LICENZIATI PER "PUBBLICA" SICUREZZA

E così anche denunciare pubblicamente in TV una ristrutturazione aziendale, che di fatto ha azzerato qualsiasi sicurezza per i lavoratori e i passeggeri sui treni delle FFSS (pardon di Trenitalia.com, come si amano adesso chiamare) è una giusta causa per il licenziamento.
Ma, tranquilli, la motivazione ufficiale non è quella di aver rilasciato interviste ad una trasmissione televisiva (Report), bensì quella di aver messo a repentaglio la sicurezza dei passeggeri facendo rallentare il treno in galleria, per mostrare ai giornalisti le condizioni di insicurezza, con cui si viaggia.
Insomma un posto insicuro, per l'azienda ferroviaria, diventa insicuro solo quando lo si fa vedere in televisione; e non perchè il posto è insicuro, ma solo perchè lo si rende insicuro facendolo vedere.
Poi dicono che...
Ma la cosa grave è che a fronte di questa grave provocazione il sindacato pur essendo a conoscenza delle decisioni aziendali non chiama i lavoratori alla lotta, si limita a cercare gli avvocati.
La realtà è che con la concertazione tutto il panorama politico e sindacale ufficiale è corresponsabile di questo attacco ai diritti dei lavoratori. Tutti si vogliono liberare di questo peso ingombrante: le aziende e il governo per ristabilire il proprio dominio sui posti di lavoro, e sindacati e sinistri di governo per mantenere il loro ruolo di controllori, cioè di sbirri del mercato del lavoro.
E con questi sistemi gli autoferrotranvieri rischiano sanzioni pesanti e peggioramento delle leggi antisciopero, 13 ferrovieri si ritrovano licenziati, per aver denunciato la rischiosità del viaggiare in treno oggi.
Ma Fassino non annuncia battaglia per questo, annuncia battaglia se cambieranno la par condicio.

L'Avamposto degli Incompatibili