Elogio dell'incertezza

"Chi vuol esser lieto sia, di doman non c'è certezza" scriveva al tramonto
del XV secolo Lorenzo de' Medici, detto il Magnifico, attribuendo
all'incertezza insperate opportunità di liberazione.
D'altronde l'eterno scontro tra dubbio e certezza ha accompagnato la
storia del genere umano fin dalla sua comparsa. Nessuna trasformazione,
nessuna scoperta, avrebbe mai potuto realizzarsi senza prima fare a pezzi
le certezze precedentemente in voga. Se Nicolò Copernico, di professione
astronomo, non avesse sollevato ben più di un dubbio sulla precedente
"verità scientifica" (rivelatasi poi come un clamoroso falso), ora
penseremmo ancora al nostro pianeta come al centro dell'universo ed al
sole come un astro che vi gira intorno.
Galileo, per aver sostenuto che era la terra a ruotare intorno al sole,
sposando le tesi di Copernico contro quelle di Tolomeo, fu rinchiuso in
cella per anni!
Anche se ora nessuno è così sciocco da ritenere valide le farneticazioni
di Tolomeo, che in quei tempi godevano di bollo divino e timbro della
Sacra Romana Chiesa, la risposta riservata a chi aveva osato dubitar delle
certezze pare mantener tuttora un certo fascino.
La storia ci racconta che nonostante qualunque presunta certezza dura
esattamente il tempo necessario per sostituirla con un'altra, spesso il
prezzo pagato da chi ha osato mettere in discussione cotanta sicurezza è
stato altissimo.Forse qualcuno potrà pensare che oggi le cose sono
radicalmente mutate, che nessuno finisce più in galera per aver espresso
dubbi o formulato teorie innovative, ma è difficile ignorare come la
maggior parte delle presunte certezze siano in realtà frutto di ricatti e
paure, più che di robuste argomentazioni.
Giovanni Senzatonsille, è nato quarant'anni fa. All'età di sette anni dopo
il terzo mal di gola persistente, il medico ne era certo, la cosa migliore
da fare era strappar via tonsille ed adenoidi, ovvero quelle inutili
ghiandoline che sembravano create solo per aumentare la sofferenza umana.
Il figlio di Giovanni, ha anch'egli sette anni, ma nonostante di mal di
gola persistenti ne abbia avuti davvero molti, il medico ne è certo, salvo
casi eccezionali, le tonsille non si toccano, svolgono un ruolo importante
nel proteggerci dalle infezioni, essendo anch'esse parte del sistema
immunitario. Eppure, nonostante queste incongruenti certezze, Giovanni e
suo figlio, si sono sentiti rassicurati dalle terapie propinategli dal
medico curante.
Quello che sbalordisce di simili vicende non è tanto il mutamento di
opinioni in campo medico, ma l'arroganza con cui spesso si sostiene come
unico, come certo, ciò che in realtà è solo una parziale e momentanea
interpretazione della realtà.
Quante volte ci è stata presentata come inopinabile verità scientifica,
come assoluta, la certezza più in voga, relegando ogni altra possibile
interpretazione al mondo della fantasia?
Eppure una mente aperta sa bene che ogni volta che si riesce a trovare una
risposta, sorgono immediatamente altre domande e così all'infinito.
Quando si pensa di possedere tutte le risposte, quando si smette di
domandare, la certezza si fa eterna e rimane spazio solo per l'ottusità e
l'arroganza.
Anche i più nobili sentimenti o le rivoluzioni, se si arroccano sulle
proprie certezze, finiscono per perdere tutto il loro fascino e le loro
potenzialità. La storia del socialismo reale rappresenta un esempio
concreto di queste micidiali dinamiche, in cui le esperienze collettive ed
il loro incerto, ma intrigante, sviluppo, sono state sacrificate in nome
di più rassicuranti modelli sociali e produttivi, della certezza insita
nello Stato. Bell'affare si potrebbe dire: si è preso lo Stato e si è
persa qualunque possibilità di miglioramento e trasformazione della
realtà!
Giorgio C'holalineaintasca, è così certo delle sue convinzioni, che si
arrabbia ogni qualvolta i bizzarri ragazzi che scendono in piazza, non lo
riconoscono come avanguardia, come rappresentante, come portavoce. Giorgio
quando immagina il suo futuro, già si vede lì a far trattative ai massimi
livelli o a dirigere la futura organizzazione rivoluzionaria. Francesca
Nélineenérighelli, ha molte meno certezze di Giorgio, ma preferisce
arrabbiarsi per la vita che quotidianamente è costretta a fare e con chi
gli impedisce di realizzarne una diversa. Francesca quando pensa al suo
futuro, si vede insieme ad altri, molteplici e diversi da lei, costruire
altro, differente da ciò che attualmente subisce. Dunque, a volte,
arroccarsi su presunte certezze è anche un opinabile modo di porsi e di
pensare.
Giuliano Giornataprogrammata, è mezz'ora che aspetta l'autobus, ma oggi
c'è sciopero dei mezzi. Si muove avanti e indietro, sempre più nervoso.
Dovevo già essere in ufficio, perderò il briefing, sbraita lacerandosi il
fegato. Senza la sua dose di monotona certezza si sente perso. Laura
Ègiàsuonatalasveglia, ha appena realizzato che tanto l'autobus non
passerà. La sua giornata lavorativa è in forse, ma il parco è vicino, due
passi a piedi. Perché non godersi questo surplus di incertezza? Oggi, non
posso venire al lavoro, sussurra al telefono mentre parla con il suo capo:
cause di forza maggiore, c'è sciopero dei mezzi!
Altre volte, invece, la certezza non è che il frutto di un ricatto.
Giacomo Valsella lavora alla Bimbumbamfacciomineebombeaman SRL, il suo è
un posto sicuro, certo.
Valerio Oggilavorodomaninonso, farebbe qualunque cosa per avere un posto
di lavoro come quello di Giacomo, dato che arrivare a fine mese è sempre
più un terno al lotto. Sembrerebbe un paradosso, ma Valerio nella sua
incertezza finisce per rincorrere le certezze che gli vengono propinate.
Ahi, ahi, ahi speriamo di non mettere i piedi nel posto sbagliato, si
potrebbe dire!
Dunque, vorrei provare a proporre una sfida agli spacciatori di certezze.
Perché non proviamo a giocare ad armi pari, senza barare, senza ricatti?
Se Valerio e Giacomo percepissero un reddito di cittadinanza (1.000 euro
al mese) sarebbero altrettanto disponibili a lavorare per la
Bimbumbamfacciomineebombeaman SRL?
C'è forse qualcuno disposto a sostenere l'alto valore sociale insito nella
produzione di mine antiuomo, oppure, dal punto di vista umano, collettivo,
sarebbe preferibile pagare Giacomo per non fare quel lavoro?
Certo dirà qualcuno, ma non tutti i lavori sono come quelli di Giacomo.
Bene, allora proviamo a chiederci se siamo così certi dell'utilità sociale
del lavoro che svolgiamo. Se non fossimo sottoposti al ricatto sul
reddito, inseguiremmo un lavoro sicuro, che comunque non c'è più per
tutti, oppure preferiremmo realizzare macchine all'idrogeno invece che
auto che ci distruggono i polmoni, frutta e verdura biologica piuttosto
che ortaggi avvelenati da concimi, antiparassitari e conservanti? Ovvero,
preferiremmo rincorrere le certezze del passato oppure coltivare il dubbio
e provare a costruire nuove esperienze e nuovi modi di vivere?
Quante altre domande potremmo farci se non fossimo sopraffatti dalle paure
e rincuorati dalle certezze? Ed allora, Viva l'incertezza, il dubbio,
perché è solo lì che può svilupparsi il mutamento ed è lì che si impara a
mostreggiare!

da "Il mostro"