GUERRA INTERIMPERIALISTICA E LOTTA DI CLASSE
Ed ecco che il cowboy texano, o meglio ancora il ranchero del petrolio, si
appresta insieme ai fidati partner nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU a dichiarare
ufficialmente una guerra già dichiarata molti mesi fa, ma rimandata
per vincere un'altra guerra, nascosta ma strategica per l'Impero Amerikano:
la guerra per frantumare l'UE prima ancora che essa nasca veramente.
E' da tempo che, come i nostri lettori sanno, che affermiamo che proprio questo
è uno degli scopi di questa guerra infinita, che è la strategia
USA del nuovo millennio. Anche perché non è che con le guerre
si risolleva un'economia in crisi permanente, con le guerre si vuole semplicemente
creare instabilità per evitare che un'economia altrettanto in crisi,
ma certamente più propulsiva riesca a mettere in discussione la supremazia
economica yankee.
Infatti non solo l'economia europea sta cercando di conquistare i mercati
dell'est, ma sta cercando rapporti di partenariato in medio-oriente autonomamente
dall'ingombrante tutela amerikana. Sta insomma cercando, e in parte ci riesce
pure, di rapportarsi con i paesi mediorientali non più con la moneta
ufficiale di riferimento internazionale, e cioè il dollaro, ma con
l'euro, che rischia di affiancare il dollaro come moneta di scambio.
Quello che può significare è chiaro: l'Amerika, controllando
l'unica moneta di riferimento è finora riuscita a far pagare ad altri
paesi (latinoamericani, ma non solo) le sue crisi economiche, ma è
anche riuscita a controllare le materie prime, soprattutto quelle energetiche,
vitali per paesi capitalistici. Se dovesse succedere che l'euro diventa alla
pari del dollaro moneta di riferimento tutti questi vantaggi scomparirebbero.
E' per questo che tutti quei paesi che cominciano ad accettare di essere pagati
in euro invece che in dollari sono inseriti nella lista ufficiale degli stati-canaglia,
compresa l'Arabia Saudita, da sempre considerata feudo amerikano, ma che nell'ultimo
periodo comincia a scalpitare.
Fin qui tutto come al solito, si potrebbe pensare.
Ma qualcosa di nuovo c'è. Quello che da tempo in molti pensavamo, e
cioè una ribellione da parte di quei paesi dell'europa continentale,
che per i loro interessi economici di aspiranti paesi imperialistici, da latente
è diventata reale.
La politica di Germania, Russia e soprattutto Francia di totale opposizione
alla guerra contro l'Iraq, non è dovuta solamente alla mera difesa
delle concessioni stipulate dalle compagnie francesi e russe con l'Iraq di
Saddam Hussein, ma fa seguito al tentativo francese di creare un esercito
europeo indipendente dalla NATO, allora bocciato perché la Germania
non era ancora pronta a quell'asse strategico con la Francia.
Chiaramente non sappiamo se questi 3 paesi europei porteranno fino in fondo
questa ribellione, visti i rapporti di forza militari, ma è secondo
noi certo, che se anche non andranno fino in fondo oggi, si attrezzeranno
per andare fino in fondo alla prossima avventura yankee, che siamone certi
non tarderà se, come tutto lascerebbe prevedere, gli USA vinceranno
abbastanza in fretta questa guerra del golfo 2.
Lo faranno perché questa loro ribellione non è una semplice
ripicca: gli interessi sono non solo contrastanti, ma opposti.
Per l'Europa continentale un allargamento dei mercati è non solo vitale,
ma anche a portata di mano, se riesce nell'intento di creare un mondo multipolare
o per lo meno bipolare; ed è per questo che sta cercando un rapporto
strategico con la Russia, che dal rapporto privilegiato con gli USA ha avuto
sì molti soldi, ma scarsissime risorse strategiche e soprattutto si
è vista estromettere completamente dal corridoio del gas turkmeno,
e rischia anche di essere estromessa dall'affare del petrolio caucasico.
Un'eventuale costruzione dell'Europa dall'Atlantico agli Urali, non solo darebbe
sterminati mercati all'economia europea, ma potrebbe dare la forza necessaria
per quel famoso esercito europeo sganciato dalla NATO.
Tutto questo naturalmente per gli yankee sarebbe una iattura e quindi si stanno
attrezzando di conseguenza.
Come prima cosa stanno cercando, in parte con successo, di dividere l'Europa,
agganciando al potere politico-militare amerikano non solo Inghilterra ma
anche i paesi del Mediterraneo, Spagna, Italia ( e naturalmente cercando di
evitare la possibile diaspora turca).
Che questo fosse uno degli obiettivi amerikani era chiaro da tempo, ma anche
questo obiettivo da latente è diventato con quest'ultima crisi reale.
Come secondo obiettivo di questa guerra infinita non dobbiamo scordare il
controllo di tutte le posizioni strategiche per il dominio mondiale. Per cui
se la guerra dei Balcani con la corrispondente guerra in Cecenia era finalizzata
al controllo dei corridoi energetici del Caspio, la guerra afghana era finalizzata
ai corridoi energetici verso il sud-est asiatico, la seconda guerra del Golfo
è finalizzata non solo al controllo del petrolio (e l'Iraq è
il secondo produttore mondiale) ma anche al controllo geopolitico di un'intera
area, che potrebbe incidere fortemente nei rapporti di forza internazionali.
Il terzo obiettivo l'abbiamo citato prima, e cioè il mantenimento del
dollaro come UNICA moneta di riferimento planetario.
Se così stanno le cose è chiaro che non ci può essere
mediazione strategica. Il confronto fra i due imperialismi è nell'ordine
delle cose: potrà essere rimandato, ma sicuramente ci sarà.
Non siamo fra i tifosi di un imperialismo contro l'altro. Siamo convinti che
se i rapporti di forza militari fossero a favore di quello europeo, questo
non sarebbe certamente più "buono" di quello USA. Ne sanno
qualcosa gli algerini, i ceceni e molti stati africani, per cui è impensabile
e sciocco affidare la lotta contro l'Impero Amerikano alla ribellione europea,
che magari, almeno in questa fase, potrebbe fare marcia indietro. Noi siamo
convinti che solo la rivolta sociale contro una guerra che, oltre a portare
distruzione in molte aree del mondo porta anche distruzione sociale in occidente,
possa fermare l'aggressività yankee una volta per tutte; rivolta sociale
che non si può fermare a rivolta d'opinione, che forse mobiliterà
milioni di persone, ma non porterà risultati concreti, dato che non
riuscirà ad incidere nei meccanismi del controllo della produzione
e nei rapporti di forza fra le classi. Solo se si riuscirà a coniugare
a livello di massa lotte sociali con lotta contro la guerra si potrà
incidere in questi rapporti di forza dati, e a dare uno stop a questa corsa
guerrafondaia.
Ma detto questo, ed è l'obiettivo strategico, se si riuscisse con queste
lotte ad accrescere le divisioni fra i paesi imperialisti, potrebbe essere
un risultato importante, come pure è un risultato importante che l'opinione
pubblica porti avanti con forza un'opinione pacifista. Risultato importante
non per la crescita di un'opposizione sociale, ma per quei popoli che da quest'escalation
militare si prendono VERE BOMBE in testa. Se si riesce a fermare queste guerre
anche con questi risultati di crescita dell'opinione NO_WAR e della divaricazione
fra paesi imperialisti ben venga per quei popoli negati.
Il risultato della crescita della lotta di classe e della crescita della lotta
antimperialista dipende da noi e dalla nostra capacità di incidere
nelle varie istanze in cui ci muoviamo.
Per ora è imprescindibile cominciare la lotta contro l'ideologia guerrafondaia
imperante, quella yankee.
Se nello scontro interimperialista degli anni 30-40 divenne centrale la lotta
contro l'ideologia nazi-fascista per le implicazioni ideologico-politiche
su cui si fondava la sua forza economica e politica, adesso per gli stessi
motivi tocca combattere la logica imperiale su cui si basa la forza militare
e politica degli yankee.
Non ci scordiamo la pericolosità degli altri imperialismi (europeo,
russo, cinese ecc.), ma sappiamo che in questa fase il nemico più pericoloso
è quello yankee, e pertanto la nostra critica e la nostra lotta antimperialista
si devono incentrare NON SOLO, ma soprattutto, IN QUESTA FASE, contro L'IMPERO
AMERIKANO.
L'Avamposto degli Incompatibili