FALCRI Banca Nazionale del Lavoro

Sindacato Autonomo Lavoratori

Organo di Coordinamento delle RR.SS.AA.

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DAL SINDACATO DEI LAVORATORI

AI LAVORATORI DEL SINDACATO.

Un sindacato capace di certificare posizioni, di timbrare “improbabili” documenti, di fare parte di enti bilaterali per le più inutili funzioni, di essere burocrate perfetto nelle mani dei governi e dei capitalisti.

Ma anche un sindacato impaurito, ingessato, ricattato, asservito, espropriato, allontanato, normalizzato, comperato, affittato, precarizzato.

Questo è quanto da settembre ci consegnerà il governo, attraverso il varo del decreto attuativo della “Riforma Biagi” , avvenuto il 31 luglio 2003 in pieno clima vacanziero come nella peggiore tradizione passata.

Questa riforma è una coltellata alla schiena di tutti i giovani e di tutti coloro che hanno “bisogno” di lavorare, ma è anche una cannonata nel ventre, ormai molle, della democrazia e del rispetto dell’individuo.

Da settembre saremo merce, sempre più oggetti e sempre meno soggetti, è il tributo obbligato da pagare a questo neoliberismo vigliacco e selvaggio che non ha più rispetto per le persone e che non ha dignità.

Sarà considerato lavoro il “Job on call” (lavoro a chiamata) dove il malcapitato lavoratore resterà a disposizione dell’azienda con un minimo di ore retribuite in attesa che squilli il telefono mentre ulteriore lavoro sarà a discrezione dell’imprenditore che potrà alzare la cornetta e chiamare con un preavviso di circa 24 ore (unica cosa da definire nella contrattazione nazionale).

Sarà considerato lavoro anche l’inqualificabile “Job sharing” che produrrà una specie mostruosa di lavoratore a due teste per un solo lavoro. Un solo posto di lavoro per due lavoratori che dovranno mettersi d’accordo sul come dividersi l’orario di lavoro, lo stipendio e quindi anche i ritmi ed i carichi di lavoro. Un solo posto di lavoro che produrrà conflittualità tra i due soggetti nella “migliore” delle  ipotesi e “ricatti mafiosi” nella peggiore, perché questa “oscenità” prevede che, nel caso in cui uno dei due lavoratori abbandoni il lavoro, anche il suo “doppio” venga licenziato e quindi tra i due soggetti potranno innescarsi, a seconda dei diversi bisogni, anche vere e proprie forme di ricatto mafioso che ovviamente non riguarderanno e non coinvolgeranno gli imprenditori.

Ma come se non bastasse lo “Job sharing”, a sottolineare che il soggetto è il posto di lavoro e non i due lavoratori, prevede che alle votazioni  per i rappresentanti sindacali il voto debba essere uno anche se i lavoratori sono due, evidenziando così un’inaccettabile non considerazione delle persone che vengono assolutamente svilite persino nel diritto di voto.

Sarà considerato lavoro lo “Staff leasing” che permetterà alle aziende di noleggiare intere squadre di lavoratori anche a tempo indeterminato, eliminando così il limite temporale che si era giustamente creato con il lavoro interinale.  Questo sistema scaricherà gli imprenditori dalla responsabilità diretta nei confronti di chi presta servizio all’interno della propria azienda, infatti qualsiasi tipo di  responsabilità verrà “girata” all’agenzia di “somministrazione di mano d’opera” che ha procurato il leasing.

Sarà considerato lavoro anche la furbata del “Tirocinio estivo” che riguarderà giovani studenti impiegabili per non più di 3 mesi (periodo estivo) e per i cui servizi le aziende potranno anche non pagare nulla e comunque avranno l’obbligo per legge di non superare i 600 euro. Si comincia già a chiamare questi poveri figli con l’accattivante qualifica di “stagisti” prospettandogli così, attraverso un avvicinamento/contatto all’impresa, la possibilità per un domani……….che verrà per pochissimi attraverso lo sfruttamento di molti, visto che non sono stati fissati limiti percentuali per il loro utilizzo.

Sarà considerato lavoro anche l’Emarginazione dei disabili attraverso una forzatura della legge 68 del 1999 che prevedeva l’obbligatorietà di assunzione di quote di portatori di handicap nelle aziende. Al posto dell’inserimento dei disabili, per le aziende sarà sufficiente assegnare delle commesse di lavoro a speciali cooperative sociali presso le quali verranno assunti i disabili. Con tanti saluti al principio della solidarietà e dell’inserimento nella società dei più sfortunati.

Sarà considerato lavoro anche la trasformazione dei Co.Co.Co. in “Contratti a progetto” che non vorrà dire che gli imprenditori saranno costretti ad assumerli a tempo indeterminato come promesso a suo tempo dal governo. Anzi, visto che si sta portando a termine il progetto di parificare i loro contributi a quelli dei lavoratori autonomi, tutti i co.co.co. che non rientrano in speciali categorie (professioni intellettuali, società sportive, pensionati ecc.) verranno spinti a trasformarsi in Partite Iva.

Sarà considerato lavoro anche la libertà regalata alle aziende con la “Cessione liberalizzata dei rami d’azienda” attraverso la quale, mentre prima potevano essere scorporati solo ed esclusivamente rami già precedentemente autonomi, adesso le imprese potranno inventare un’autonomia funzionale attraverso la quale creare anche piccole aziende sotto i 15 dipendenti con buona pace per l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Sarà infine considerato lavoro anche la possibilità di cambiare, attraverso un semplice preavviso, l’orario sottoscritto fra le parti con il “Contratto a part time”. Ovviamente il cambiamento sarà unilateralmente deciso dall’azienda senza possibilità di replica alcuna da parte del lavoratore, cancellando così di colpo l’intera filosofia che diede origine al contratto di part time.

Attraverso l’invocazione di maggiore flessibilità chiesta dalla Confindustria e non disdegnata dall’intero mondo imprenditoriale e dei servizi si è consumato un attentato gravissimo ai danni di tutti i lavoratori ma soprattutto a danno dei giovani e dei disoccupati.

A loro si offre la “fortuna” di un lavoro precario, sottopagato, schiavizzante e ricattatorio mentre a certo sindacato accomodante si offre “un futuro” che non debba dipendere più dai lavoratori ma dalle connivenze che si instaureranno con i differenti governi.

Come si diceva nel titolo è in gioco il passaggio da sindacato dei lavoratori a quello di burocrati che lavorano nel sindacato, chiediamo ai lavoratori di non arrendersi a questa logica, chiediamo ai lavoratori di non fare di tutte le erbe un  fascio andando ad individuare chi tra i sindacati sponsorizza queste scelte sciagurate, chiediamo ai lavoratori di starci vicino perché ci opporremo sino all’ultimo ad un sindacato che non sia quello dei lavoratori.

Roma, 5 agosto 2003

 

Segreteria Organo di Coordinamento FALCRI BNL

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