E adesso? domande di una
co.co.co. il 1 Agosto
Eccoci qua: 31 luglio ed e' finito l'ultimo
rapporto (co.co.co. e a progetto).
Mi han chiesto le colleghe: dove vai in vacanza?
Vacanza??? ho risposto. Quale vacanza volete che
faccia un co.co.co. senza altre fonti di reddito? A casa, ovviamente, dal
momento che non ha la minima idea di cosa potra' capitargli a partire da
settembre. Buio pesto.
Ieri doveva essere la festa dei controllori ATM:
ce n'erano 6 a gruppi di 2 alle fermate principali a fare incetta.
Strano: i fermati erano assai "distinti". Fra me e me ho pensato:
saranno co.co.co. anche quelli.
Mi sono avvicinata a uno e gli ho chiesto come
potevo fare ad arrivare a Loreto da Missori e poi a Primaticcio utilizzando un
solo biglietto in 75 minuti, escludendo la Metro (che ogni volta che la
prendi ne devi timbrare un altro). Dato che mi guardava stupito, essendo
li' la fermata della Metro che in poco tempo mi avrebbe permesso di fare tutto
il tragitto, gli ho spiegato che i biglietti costan troppo per un disoccupato
e con 1 euro mi ci potevo comprare del pane, piuttosto.
Ma parliamo di vacanze. Se avessi la certezza di
un lavoro a settembre, andrei da qualche parte. Ho dei parenti in Sicilia che
mi ospiterebbero e mi farei grandi abbuffate di pesce e granite di latte di
mandorla. Se avessi la certezza di un lavoro a settembre, andrei a trovare
amici e parenti un po' dappertutto, assaggiando le specialita' di ogni posto.
Se avessi la certezza di un lavoro a settembre, rinnoverei il guardaroba,
utilizzando i saldi, e butterei finalmente tutte le scarpe vecchie che mi stan
strette. Ma non posso farlo.
Non ho diritto a niente, mi ha detto l'INPS, per
quando non lavoro, e devo prevedere il peggio. Devo pagare l'affitto (che
angoscia!), innanzitutto.
Ormai mi sono abituata ai sacrifici: ci si abitua
a tutto!
Cosi' anche adesso, che dopo qualche mese di
lavoro potrei comprare al supermercato qualche prelibatezza invece di andare
alla ricerca sempre del prezzo piu' basso, non lo faccio. Penso prima:
potrebbero essere i miei ultimi spicci! E poso tutto.
Le vetrine cerco di non guardarle, perche' non mi
tentino.
Meno male che ci vedo poco. Gia': dovrei cambiare
anche le lenti, ma aspetto.
Aspetto. Sono nata nel 50. La pensione, con 18
anni di contributi da dipendente e vari periodi da co.co.co., a quanto
ammontera' quando la prendero'? Devo farmi fare i conti. Ma certo non bastera'
per pagare un affitto. Dovro' lavorare comunque. E dove? Che faro'? Chi mi
affitta?
Mah! Meglio chiudermi in casa, pure questo
agosto, cosi' spendo pochissimo. Un viaggio lo faro': una settimanella per
vedere i nipoti che crescono. Ma niente regali: non posso.
Avrei voluto anche andare in Canada a trovare mia
figlia, ma e' proprio impossibile. Aspetto (verra' lei, prima o poi, a
trovarmi).
E' questa la vita dei co.co.co. o lavoratori a
progetto. Chi ha
inventato queste forme di contratto sia sempre
maledetto.
Penso che siano stati i parlamentari i primi a
pensarci, per non pagare le ferie e le tredicesime ai loro portaborse. Poi,
parlando con i loro amici della grande e piccola industria, hanno diffuso la
pratica praticamente dappertutto. Cosi' adesso e' norma. Se non e' cosi' mi
smentiscano.
E continuano, ipocritamente, a parlare di sviluppo
e di crescita dell'occupazione. Sarebbe questa? Quella che mi costringe a
stare sempre con il curriculum nella borsa? Sono stanca di mostrarlo; mi sta
venendo a nausea la ricerca di un posto.
E poi e' cosi' triste dover ogni mese salutare
tutti come collega di passaggio! Ci sono quelli che preferiscono far finta e
alla domanda: "Che farai adesso?" rispondono, fintamente disinvolti:
"Mi riposo, vado in vacanza."
Io no, dico la verita', e non m'importa niente
della figura da poveraccia. Devono riflettere: riflettere la loro immagine in
me, a 50 e piu' anni.