DIBATTITO CON MICHELE PONTOLILLO SULLA MAFIA

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Una breve introduzione di carattere generale, prima di passare ad analizzare dal mio punto di vista cosa è la mafia e le varie organizzazioni che si riassumono con questo termine.

Dico subito che non condivido l'impostazione di Pontolillo, sopratutto non condivido tutta quella parte, roboantemente retorica che inneggia alle qualità VIRILI di mafia,'ndrangheta, camorra, sacra corona unita e così via.

Non le condivido non solo perché come donna trovo che queste presunte qualità VIRILI sono state e continuano ad essere la rovina del mondo, e il motivo per cui poi etnie e nazioni si scannano; non le condivido perché sono categorie reazionarie e tutte facenti parti di una logica militare e gerarchica che è appunto l'essenza del potere mafioso. Quanto Pontolillo fa il peana della qualità morali dei mafiosi dicendo checostoro hanno "un articolato codice etico che si mostra inflessibile nel ripudiare comportamenti quali la viltà, gli abusi contro i deboli, l'usura, il prossenetismo, la violenza sessuale per citarne alcuni. Chi sceglie di vivere nell'illegalità sa che non deve farsi trovare impreparato quando giunge 1'ora di sfuggire alla cattura della polizia e sa farsi la galera dignitosamente quando viene braccato dalle forze repressive dello stato."
Fa chiaramente della mitologia. In quanto le organizzazioni di cui parla non sono affiliati di Robin Hood, non proteggono i deboli, semmai li sfruttano, basta pensare al mercato della droga, praticano l'usura, l'usura è un fatturato importante quanto quello della mondezza, il mercato della prostituzione non è forse violenza contro le donne?, in sostanza l'estensore del pezzo prende per buono il "codice d'onore" degli uomini di panza, degli uomini d'onore. Facciamo piazza pulita subito di questa mitologia che era una peculiarità di organizzazioni di vecchio stampo legate ad una economia prevalentemente contadina, e nel contempo ribadiamo che questi valori sono valori reazionari come reazionaria è la civiltà contadina e quella contadina feudale in particolare.. Del resto non è nemmeno vero che i mafiosi che contano, i veri CAPI MAFIA affrontano la galera con dignità, non ci stanno in verità, ci mandano solo uomini di paglia a fare la galera per loro: così stanno le cose! Ci mandano sopratutto manovali di basso rango e sopratutto mandano un sacco di giovanissimi a uccidere e farsi uccidere dopo il servizio di aver ucciso per conto del CAPO che da l'ordine.
Ci tenevo subito a dire queste cose perché quella è la parte che mi ha infastidito di più, anzi più che infastidito. Siccome qui si parla del sangue e delle morti e della vita di merda delle popolazioni del Sud, sopratutto, giacché la mafia poi in effetti è ramificata a livello nazionale e mondiale,voglio subito sgombrare il campo da questa mitologia d'accatto,veramente. d'accatto. Pontolillo non sa di quello che parla, sarà Pontolillo, ma non sa di quello che parla.
La realtà è fatta di bambini sfruttati a fare i pusher e ad essere adoperati come mano d'opera in condizioni di nocività estrema, di donne bambini e migranti sfruttati nelle condizioni più inumane dai bordelli ai campi di pomodori.
Quale codice d'onore?
Se di codice d'onore si tratta si tratta di un codice d'onore reazionario e gerarchico, militare ,VIRILE e piramidale: non a caso le organizzazione mafiose si chiamano "famiglie" e sulle famiglie sono basate. Quale è la matrice di questo equivoco in cui cade Pontolillo? Quello di aver accettato il luogo comune che il banditismo e il brigantaggio siano una discendenza diretta, una mutazione del banditismo e del brigantaggio in mafia.
Ebbene si tratta di fenomeni diversi, di epoche diverse, di conflitti fra potenze diverse e conflitti sociali diversi da quelli attuali. Comunque pure da questa mistica del brigantaggio bisogna uscire, perché anche i briganti, per quante belle azioni militari abbiamo fatto, le hanno fatte sempre per conto dei Borboni, per gli interessi dei Borboni, per gli interessi del Papato, per gli interessi di una aristocrazia feudataria, sono stati degli utili idioti, cosa che accade sempre nella Storia quando il proletariato o le classi subalterne vanno allo scannatoio per sostituire un potente all'altro; si possono bruciare tutti i comuni e gli archivi di questo mondo, ma quando le cose non si fanno per un interesse di riscatto di classe autonomo, si è solo degli utili idioti: questo nella Storia resta! Né i Borboni né i Piemontesi volevano fare una riforma agraria che abolisse la proprietà terriera, questa è la verità e l'aristocrazia del Sud sul sangue dei briganti e delle popolazioni meridionali trovò poi il modo di accordarsi con la borghesia di Cavour; i briganti erano troppo ignoranti per capirlo, ma noi abbiamo gli strumenti per capirlo, abbiamo tra l'altro l'esperienza storica di tante rivoluzioni più "nobili" del brigantaggio che ci hanno insegnato come sovente si sia proceduto
"perché tutto cambi affinché tutto resti uguale".

Non si può far passare le azioni del brigantaggio per la Comune di Parigi,compagni!!!

Se abbiamo capito che nella presa della Bastiglia il Quarto Stato fu mera carne da macello per il trionfo della borghesia, credo che sia altrettanto facile capire che i Briganti furono pedine di un gioco fra lo Stato Sabaudo, quello Vaticano e quello Borbone: tutto qui, mi dispiace per loro, come mi dispiace per tutti quelli che ancora continuano a morire per una terra, un paese, un confine uno Stato oggi; mi dispiace per i briganti come mi dispiace per il Kamikaze che crepa per il volere del suo prete o del suo Dio e del suo fantomatico Bin, leggi capitale arabo: ma questa è la realtà.

Sgombrato il campo da questo equivoco, visto che il guappo romantico, il Sindaco del Rione Sanità, non esiste più, mi preme sottolineare un' altra cosa, non si può, compagni, confondere le organizzazioni mafiose con una generica "malavita", qui si tratta di una BUONISSIMA VITA che alcuni fanno a spese della vita mala delle popolazioni del Sud.
Qui non stiamo a parlare delle "batterie" del milanese della fine degli anni sessanta, della banda Cavallero o di alcune organizzazioni politico-malavitose del napoletano degli anni settanta. Qui stiamo parlando di ben altro, stiamo parlano di un anello fondamentale della catena di comando del Sistema Capitale, perché, allora, a questo punto si dovrebbero annoverare anche gli adepti della "uno bianca" fra gli aderenti alla malavita e magari riconoscergli l'onore di aver avuto la paraculaggine di fare gli sbirri e i malavitosi contemporaneamente! Cosa tra l'altro non inusuale.

Parliamo dell'oggi compagni, e parliamone seriamente.
Io ci provo.

Credo che il compagno Pontolillo, senza volerlo, sia caduto nell'equivoco diffuso ad arte per cui le viarie organizzazioni mafiose sono "Antistato" contrapposte allo Stato: in effetti non è così, come ho detto si tratta di un anello della catena importante, anzi fondamentale, dell'organizzazione statuale capitalista in cui confluiscono organizzazioni mafiose, poteri occulti della massoneria, anche quella vaticana, fascisti e "servizi deviati": una dura e tragica realtà, nulla di romantico e di brigantesco: una realtà di cui non sappiamo nulla in realtà: come diceva PPP "io so ma non ho le prove per dimostrare quello che so"ed anche per questo fu ucciso a bastonate come un cane. Perché qui bisogna anche dire che a parlare di mafia come ne parla Pontolillo non si rischia nulla a parlarne in un certo modo si rischia di essere accoppati a bastonate come cani, a parlarne soltanto? anche se ti capita di vedere qualcosa che non dovevi vedere o di stare in un posto, per caso, in cui non dovevi stare si rischia di essere accoppati a bastonate come un cane o di desparesire o di essere bruciato nell'acido, pure se sei un minorenne.
O ti fanno crepare o ti rendono la vita invivibile, giungendo persino a forme di tortura raffinata.
Credo, quindi, che il" codice di Onore" di chi ha il coraggio di denunciare certe commistioni politiche mafiose e le attività delle mafie vada rispettato più del cazzo del codice di onore VIRILE e MILITARE degli affiliati alla catena di comando del capitale chiamata Mafia!

Per parlare seriamente delle organizzazioni mafiose non bisogna risalire al mito del brigantaggio ma alla fine della seconda guerra mondiale, quando capi mafia furono estradati in Italia con l'accordo degli USA e la DC, per precisi motivi geopolitici di equilibrio fra i blocchi allora presenti e sopratutto, per quel che riguarda a noi, per fare da argine repressivo alle lotte contadine del Sud in prima battuta e poi alle lotte operaie quando si procedette alla delocalizzazione di alcune fabbriche al Sud, su questo si innestarono col tempo vari interessi da quello edilizio, c'era tanta terra da cementificare al Sud!
e via via, interessi di vario genere dal traffico di droga, all'usura, all'industria della prostituzione, delle bische, e sopratutto allo sfruttamento della mano d'opera autoctona e poi migrante. Forse Pontolillo non sa che nella fabbriche della Filanto, per esempio, si adoperava mano d'opera infantile del sud prima che si aprisse il mercato dell'Albania, in condizioni che ora sono adottate dalla mafia cinese; Pontolillo non avrà mai visto le donne all'alba partire per la raccolta del tabacco sulle macchine dei caporali, ma allora perché parlare? non solo la realtà va rispettata, ma anche e sopratutto va rispettata la sofferenza umana.
Perché poi la logica della mafia è quella dello Stato, il codice d'onore è lo stesso: lo sfruttamento della mando d'opera e la riduzione degli esseri umani alla schiavitù del lavoro salariato.
Cosa si dice al Sud?
"meno male che c'è la mafia che ci da lavoro!" crepiamo di fatica,. buttiamo il sangue, ma meno male che c'è!

E questo,compagni,è l'accordo fra Stato e Mafia.

Questo è il loro patto non segreto, mentre segreto resta tutto il resto e sopratutto segreti restano I VERI CAPI, solo sappiamo che coincidono con i potenti potentati dei governi e dei consigli di amministrazione delle multinazionali.

Il dato reale di fatto è che le organizzazioni mafiose sono necessarie ed indispensabili al mantenimento del sistema e che il fatturato delle loro imprese alimenta e sostenta quella che viene definita economia legale attraverso il riciclaggio del denaro fatto con la compartecipazione delle più prestigiose banche di tutto il mondo.
Oltre tutto con la globalizzazione del processo produttivo le mafie non sono più locali, ma transnazionali: non si tratta solo di mafia, 'ndrangheta,camorra ,sacra corona unita,e così via e,sinceramente, dell'etimologia romantica dei nomi di queste organizzazioni me ne fotto! me ne fotto altamente! Qui si tratta di mafie albanesi, rumene, bulgare, russe, cinesi, arabe, nord africane, sud americane, .....

IL CAPITALE E' GLOBALE GLOBALE E' LA MAFIA, PERCHE' SONO LA STESSA COSA.

Le attività sono molteplici: dai Call Center ai cantieri ai campi diciamo di fragole, questa volta, per non citare sempre pomodori e carciofi e agrumi: traffico di stupefacenti, usura ed estorsione, pubblici appalti, TAV compresa, smaltimento dei rifiuti più o meno tossici, gestione Cpt, galere, ed Enti "umanitari", traffico di materie prime:dai diamanti al coltan, prostituzione, pedofilia e traffico di essere umani, voi forse non avete mai visto i contrabbandieri che trasportano i migranti gettarli in mare per scappare, farli affogare, io si, e ho visto i compagni che si buttavano in acqua per cercare di salvarli, tanto per parlate di Codici d'Onore! merda su merda che poi viene "nobilitata" nei flussi di capitali delle Borse. Sui rifiuti campani, per esempio si è saputo, grazie a qualcuno che forse viene bollato da "INFAME" che c'era il posto dove mettere i rifiuti, non sono stati messi perché la situazione doveva arrivare all'emergenza. No,Pontolillo non sono due facce della stessa medaglia è una faccia sola: quella del Sistema Capitale attualmente.

E a questo punto compagni si pone un problema che, penso dobbiamo affrontare: quello del giustizialismo da una parte e dell'antigiustizialismo dall'altro, beh io vi dico che queste si sono le due facce della stessa medaglia!
E come Sciascia disse "la vera mafia è l'antimafia" io a questo punto posso benissimo dirvi che "il vero giustizialismo è l'antigiustizialismo"! In effetti si alimentano a vicenda e tolgono la lucidità per vedere i problemi nella giusta dimensione.
E' necessario non cadere in questa trappola e il non caderci poi non è così difficile, basta che teniamo presente quale è la nostra rotta reale, quali sono gli interessi reali delle classi subalterne, del proletariato, degli sfruttati o di come cazzo vi piace chiamarli.

NOI LOTTIAMO PER LA LIBERAZIONE, PER LA LIBERAZIONE REALE DEGLI SFRUTTATI e non crediamo né nel giustizialismo né nell'antigiustizialismo. Noi siamo per una GIUSTIZIA ALTRA che NON VEDA PIU' SFRUTTATI E SFRUTTATORI.
La logica del nemico del mio nemico è amico mio non è mai valsa, lo abbiamo visto è stata fallimentare, tanto più in questo caso che:DOVE STANNO I NEMICI? Se si tratta di una consorteria che per pudore, per non sputtanare troppo il sistema chiamano CASTA quando invece è MAFIA.TOTALE.
E' SISTEMA CAPITALE.

NOI SAPPIAMO CHE l'UNICA GIUSTIZIA SARA' LA GIUSTIZIA PROLETARIA.

Non ci illudiamo di ottenere in questo sistema la "giustizia giusta" ma sappiamo anche che l'antigiustizialismo è un alibi per accomodarci la coscienza.Per dire qualche frase ad effetto senza affrontare con la lotta i problemi.

Questo mi premeva dire perché dallo scritto di Pontolillo non ho visto emergere nessuna possibilità di riscatto. E io sono stata 20 anni al Sud e non per gli "eroi" dell'antimafia, ma per tutti i bambini privati dello loro fanciullezza, per le donne e i migranti trattati peggio delle bestie, per i giovani ragazzi mandati ad uccidere e poi, dopo fatto il servizio al CAPO uccisi pure loro nelle strade, per le madri e i padri disperati per un futuro che non c'è per i loro figli, per la vergogna di mendicare il lavoro, per le mignotte tenute in schiavitù ho parlato.
Ho parlato per i senza voce, perché solo la voce e un pò di testa e di cuore mi è rimasta. Ho parlato perché conosco la disperazione e proprio per questo voglio testardamente ANCORA SPERARE E ANCORA LOTTARE

vittoria
L'Avamposto degli Incompatibili


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Carissimo Michele,
prima di tutto voglio dirti che mi dispiace che questo nostro confronto avvenga a distanza, senza che possiamo interloquire direttamente. Sarebbe bello che un giorno si potesse fare guardandoci in viso, anche se non mi faccio illusioni, ma sperare e lottare per la speranza bisogna.

Sono contenta però che si sia avviato un dibattito su un tema di cui in sostanza parlano solo i media di Stato e ,appunto, gli specialisti dell'antimafia.

No, caro compagno non sono affatto delusa, sono felicissima che condividi il mio ragionamento!
Io in effetti in quello speravo, e sono ancora più contenta che le mie osservazioni ti abbiamo fornito il pretesto di specificare meglio quello che intendevi dire.
Perché questa questione che la mafia non è una perversione del Sistema Capitale ma è la sua natura sostanziata nello sviluppo del sistema secondo le varie fasi economiche non è mica chiara a tanti compagni, molti, magari, si credono che si tratta solo di "sacche" addirittura retrograde.
E invece come dici tu in sintonia con me " Mafia sono le grandi corporazioni, la microsoft, le compagnie petrolifere, le grandi banche di investimenti e mafia è anche lo Stato che garantisce e protegge i flussi di capitale criminale, che smantella lo stato sociale, che spinge al ribasso il costo del lavoro o che organizza la produzione nazionale secondo i criteri della divisione internazionale del lavoro sfruttando magari il lavoro infantile dei bambini asiatici o sudamericani. Mafia sono tutte quelle attività sussidiarie e di supporto illecite che si sono sviluppate intorno al capitale criminale vale a dire il traffico di esseri umani, il lavoro nero, il lavoro infantile, l'edilizia abusiva e così via fino a formare una lunga lista."
Magari c'è una differenza di non poco conto non solo fra me e te, ma fra me e tanti compagni in generale, in quanto io credo che la mafia non gestisce attività "sussidiarie" ma, bensì attività PRIMARIE per il mantenimento dell'economia capitalista, e il traffico di esseri umani e delle braccia ristette nella schiavitù del lavoro salariato,è una attività primaria. Io che sono marxista, so che il plusvalore diretto è estratto in prima battuta dalla prestazione della mano d'opera, ossia dall'uomo che diventa merce sul mercato del lavoro, e se noi guardiamo bene ora come ora nella fase attuale la mano d'opera è controllata dalle organizzazioni mafiose che sono un tutto uno con lo Stato Capitale o con le multinazionali : come non esiste più il mafioso di vecchio stampo, il guappo di quartiere non esiste più il padrone delle ferriere.
Quando pensiamo al lavoro e ai morti di lavoro e a chi viene a morire nel nostro mediterraneo per cercare una via di sopravvivenza alle devastazioni da cui cerca scampo, pensiamo che il lavoro se sempre è stato schiavitù, oggi lo è in forma ancora più feroce.
Come procede la catena di comando del lavoro salariato ora come ora? da appalto in subappalto, e chi gestisce gli appalti e i subappalti? Se capiamo questo ricatto infame capiamo pure perché i tanti morti sul lavoro, perché gli operai dell'Ilva non scioperano alla grande con i morti che ci sono! perché continuano a lavorare, perché si mettono in lista, perché quelli della Tissen si pigliano la liquidazione, perché votano lega.....capiamo la radice del sfacelo che viviamo e, capendo, possiamo attrezzarci per combatterlo.

E allora qui viene fuori un altro aspetto del discorso su cui forse dobbiamo chiarirci tutti e due, ma io penso tutti i rivoluzionari. Esistono ancora " quei gruppi le cui azioni e attività riflettono solo ed esclusivamente su di essi."? e a cui tu dicevi di riferirti?
Per me non esistono più. Non hanno spazio di esistere Michele! A quel che mi risulta quattro intronati della stidda, per esempio, che si illudevano di poter fare da soli, sono stati subito sbaragliati.
Il Sistema è quello, quello di cui parlo io, una intima stretta unione fra mafia-massoneria, pure vaticana-servizi"deviati"-potere politico e sottopotere amministrativo,ossia: Stato Capitale.
Perciò nel sistema non ci stanno solo i pentiti, ci staranno, ma in posizione non prevalente rispetto a gli innominati e innominabili.

E ritorno alla mondezza del napoletano, come avete visto tutti alla fine poi la lotta è stata recuperata perché in parte le rivolte erano influenzate dalla mafia e per i motivi che ho detto in vari miei scritti sull'argomento, ora questo succede e succederà per tutto: per la TAV, per il ponte sullo stretto, per l'ampliamento delle basi militari, per qualsiasi di cazzo opera faraonica che faranno.
E il motivo non è solo un motivo meramente politico, cioè di autodeterminazione delle lotte, il motivo è la mafia che ti blocca il percorso dell'autodeterminazione; nota bene, questo non vale solo per le masse, vale pure e sopratutto per gli "amministratori": se debbono fare qualcosa debbono fare accordi con le mafie, pure, metti, caso raro! non ne fanno intimamente parte: non ci sono cazzi.
Degli "amministratori" me ne fotto: campano di Mafia! ma delle masse proletarie no! sono costretti a campare di mafia!
Questo è il punto che dobbiamo schiodare secondo me. Tra l'altro il mafioso di oggi è un laureato è un professionista, la "famiglia" ha messo i figli suoi ai posti giusti, eccellenti e il casino politico la miseria politica che stiamo vedendo sai che significa? che tra poco di questo personale politico di facciata non avranno più bisogno, mica crederai davvero che vivono nei bunker che te fanno vedere in TV? è come credere che hanno trovato Saddam in un fosso o che Bin sta in una grotta! A breve di questo scaciato ceto politico non avranno più bisogno: hanno i loro rampolli di famiglia molto più in gamba e molto più feroci.

Allora la percentuale dei detenuti la so, la conosco e tra l'altro ci ho in casa una mostra che facemmo sul tema anni fa; vedo che sostanzialmente, le cose restano immutate.
Chi sono i detenuti?
te l'ho detto nel mio precedente intervento: sono o bassa manovalanza della mafia, o frange marginali di microcriminalità; siccome si deve pompare la microcriminalità per nascondere la criminalità vera al potere riempiono le galere di "poveri cristi" o di rompicoglioni compagni.
Così possono fare i Criminali veri in pace, passando da "persone per bene", che tutelano la sicurezza dei santi "cittadini". Uno/a mica se la deve piglià con chi gli scippa il TFR, per esempio, se la deve piglià col Rom che gli scippa il....borsellino! una/uno uno/uno, a piacere, se la deve piglià col migrante che viene a rubargli lavoro, casa e donna e bambini! non col capobastone che lo trascina al lavoro coatto lui e il migrante.

Questa è la popolazione carceraria.

E ci credo che i detenuti per reati di natura economica sono lo 0,1%: che lo Stato mette in galera se stesso?
Se capita, capita per lotte intestine fra fazioni di borghesie, e quando capita ci stanno pochissimo: toccata e fuga, fuga legalizzata si intende! In galera ci trovi sempre gli stessi, Michele: proletari, sottoproletari, ribelli, non ci stanno I MAFIOSI VERI, magari ci sta qualcuno che si illude si essere mafioso!
E si da forza, magari, con quel codice virile, di cui abbiamo discusso, insomma non vuole ammettere con se stesso il motivo reale perché sta al gabbio, che è sostanzialmente perché è un reietto della società, e allora si da forza con quel codice di onore del cazzo!
Tieni conto poi che l'industria della galera, pure quella ha un fatturato importante nell'economia statuale, pensa quando sarà privatizzata come in America!
Prima mano d'opera fuori, poi mano d'opera dentro. Ancora vogliamo parlare di Briganti? che noia , Michele! Meglio non parlarne perché per me se erano reazionari o no è importante, io non ho il mito dell'azione per azione! a me interessa in che direzione va un azione, è un'azione di liberazione umana? mi sta bene, non lo è? non mi sta bene!
Tu dici . "Qualunque sia la spinta motivazionale che presiede l'atto è pur sempre il manifestarsi del desiderio di appropriazione del mondo e degli altri attraverso l'uso della forza . La rottura con le consuetudinarie regole della convivenza umana sono il risultato o della necessità o di una strategia politico-militare che soggiace all'azione".

Allora, la motivazione di un atto è importante, perché la motivazione mi da il senso e il significato dell'atto o dell'azione, che basta l'azione o l'atto? allora, che, debbo arrivare a dire per assurdo che la strage di Bologna era una bella azione, senza considerare la motivazione e la finalità per cui l'azione, schifosa, era stata fatta?
Non caschiamo ora nella mitologia dell'atto e dell'azione!
Un' azione, anche cruenta, è giusta se è fatta per la liberazione umana, non lo è se non tende a questo fine.
E sinceramente la storia mi ha dimostrato, ha dimostrato a noi rivoluzionari, che nessuna liberazione può nascere da atti che poi perpetuano la prevaricazione, che arrogarsi certi diritti di vita e di morte, poi significa cadere nello schema di ragionamento di chi ha il potere.

NOI SIAMO QUELLI CHE VOGLIONO VEDER SORGERE IL SOLE.

NOI SIAMO QUELLI CHE VOGLIONO UN MONDO DIVERSO IN CUI NON CI SIA NESSUNA PREVARICAZIONE E NESSUN DIRITTO DI VITA E DI MORTE SU ALTRI.

Si ci sarà una rottura rivoluzionari finale, in cui i potenti dovranno, come gridiamo, PAGARE CARO PAGARE TUTTO, ma sarà un'azione collettiva Michele, non sarà certo un' azione per gratificare il proprio ego: o che bella azione ho fatto!
Estetismo del cazzo.

In merito al tuo passaggio sul modello Americano che si impone a livello globale, caro Michele, perché ti stupisci se poi tu stesso hai analizzato come si è evoluto il Capitale attualmente? E' un dato di fatto materiale a cui dobbiamo imporre un rifiuto cosciente, non è che possiamo ritornare al passato, starà, per esempio, ai proletari cinesi valutare se vale la pena vivere una vita di merda per avere un IPHONE!
E siccome lotte e rivolte in Cina ci sono io sono ottimista su questo punto, del resto ci sta chi fa la fila per IPHONE e chi fa le rivolte per i cereali, sono le contraddizioni del sistema che saranno sciolte dalla lotta di classe.
Quelli che fanno le lotte per il pane o il riso spaccheranno IPHONE in capo a chi ha fatto la fila per questo oggetto scemo, azione giustissima, vista la motivazione!!!!

Allora io non ho detto che giustizialismo e antigiustizialismo sono la stessa cosa, non sono stata così superficiale, via! ho detto: "il vero giustizialismo è l'antigiustizialismo"! In effetti si alimentano a vicenda e tolgono la lucidità per vedere i problemi nella giusta dimensione.
E' necessario non cadere in questa trappola e il non caderci poi non è così difficile, basta che teniamo presente quale è la nostra rotta reale, quali sono gli interessi reali delle classi subalterne, del proletariato, degli sfruttati o di come cazzo vi piace chiamarli.

NOI LOTTIAMO PER LA LIBERAZIONE, PER LA LIBERAZIONE REALE DEGLI SFRUTTATI e non crediamo né nel giustizialismo né nell'antigiustizialismo. Noi siamo per una GIUSTIZIA ALTRA che NON VEDA PIU' SFRUTTATI E SFRUTTATORI."

Ho detto questo Michele, perché sono convinta che in questo sistema non avremo mai nessuna giustizia perché la giustizia che cerchiamo noi è altra. Cacchio Miche', qui ci stava gente che si credeva che i torturatori di Genova venivano PUNITI DALLA LEGGE!!!!!

No, io alle favole non ci credo!

Ciò non toglie che sono favorevole a qualsiasi lotta, diciamo sindacale, perché quella è in sostanza! che come dici tu" reclama un diritto penale minimo".

Mi pare una giusta lotta nell'ambito dei diritti di rivendicazione democratica e dei diritti umani, tutto lì, nulla di rivoluzionario, ma è giusto fare anche questo, perché trovo aberrante non solo l'esistenza del carcere, ma anche le condizioni carcerarie: dobbiamo dirci chiaramente però che se non si crea un fronte nel sociale che sia di attacco generale e generalizzato su altre questione, la questione carceraria tenderà a peggiorare sempre di più.

Sono i rapporti di forza che determinano l'evoluzione delle cose, e attualmente i rapporti di forza non sono certo favorevoli non dico per la rivoluzione ma nemmeno per qualche briciola di diritto democratico.

LOTTIAMO UNITI PER CAMBIARE QUESTI RAPPORTI DI FORZA.

Ti saluto con tanto affetto Michele.

Ti sono vicina malgrado le divergenze, anzi proprio per queste! ti sono vicina e mi ha fatto tanto piacere avere questo scambio di idee con te, spero che il dibattito si allarghi, come vorrei poterlo fare vedendoci di persona, Michele.


"Finché ci sarà un'anima in prigione io non sarò libero"
E Debs

vittoria