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IO DE LAVORA' NUN NE POSSO PROPRIO PIU'

Scusate la schiettezza, ma io de lavora' nun ne posso proprio piu'.
Sono allergico, mi da fastidio fisico. La parola lavoro mi manda in
fibrillazione, mi fa venire gli attacchi di panico, la tachicardia,
l'afasia, lo spasmo muscolare, la depressione, l'ansia, l'ipocondria,
l'astenia. Tutte le mattine suona la sveglia e mi chiedo machiccazzo me
lo fa fare. Chi e' che mi punta la pistola alla tempia, mi da un calcio
nel culo, mi tira giu' dal letto, mi fa salire in macchina e mi fa
andare a lavorare. Solo una risposta: i soldi. Mi servono i soldi. Se
non mi servissero i soldi la terra dovrebbe attendere tutti i giorni che
il sole abbia raggiunto lo zenith, prima di vedere apparire la mia
sagoma all'orizzonte.
Questo e' l'unico vero ricatto che conosco. Mi prendono per fame.
A me piacciono le affinita' fini a se stesse. La musica che si
autocompiace. L'ascolto del bello. A volte provo l'ebbrezza della
lettura, mi lascio andare allo studio. Godo della pratica sportiva e del
giuoco del calcio. Mi piace molto aiutare il vicino di casa in lavoretti
di muratura. Porto ogni tanto a spasso il suo cagnetto quando lui e'
malato. Insomma ci sono tutta una serie di relazioni ed attivita' che mi
danno gioia.
Ce ne sono altre che invece mi rendono uno zombie.
Appena metto un piede in ufficio, arriva la telefonata del signor R***i.

Il signor R***i e' un bavoso vecchio, ormai sulla settantina che
possiede un'officina meccanica a Pomezia, zona Castelli Romani, ex Cassa
del Mezzogiorno.
Il signor R***i fa il contoterzista. Prende un lavoro dall'Alenia ed
entro tre giorni lo deve consegnare. Perciņ assume in nero, assume
lavoratori immigrati, lavora senza nessuna regolamentazione e rispetto
delle norme igieniche e di sicurezza sul lavoro.
Quando puo' il Signor R***i fa lo sgambetto ai suoi concorrenti.
Risponde alle offerte dei suoi clienti scatenando una guerra al ribasso.
Ma a lui piace fare l'assopigliatutto, percio' se una volta ce rimette,
quella dopo ci guadagna. Non ha nessun tipo di etica e la sola parola
solidarieta' gli fa venire in mente brutti ricordi, quando negli anni
settanta faceva l'operaio metalmeccanico, e percio' la rimuove subito
dalla sua testa.
Caro Signor R***i come va? Che piacere sentirla. Come va il lavoro?
Spero bene.
Ipocrisia aziendale allo stato puro.
Il Signor R***i vuole il materiale.
Ne ha bisogno subito. Ha bisogno anche di una consulenza tecnica. Mi
chiede che tipo di rivetto filettato conviene utilizzare per assemblare
due lamiere di alluminio.
Gli rispondo che deve utilizzare un rivetto godronato, oppure a testa
esagonale, ma purtroppo il secondo tipo non ce l'ho a magazzino, lo devo
ordinare a Milano. Ci vogliono tre giorni.
Ma il signor R***i non puo' aspettare. Gli comunico il prezzo.
Mamma mia e' troppo caro. Le faccio sapere.
Sono sicuro che nel frattempo telefona ai miei concorrenti. C'e' da
sperare che anche loro non abbiano materiale in casa, perche' se si
parla di prezzi sono pronti a calarsi le brache in quattro e quattr'otto
pur di pigliare un ordine.
Alla fine il Signor R***i decide che va bene il primo tipo, che per
fortuna ho in magazzino.
Gli devo portare entro stasera il materiale in officina.
E questo e' soltanto il primo cliente. Relazioni personali annullate
dall'ansia e dalla paranoia del lavoro. Rapporti con individui che non
mi azzarderei a toccare manco con un bastone.
Lo schifo e la ripugnanza verso noi stessi, costretti a vendere la
nostra simpatia per un tozzo di pane. Una concorrenza spietata che e'
disposta a vendersi pure la madre pur di vendere.
Fare buon viso a cattiva sorte col Signor R***i, allisciarselo perche'
se gli rode il culo il simpaticone non ti paga. Ti rimanda indietro la
ricevuta. Non solo la banca vuole le spese. Sei costretto a farti pure
qualche ora di anticamera, dopo aver fatto cento telefonate a vuoto,
quando ti convoca per andare a ritirare un assegno che andra' a coprire
il buco del materiale che gli hai venduto e lui non ti ha pagato. E tu
invece il tuo fornitore a Milano l'hai gia' pagato un mese fa. Se quello
non vede i soldi, hai voglia a raccontargli che anche a te non ti
pagano. Quello chiude il rubinetto. Al massimo ti spedisce del materiale
in contrassegno.

Qualcuno si azzarda a dire che una volta che uno si rende conto di
essere precario, nel senso che sa che oggi lavora ma sa che domani
potrebbe chiudere (perche' basta che tre Signor R***i non pagano ed
eccoti con le Banche che t'aspettano sotto casa...)e automaticamente
diventa un nuovo soggetto di classe. Che basta fare l'inchiesta
metropolitana et voila...la revolution.
Io me la faccio da solo tutti i giorni l'inchiesta metropolitana, eppure
non succede niente, non provo l'ebbrezza della rivoluzione.
Mi rimane invece in bocca sempre piu' il sapore amaro della solitudine,
dell'incertezza, della delusione.
Ma lo sai che se ci pensi bene anche il Signor R***i e' un precario.
E' costretto ad anticipare il denaro per le materie prime, le paghe dei
dipendenti, i costi fissi. Basta che gli mandino indietro due o tre
ricevute bancarie e il caro Signor R***i si ritrova fuori di 500
milioni, cioe' va' in fallimento. E si porta con se' anche tutti quelli
che lavorano per lui, me compreso. Eccola la cooperazione sociale.
E' una catena di montaggio della disperazione. Ti lega economicamente
alla sopravvivenza di un pezzo di merda del genere. Ti infila dentro un
carro dove se uno muore si porta tutti quanti appresso. E tu devi quindi
stare molto attento a come ti comporti, molto attento alla ragnatela che
costruisci.

Eppure tutta questa connessione di menti, tutta questa ragnatela di
relazioni, che costituisce il mio lavoro precario e immateriale, perche'
di questo si tratta, non assomiglia a nulla di me. E' un mostro che e'
cresciuto a partire da un pezzo della mia vita ma che non mi appartiene
in nessun modo. E' il lato oscuro della mia soggettivita' schizofrenica.
E' un nemico interiore da abbattere. Non posso di certo partire da
questo schifo per costruirmi una soggettivita' rivoluzionaria. Non e'
vero che il capitale sfrutta il bacino dell'intellettualita' di massa e
le relazioni che avvengono in questo per creare valore e ricchezza
economica.
Il capitale costruisce a partire dalle abilita' relazionali un proprio
bacino dell'intellettualita' capitalistica, costringendoti a costruire
relazioni con individui che non potrebbero esserti piu' estranei, che
non potresti odiare di piu', che non ti potrebbero fare piu' schifo, e
ti lega a questi per la tua sopravvivenza. Ti costringe a diventare buon
amico del Signor R***i per poter campare.
E' il bacino dell'odio che viene sfruttato dal capitale.
Per questo poi che la risposta diventa il Fight Club.
Fatemi sfogare con qualcuno Porkoddio.
Dalla catacomba non possono uscire altro che Zombie inkazzati. Altro che
comunismo qui ed ora !

Allora mi dirai: e' proprio il lavoro che ti fa essere alienato anche
nelle relazioni interpersonali, che ti mette 24 ore su 24 nella
condizione di costruire rapporti basati sul tornaconto economico. Che
tutto questo č ormai inumano.
Infatti nel lavoro non c'e' posto per l'umanita'.

Poi per fortuna torno a casa.
Bacio la mia compagna.
Rimetto piede nel centro sociale che frequento.
Vado ad una Dancehall della One Love.
Mi leggo l'ultimo libro di Sterling.
Porto a spasso il cane del vicino e lo aiuto con le mattonelle del
bagno.
Vado all'universita' a seguire le lezioni di sociologia del lavoro.
Mi vado a fare una bella magnata di pesce a casa di Sandro.
Si accende la luce del sole e mi convinco sempre piu' che l'unica vita
possibile e' quella senza lavoro.
Ma con il reddito necessario per poter campare dignitosamente.

Scusate la schiettezza, ma io de lavora' nun ne posso proprio piu'.

Carlo