LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE

Gli amerikani col contorno delle truppe inglesi sono, almeno così dicono, alle porte di Bagdad. Abbiamo messo l'inciso (almeno così dicono) perchè sono 5 giorni che dicono di aver conquistato Bassora, e adesso hanno chiesto rinforzi e bombardamenti sulla città per evitare che i carri armati iraqeni entrino nella cittadina, sono 3 giorni che dicono di aver conquistato Nassirija, e oggi scopriamo che anche lì c'è una forte resistenza iraqena.
In parole povere se gli iraqeni fanno disinformazione, gli yankees sicuramente non hanno nulla da invidiare in questo campo.
Comunque un pò di fatti vanno detti. Intanto un primo dato è che le famose armi di distruzione di massa non si trovano, come non si trovano gli scud e tutte le armi che l'ONU, dietro ordini amerikani, ha vietato all'Iraq. Altro dato è che gli iraqeni che aspettavano gli yankees come liberatori non si vedono, anzi pare che siano i civili a resistere con maggiore accanimento agli invasori; e bisogna tener presente che stiamo parlando ancora del Sud-Iraq, a maggioranza sciita. Infine pare smentita anche la notizia di un esercito allo sbando, che si sarebbe arreso alle prime fucilate; sembra anzi che gli anglo-amerikani alle prime fucilate di risposta a Bassora hanno deciso di affidarsi ai bombardamenti, dichiarando la città zona legittima di conquista, e cioè zona candidata a bombardamenti massicci.
Hanno deciso finalmente (si fa per dire) di ufficializzare il vero nome della campagna militare:
non LIBERARE L'IRAQ MA SPIANARE L'IRAQ.
In compenso, sempre a quello che dicono gli yankees, sono stati liberati tutti i pozzi di petrolio del Sud-Iraq, e adesso stanno cercando di liberare i pozzi del Nord.
Così finalmente le truppe imperiali hanno chiarito anche a chi faceva finta di non capire i reali obiettivi di questa guerra.
Ma questo chiarimento ha anche accelerato un processo già in atto: il compattamento delle masse islamiche in funzione antioccidentale e soprattutto antiamerikana da una parte e dall'altra l'incrinatura del fronte imperialistico. Contemporaneamente questa dicotomia tra paesi imperialisti fa crescere in Europa lo spirito antiamerikano, mentre neanche lo spettro del "terrorismo internazionale" riesce a compattare veramente il popolo amerikano dietro al cowboy texano.
Infatti le manifestazioni contro l'invasione dell'Iraq nei paesi islamici ha costretto persino la Lega Araba, per intendersi quella dei Mubaraq egiziano o degli sceicchi dell'Arabia Saudita, nonchè della Giordania e del Marocco, a votare all'unanimità (a parte quello stato senza abitanti che sarebbe il Q8, altrimenti detto Kuwait) una risoluzione di condanna dell'invasione amerikana.
E' chiaro che questa risoluzione è poco più che carta straccia, ma è chiaro però che questa risoluzione sancisce lo scontro fra occidente e paesi arabo-islamici; scontro ormai di civiltà.
Ma non solo. Le aspirazioni imperiali degli yankees hanno prodotto anche altri scontri, e questa volta in occidente.
Alcuni paesi europei, tradizionalmente alleati degli USA, dopo aver scalpitato per un decennio, sono usciti allo scoperto e hanno condannato l'intervento yankee, portando ad uno strappo USA-UE, alla frantumazione della NATO, e all'isolamento yankee nella comunità internazionale.
Qualcuno potrebbe pensare che si tratta di una specie di alzata di testa destinata a rientrare; ma, secondo noi non è così.
Può darsi che dopo la guerra in Iraq, se le cose dovessero andare come sperano i cowboys d'oltreoceano, ci sia un riallineamento, ma durerà poco. Durerà poco perchè gli obiettivi di questa guerra non sono etici come gli amerikani e i media nostrani, velinari dell'esercito USA, ci dicono in continuazione, ma sono motivi molto più beceri, materiali, che si possono riassumere in uno solo: il dominio planetario. E in questo campo gli interessi dell'Impero Amerikano confliggono con quelli dell'imperialismo europeo. Inutile soffermarsi su questo punto, chiarito a fondo ormai da molti, e fra questi, nel nostro piccolo anche noi, se non per dire che questo conflitto interimperialista, finora latente, con questa guerra è diventato aperto, dichiarato.
Ma c'è un altro scontro prodotto in occidente da questa guerra: la rivolta popolare contro questa guerra amerikana e il conseguente antiamerikanismo serpeggiante a tal punto che tutti i governi occidentali alzano gli scudi contro questo fenomeno.
Dal canto suo l'Impero Amerikano ( sempre col suo codazzo) tira avanti dritto per la sua strada e, fiducioso nella sua predominanza in campo militare e tecnologico, apre la campagna per il dominio mondiale. Infatti hanno più volte dichiarato che la guerra contro l'Iraq è il primo passo nella guerra preventiva contro il terrorismo. Daltronde che di questo si tratti è dimostrato anche dai comportamenti dei vassalli inglesi e dei valvassori del sudeuropa, pronti ormai a seguire l'imperatore nelle avventure, anche a costo di smantellare istituzioni internazionali come l'UE, nel cui nome intere popolazioni sono state dissanguate.
E allora dopo l'Iraq ci saranno le varie Siria, Iran, Arabia Saudita e per queste avventure tanti uomini, tanti proletari moriranno.
Ma che importa? Al codazzo dell'Impero si resterà protetti dalla supremazia militare e tecnologica, per cui i morti dell'esercito dei buoni saranno pochi. Probabilmente era questo che pensavano i soldati anglo-amerikani partiti per l'Iraq e, con questa fiducia, si sono ritrovati coi morti di Bassora, e delle altre città in cui si è combattuto, nonostante prima di partire si fossero premurati di disarmare gli iraqeni con la complicità degli ispettori dell'ONU, asserviti al grande imperatore.
E invece questa guerra ha dimostrato che la tecnologia di fronte alla decisione e alla lotta dei popoli serve a poco; e questa lapalissiana verità verrà dimostrata dalla "pace" ancor di più che dalla guerra.
Entreranno a Bagdad, prima o poi; e magari si libereranno anche di Saddam a furia di bombardamenti con i B52, ma questi bombardamenti semineranno altro odio, altre ribellioni nei loro confronti, altri conflitti, altre Twin Flowers.
Forse non resteranno impantanati a Al Nassirija, come ha promesso Saddam, ma sicuramente resteranno impantanati in questa loro spirale di guerra infinita, e da questa palude sicuramente non ne usciranno vincitori.
Specialmente se tutti coloro che pagheranno queste guerre, finalizzate a far pagare ad altri la crisi amerikana, e cioè tutti i proletari del mondo, soprattutto nel sud del mondo ma anche in occidente si ribelleranno e manderanno a carte quarantotto tutte le aspirazioni imperialistiche, quelle amerikane in primis.

GOD SMASH AMERICA

L'Avamposto degli Incompatibili