti, xenofobi...le Caffarelle lunghe lunghe sono servite!
Per prima ha fatto crack l'Ungheria, buon per lei! che ha potuto contare su
un prestito del FMI di 25,1 miliardi di dollari, giusto in tempo! perchè poi
di fronte al crollo degli altri paesi l'Europa ha detto:NO! come facciamo?
ci sono troppe falle da tappare!poi è seguita la Lettonia dove il governo ha
dovuto dimettersi sull'...onda delle manifestazioni di gennaio e a seguire
col fiatone: Bulgaria,Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina....ottime
possibilità di coma per altre repubbliche e repubblichette, nazioni e
nazionette.
Qui ci sono i dati.
http://www.businessonline.it/news/8461/Nazioni-dell-est-Europa-piu-a-rischio-per-crisi-economica-e-aziende-piu-esposte-verso-di-esse.html
Pensate quanto sangue dovremo sputare, quanta miseria ad Est ed anche qui
per cercare di tamponare questi tracolli: Unicredit ha il 32% di affari che
provengono da quelle parti; Intesa San Paolo il 12% ,la Fiat circa il
10%..L'Austria poi, a cui con tanto affetto guardava la Lega ha il gruppo
Erst che ha il 65% dei suoi ricavi che vengono dall'est, Telekom Austria
il 39%.
Secondo Kenneth Rogoff professore di Harvard. dobbiamo aspettarci un
effetto domino sull'econmia mondiale: doveva dircelo lui ,doveva! già lo
sanno gli operai licenziati e messi in cassa integrazione alla grande.
Ora al di là dei dati economici io vorrei vedere altri effetti di questi
"sconvolgimenti" e di queste stonature...nell'inno alla gioia, non per fare
della sociologia ma perchè non si arrivi impreparati a quel che ci attende,
non impreparati del tutto almeno, perchè impreparati ed incoscienti ci
siamo arrivati.
Molti sono convinti che questa sarà una crisi magnifica che ci porterà
diritti diritti alla rivoluzione, anche se si vede tanta xenofobia, tanto
razzismo, tanta violenza ovunque.
Io invece penso che ci si arriverà alla fine, quello è un dato scientifico
sicuro, ma prima troppe...Caffarella dovremo ingurgitare.
Sul piano economico penso che i lavoratori e noi compagni abbiamo le idee
chiare: niente soldi per noi:i soldi tutti alle imprese, alle banche, noi:
lavorare gratis, SICURI di morire di lavoro, alla fame più o meno nera. ma
come far passare questo programma economico? con quale escamotage?
CREANDO LA SOCIETA' DEL VITTIMISMO DIFFUSO.
Ciò che il potere sta plasmando è la società della vittimizzazione. Tutti
debbono sentirsi vittime e tutte le vittime le une contro le altre: il modo
migliore per non vedere i VERI COLPEVOLI del perchè si è ridotti a ruolo di
vittime.
Prendiamo l'esempio degli stupri in quel di Roma, ma il discorso vale anche
per le baraccopoli, a cosa assistiamo ? al fatto di come presunti colpevoli
e donne che hanno subito le violenze vivano lo stesso trauma per il brodo
di cultura della SICUREZZA: stupri su stupri, tutte e due le parti prese nel
vortice delle inchieste, delle chiacchiere dei media di Stato, tutte e due
le parti che non hanno coscienza di essere coinvolte nello stesso progetto:
quello di creare vittime le une contro le altre e così gli abitanti dei
quartieri lasciati nel degrado più ignobile si limitano a chiedere "luci "e
militari e che le baracche siano smantellate per avere una sicurezza che
mai potranno avere, quale sicurezza finché perdura il sistema in cui
l'essere umano è merce? I vuoti a perdere che vivono nelle baracche, di
contro, ancor di più si sentono accerchiati e perseguitati e questo porta
e porterà a delle risposte rabbiose, come con i cani allevati per i
combattimenti "clandestini", quale altra prospettiva
hanno?
La società della vittimizzazione serve ed è servita , la società in cui
tutti ci si sente vittime e ci si adagi nel ruolo di vittime: il modo
migliore perchè non ci sia nessun
riscatto nella ribellione.
Si è incominciato col portare à la page le vittime del terrorismo degli
"anni di piombo" e si è finito col vittimismo diffuso degli "anni di
fosforo":
l'importante è che ci sia una pletora di piagnoni che piangano nel ruolo di
vittime di questa e quella "ingiustizia" così si spera che venga una LEGGE
dei GIUDICI DEL PADRONE a sanare questa o quella ingiustizia.particolare di
modo che i signori possano indisturbati fare i loro profitti con le Borse
che vanno su e giù non per "depressione".
I carnefici veri fanno i loro profitti mentre ogni vittima, rinserrata nella
sua specificità di vittimismo particolare, vede nella sventura dell'altro
il motivo delle proprie carni straziate.
Questo è il piano e lo s-partito che esecutori più o meno eccelsi mettono
in...onda.
Perchè l'esecuzione risulti perfettamente...sicura: per chi rifiuta o si
ribella al ruolo di vittima. punizione certa ed esemplare: non solo
inchieste "creative" su presunti terroristi ma anche licenziamenti di
sindacalisti, attacco al diritto di sciopero, alla autodeterminazione delle
donne, riapertura dei manicomi, divieti di manifestare, grembiulini ai
bimbi, classi differenziate per bambini migranti, DDL 733 per migranti....
una pletora di provvedimenti punitivi che sintetizziamo in : Carcere sociale
ancora di più! per tutti e carcere di fatto per i più riottosi.
E' un meccanismo che ogni tanto si inceppa e che è destinato ad incepparsi
sempre di più, perchè poi l'evidenza della realtà ha il suo peso, eccome! a
furia di vedere che militari e luci nelle strade non bastano per la
sicurezza, che escono problemi a non finire pure con luci e militari e
ronde, alla fine che il sistema non risponde ai bisogni reali diventerà un
dato di fatto acquisito, un dato CONSAPEVOLE, ma quante e quali tenebre
prima della luce: quale LUCE rischiarerà il buio della disoccupazione e
della cassa integrazione? quale luce quando già negli USA sappiamo di
milioni di persone che vivono nelle tende? nemmeno i camper!
Inno alla gioia? inno alla gioia? L' Europa sta crollando non solo gli USA,
l'Europa dell'est sta in...banca rotta.
Una crisi magnifica veramente, magnifica per i padroni! a noi la prospettiva
di sputare sangue.
Che il sistema capitale alla fine crollerà è sicuro è certo,. è un dato
scientifico, ma prima avremo da sputare sangue con tutto lo sfacelo che
porterà prima di crollare, guardate ad Est guardate per capire quello che
dovremo affrontare e guardate alla Caffarella lunga lunga che ci stanno
servendo, e non è che l'inizio!
Non è che l'inizio perchè.....
http://lombardia.indymedia.org/node/14933
Non è che l'inizio perchè il ritorno al nucleare porterà un maggiore
controllo sul territorio e del territorio.
Non è che l'inizio perchè tutti saremo schedati e sorvegliati sempre di più,
mentre le vittime si faranno la guerra i comitati d'affari della borghesia
le controllerà in maniera sempre più totale :dalle impronte alle iridi al
DNA dicendo dobbiamo proteggere tutte queste vittime!
Non è che l'inizio perchè il 3 e 4 aprile l'Europa in bancarotta si riunirà
non certo per festeggiare ma per prendere provvedimenti contro possibili
"sommosse" e rivolte senza virgolette: quali militari e ronde? l'esercito
della NATO avremo per le strade e certo anche oltre confine.
C'è chi ha capito questo piano e vuole disturbare i concerti dei pianisti
TUTTI! dalla Grecia infatti arriva l'unica cosa che a mio parere va contro
i DIRITTI della democrazia borghese e contro tutti i vittimismi che
implorano leggi dello Stato.
"mercoledì 24 dicembre 2008
O SAREMO NOI A SCRIVERE LA STORIA, O LA STORIA SARÀ SCRITTA SENZA DI NOI
Il calpestato mondo di coloro che hanno soltanto formalmente riconosciuti i
propri diritti, e coloro che invece legittimamente li rivendicano, non solo
si sta risvegliando, ma si sta organizzando. Riportiamo il documento dei
lavoratori greci in mobilitazione pubblicato sul blog studentesco
gseefreezone.blogspot.com:
Noi operai, impiegati, disoccupati, lavoratori precari, greci o immigrati,
che non siamo spettatori e abbiamo partecipato dal primo momento alle
manifestazioni, agli scontri con la polizia, alle occupazioni nel centro e
le periferie d'Atene; noi che molte volte abbiamo dovuto lasciare il nostro
posto di lavoro e i nostri impegni quotidiani per scendere in piazza fianco
a fianco con gli alunni, gli studenti e gli altri proletari in lotta,
abbiamo deciso di occupare la sede della Confederazione Generale dei
Lavoratori della Grecia (CGLG) per:
- Trasformarla in un luogo di libera espressione e d'incontro dei
lavoratori;
- Far cadere il mito creato dai media, secondo il quale i lavoratori erano e
sono assenti dagli scontri e che la rabbia manifestata tutti questi giorni
riguarda solo 500 "anarchici" e "hooligans" e frottole del genere, mentre
negli schermi televisivi i lavoratori erano presenti come le vittime degli
scontri, nello stesso momento in cui i licenziamenti di migliaia di
lavoratori provocati dalla crisi capitalista in Grecia e in tutto il mondo
vengono presentati come qualcosa di "naturale".
- Denunciare e portare alla luce il ruolo della burocrazia sindacale nel
minare la rivolta e non solo questa. La CGLC e tutto l'apparato burocratico
che la appoggia, da decenni mina le lotte dei lavoratori; negoziano la
nostra forza-lavoro, prolungando il regime dello sfruttamento e della
schiavitù salariata. È esemplare il suo atteggiamento mercoledì scorso (10
dicembre) quando hanno annullato il corteo programmato per quel giorno e si
è limitata ad un breve concentramento in piazza Sintagma, cercando di
isolare i manifestanti dal "virus" della ribellione.
- Perché vogliamo aprire per la prima volta ai lavoratori - come conseguenza
della "frattura" nel sociale che ha prodotto questa rivolta - questa sede
costruita con i nostri contributi e dalla quale siamo esclusi. Per tutti
questi anni abbiamo affidato il nostro destino a "salvatori" di ogni genere
fino al punto di perdere ogni traccia di dignità. In quanto lavoratori
dobbiamo assumere le nostre responsabilità invece di delegare le nostre
speranze a leaderini "illuminati" e "abili" rappresentanti. Dobbiamo
prendere la parola in prima persona, incontrarci tra di noi, parlare e
decidere per agire contro l'attacco su tutti i fronti che stiamo subendo.
Creare forme di "resistenza collettiva" dal basso costituisce l'unica
soluzione.
- Promuovere l'idea dell'autorganizzazione e della solidarietà nei posti di
lavoro; dei comitati di lotta e delle iniziative collettive dal basso,
abolendo le burocrazie sindacali.
Per anni e anni abbiamo dovuto sopportare la miseria, il ruffianesimo e i
soprusi nei posti di lavoro. Ci siamo abituati a contare i nostri i colleghi
morti, la cui morte viene etichettata come "incidenti sul lavoro". Ci siamo
abituati a disinteressarci degli immigrati - i nostri fratelli in lotta -
che vengono assassinati. Ci siamo stufati di vivere con l'ansia di come
procurarci il salario, i contributi e una pensione che sta diventando sempre
di più un miraggio.
Nello stesso modo in cui stiamo lottando per non abbandonare la nostra vita
nelle mani dei padroni e dei burocrati, non abbandoneremo mai nelle mani
dello Stato e dell'apparato giudiziario i rivoltosi arrestati.
RILASCIO IMMEDIATO DEGLI ARRESTATI E CHIUSURA DEI PROCEDIMENTI PENALI CONTRO
DI LORO
AUTORGANIZZAZIONE DEI LAVORATORI
SCIOPERO GENERALE
Assemblea Generale di Operai in Rivolta".
Si è vero o saremo noi a scrivere la Storia o la storia sarà scritta senza
di noi!
o saremo noi a scrivere la storia o sarà una vita senza senso!
http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/18/vita_senza_senso.htm
vittoria