ART. 18 : PERCHE’ VOTARE

L’attacco alle condizioni di vita e ai diritti dei lavoratori non è una “esclusiva” del governo Berlusconi, ma un percorso prestabilito che rientra in un progetto sovra-nazionale a cui tutto il ceto politico italiano, anche se in forme apparentemente diverse, è subordinato.

Il grande padronato e le imprese si avvalgono sempre più di migliaia di “aziende artigiane” per abbassare il costo del lavoro attraverso l’esternalizzazione  e gli appalti che permette loro di azzerare ogni forma di conflittualità sindacale e i diritti.

Un gioco al massacro che crea nocività ,infortuni e morti sul lavoro “sacrificati” sull’altare della competitività e del profitto.

Concertazione, precarizzazione,flessibilità dei governi di centro-sinistra, hanno spianato la strada all’arroganza padronale di oggi che , attraverso il ministro Maroni,rivendica tutta la torta: legge 30, TFR, nuova riforma pensionistica ecc..

Nonostante le manovre  e le responsabilità politiche sulla precarizzazione del lavoro di alcune forze che hanno promosso il referendum sull’art.18, con la scellerata introduzione del pacchetto Treu e lavoro interinale, è fuori discussione la valenza positiva che può avere una eventuale vittoria del Sì e un ‘allargamento dei diritti a tutti i lavoratori : costituirebbe uno stop all’arroganza padronale, ai ricatti e ai licenziamenti.

Uno stop che non può però fermarsi nell’urna ma deve svilupparsi ed estendersi in protagonismo diretto e autonomo dei lavoratori per la riapertura di una nuova stagione di conflitti . Avendo ben chiaro quale sia il ruolo filo-padronale, e la posizione sul referendum dell’art.18 l’ha ulteriormente dimostrato, dei DS, della Margherita, dell’Ulivo , di CISL e UIL.

Il 15 Giugno votiamo Sì  SENZA ILLUSIONI

PERCHE’ SIAMO ANCORA CONVINTI CHE SONO SOPRATTUTTO LE LOTTE A DETERMINARE NUOVE CONQUISTE E DIRITTI

Associazione Pellerossa Cesena

Vicolo della stazione 52