LA PUZZA, LA FOLLIA E QUEL CHE RUOTA INTORNO

Oggi 30 gennaio 2001, mi pare doveroso iniziare questo intervento ricordando
i 100mila morti dell'India e i minatori indiani addetti alla lucidatura dei
diamanti, rimasti intrappolati fra le macerie del terremoto nel luogo del
loro sfruttamento, visto che erano chiusi a chiave: la delocalizzazione
della produzione è per il Capitale ed è virtuale per lui;  ma il luogo della
delocalizzazione è un luogo reale e ben circoscritto per gli schiavi del
tanto decantato millennio. Non crediate che questa pratica della
lucchettatura sia riservata solo ai paesi del terzo mondo, quaggiù, nelle
fabbrichette e fabbricozze del Salento è pratica comune chiudere a chiave
donne, bambini e migranti. Su fabbriche e fabbricozze del mitico Nord-est,
chi ci sta farebbe bene a parlarne. Questo per dire che il Sud ormai è
trasversale e riguarda anche strati di popolazione, sempre più maggioritari
dell'opulento Nord: è stato già detto: ma repetita iuvant!
La puzza che ammorba oggi il pianeta è quella della Pira, vale a dire dei
Roghi, l'Autodafé totale dell'Impero Totale: laggiù bruciano i cadaveri
umani, qui i cadaveri animali.
A naso si avverte che in questo caso puzza e follia sono intimamente
correlati.
La follia ha diverse facce: c'è la follia di Antigone che sfida il potere,
c'è la follia della Dea Durga che mobilita tutte le armi contro gli spiriti
malvagi, c'è la follia di Spartaco che sfida le legioni di Roma, e via via
nel tempo e nello spazio tutta una massa di folli che sempre, con
ostinazione, hanno voluto osare l'impossibile: dare l'assalto al Cielo.
Questa è una follia vitale , positiva e dinamica, e in finale o meglio in
principio, è il motore della storia.
C'è la follia del Capitale Multinazionale, che poi in sostanza sono gli USA,
che cresce a dismisura ovunque come una cellula infetta e che tutto
contamina colle sue cellule impazzite. Lo scontro fra queste due follie è
inevitabile, e per quelli che continuano a segnare il passo dico che è vero
è sempre stato così!
Poi, però, ci sono i folli veri, cioè quelli che sono malati nella psiche, e
che prendono 417.000 lire di pensione di invalidità, e poi ci sono i
pensionati sociali che ruotano attorno a questa cifra, poi ci sono i
lavoratorischiavi, che hanno tanti nomi: atipici, socialmente utili,
part-time e così via che non sanno nemmeno quanto prendono esattamente, né
quando lo prendono, né se lo prendono, e poi c'è il tanto messo sotto accusa
pensionato che provvede ai bisogni di qualche disoccupato.
Poi c'è una piccola categoria di lavoratori, come li chiamiamo? tipici? mica
vorrete continuare a chiamarli garantiti, visto che qui di garantito non c'è
nessuno, i quali sanno quanto prendono: un salario di fame, e che diventano
sempre meno tipici e sempre più atipici, e pure esuberanti!
Poi ci sono dei dati numerici reali, non si scappa, proprio reali e cioè: un
miliardo di persone disoccupati o sottoccupati (International labour
office), circa 500 milioni di persone guadagnano meno di un dollaro al
giorno. Poi ci sono tutti i clandestini che non rientrano nelle statistiche,
i vuoti a perdere, i morti di fame, il popolo delle discariche, i ragazzi di
strada, i drogati, i malati di Ebola e di HIV, la piccola manovalanza delle
mafie, i barboni,  i matti e le puttane. Di fronte a questi che sono fatti
cosa è più utopistico chiedere il reddito di cittadinanza universale, oppure
ostinarsi a chiedere un lavoro che non c'è più , che è clinicamente morto,
che è diventato schiavitù, elemosina? Credo che la richiesta del reddito di
cittadinanza universale scavalchi l'utopia è sia una rivendicazione di
dignità. Uno può anche immaginarsi che ci siano ancora fucine e catene di
montaggio e che il post-fordismo non esista, e pure questa è un altro tipo
di follia, la follia della nostalgia: sta di fatto che però ci sono i robot,
l'informatica, Echelon, le fibre ottiche, e pare che siano riuscito anche ad
ingabbiare la luce e la sua velocità in tubo! e poi ci sono le
biotecnologie.Qualcuno può chiedersi cosa c'entrano le biotecnologie col
reddito di cittadinanza? Poi se ci si pensa bene si vede che c'entrano. C'entrano
per diverse ragioni: una perché sono la dimostrazione del capitale che
estrae  il suo profitto non dalla merce in se, ma dalla virtualità della
merce, cioè da quanto queste tecniche sono quotate in borsa, e dai brevetti
che a questi beni primari sono imposti. I semi di riso, grano, senape, pepe
ecc... non hanno valore soltanto in quanto semi portati dai velieri, e
coltivati dalla fatica del contadino, c'è un valore aggiunto, del tutto
nuovo: il valore della multinazionale che ne ha il brevetto tramite la
rapina, e se questo passaggio vi sembra poco o minimale! come sappiamo, tutti
questi semi modificati geneticamente sono a termine, cioè dopo un anno non
germogliano più, il che vuol dire strangolare i contadini, e infatti, come
dice Vandana, e io che gli faccio eco, i poveri contadini indiani cominciano
a suicidarsi. E questa è la follia del Capitale che pensa di eliminare la
biodeversità, di comandare la natura, di decidere quello che è giusto
produrre per schiavizzare l'umanità, e per di più le stesse multinazionali
producono i mangimi di cui tanto stiamo discutendo.  Come possono i
contadini del mondo ribellarsi a questo strangolamento se non sono liberi
dal BISOGNO, cioè se non hanno in tasca il reddito che gli permette di
fottersene delle multinazionali rapinatrici? Mi sembra logico che il
discorso valga anche per loro proprio  come per gli operai. Consideriamo
anche che la logica della monocoltura è legata anche a qualcos'altro,
all'abolizione di tutte le diversità vegetali, animali, ed anche umane: la
monocoltura è anche monocultura, anzi nasce proprio dall'idea di un mondo
piatto e unificato e perciò non ribelle. Semi prestabiliti, animali
prestabiliti, esseri umani prestabiliti.Ossia NAZISMO IMPERANTE: E' chiaro
che un lavoro che diviene complice di questo complotto va rifiutato proprio
per rivendicare la propria dignità di esseri pensanti. Non si scappa, se si
continua a prestare la propria forza lavoro a questo progetto infame di
distruzione totale si è correi e della mefitica puzza e della follia del
Capitale, e quindi della distruzione totale. Qualcuno in merito al Tempo
dell'Urgenza mi ha detto: perché metti insieme LETS, Banche Etiche,Commercio
equo e solidale e autorganizzazione che sono cose diverse? Forse lo sono
nelle buone  intenzioni, ma che ci posso fare io se oggettivamente, poi,
nella realtà finiscono col diventare la stessa cosa? Ho detto che siamo in
una terza guerra mondiale già incominciata strisciante e pure
"umanitariamente"e " dolcemente" nucleare, si sa che in guerra fiorisce la
Borsa Nera! ora con tutta le buone intenzioni queste forme di
autorganizzazione diventano, di fatto, Borsa Nera. Sarà sgradevole
sentirselo dire ma è così. Come  può scardinare questo meccanismo infernale
il semplice scambio di prodotti? Ecco un'altra follia: la follia
dell'illusione. Giacché scambiando, scambiando sempre verrà un momento in
cui devi confrontarti col mercato, visto che l'economia del baratto non
sussiste più, se non come residuato feudale; qui al Sud è rimasto tanto di
feudalesimo, ma vi assicuro l'economia del baratto no! Le cecore reste e le
paparine (erba pugliese) se le vogliono far pagare e come!, giustamente,
visto che si sono rotti la schiena a raccoglierle! E poi a chi si venderanno
questi sani prodotti genuini e ruspanti se nessuno ha il REDDITO per
compraseli? A quelli che hanno i soldi è chiaro!, non credo che uno può
scambiarseli all'infinito e non credo nemmeno che uno possa andare molto
lontano con le carte annonarie che ci volete spacciare per moneta virtuale,
fuori dal mercato e fuori e contro il dominio del dollaro. Sarebbe più
onesto fondare delle semplici cooperative allargate e non delle ristrette
reti, tanto sempre lì poi bisogna  finire : sempre al Comune o Regione che
ti finanziano, almeno con le vecchie cooperative c'era una circolazione
maggiore e una minore chiusura elitaria. Non sono queste reti un modo
ipocrita di chiedere reddito?, magari "scambiando" la propria ribellione,
perché di questo scambio  non si è mai parlato.
Il tempo dell'Urgenza, ci spinge a rifiutare tutte le follie negative e ad
imboccare la sola follia sana: quella della rivolta: la follia di Antigone,
della Dea Durga, di Spartaco. Bisogna avere il coraggio di osare, Osare in
questa fase è diventato il bisogno dei bisogni. Se non  si capisce che la
richiesta del reddito universale sganciato dalla produzione di morte, è
l'unica strada di salvezza la disfatta sarà irreversibile. Per chi poi fosse
così folle da ritenere che non ci siano abbastanza dollari per questa
"utopia" riporto quanto sotto:
"Uno dei caratteri ormai consolidati della "nuova economia" e' il tremendo
potere "reale" di operazioni assolutamente virtuali: ogni giorno nel mondo
sui mercati delle valute si scambiano circa 1.800 miliardi di dollari, il
95% dei quali riguarda transazioni a breve termine, che sono cioè' a puro
intento speculativo e non legate a paralleli scambi commerciali. Gli
operatori dei mercati finanziari, muovendo questa impressionante mole di
moneta, sono in grado, nel gioco nevrotico delle aspettative, di segnare
anche le sorti di beni e prodotti che ancora non sono venuti ad esistere. E'
il caso dei cosiddetti contratti futures, attraverso i quali milioni di
dollari corrono lungo un cavo di fibre ottiche, ritornano raddoppiati al
mittente  in un solo istante come premio per aver scommesso sul raccolto di
anacardi del prossimo anno di qualche paese dell'Africa (...)"
(AA.VV. "Senza denaro, Guida ai sistemi di scambio non monetario, Edizioni
Lavoro, 2000)

Vittoria de
L'Avamposto degli Incompatibili