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PRIVATO E’ BELLO?

SOSPENSIONI E LICENZIAMENTI:

LA VENDETTA DELLA GEOFOR CONTRO I LAVORATORI DELLE RDB CHE DENUNCIARONO A STRISCIA IL FALSO RICICLAGGIO

I dirigenti della Geofor hanno licenziato Stefano Teotino, coordinatore della RdB Geofor, martedì 20 maggio. A lui vanno tutta la nostra solidarietà e la condivisione di tutte le strade legali e di lotta sindacale che saranno intraprese per il suo reintegro nel suo posto di lavoro.

Lo accusano di avere dichiarato falsamente un infortunio, o di aver avuto una condotta che ne avrebbe ostacolato e ritardato il recupero, contestandogli fatti privi di ogni fondamento e rilevati al di fuori della normale visita del medico fiscale nelle fasce orarie dovute. Oltretutto, l’infortunio di Stefano gli impediva sforzi eccessivi, ma non di camminare se opportunamente fasciato.

L’azienda Geofor dimostra, con le contestazioni sollevate a Stefano, di averlo fatto pedinare, ledendo così il diritto fondamentale della privacy, violando probabilmente il codice civile e sicuramente lo Statuto dei Lavoratori: i dipendenti Geofor lo sappiano, l’azienda li fa seguire, li sorveglia al lavoro e nel tempo libero.

Gravissimo è soprattutto il tentativo di screditare la figura e il ruolo di un delegato sindacale che non ha piegato la testa davanti alle privatizzazioni, che denunciato il peggioramento delle condizioni di lavoro, che ha subito con altri colleghi la mobilità interna, provvedimenti disciplinari e sospensioni per la denuncia contro le scorrettezze dell’azienda nel riciclare i rifiuti.

Il licenziamento di Stefano è inaccettabile: viola diritti elementari e appare una vendetta a freddo per la vicenda dello smaltimento dei rifiuti denunciata a Striscia la Notizia, vicenda in cui anche l’Amministrazione locale non sembra esente da responsabilità poiché, invece di appurare se lo smaltimento venisse effettuato correttamente, si è eretta a difesa dei soci privati e della Direzione Geofor senza rispondere alle richieste dei cittadini di conoscere la verità.

Il licenziamento di Stefano è un avvertimento a tutti gli altri: non si può accettare questo ricatto che impedirebbe di continuare a lottare per una giusta retribuzione e restringerebbe libertà di espressione, diritti sindacali e democrazia, troppe volte negata da sindacati concertativi e asserviti agli interessi aziendali e di amministrazioni compiacenti.

DOBBIAMO CHIEDERE E PRETENDERE LA RIASSUNZIONE IMMEDIATA DI STEFANO TEOTINO, E CHE FINISCA OGNI PERSECUZIONE NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI E DEI DELEGATI SINDACALI CHE LOTTANO CONTRO LE ESTERNALIZZAZIONI E LE PRIVATIZZAZIONI.