CRACK PARMALAT: SPUNTA LA PISTA MASSONICA

Tra i vari filoni d¹indagine che riguardano il crack della Parmalat di
Calisto Tanzi spunta ora anche l¹ombra della massoneria.
Ad incarnarla una discussa figura di imprenditore, massone del Grande
Oriente, il cui nome figura anche negli elenchi di Gladio, la struttura
atlantica supersegreta attiva fino all¹inizio degli anni Novanta, da usare
in funziona anticomunista.
Il nome di questo personaggio è Mario Mutti, patron della Tecnosistemi, già
direttore generale della Federconsorzi, e poi alla guida della Standa quando
la stessa apparteneva a Silvio Berlusconi il quale lo inviò in Spagna come
manager del gruppo Fininvest. Mutti, in seguito, fino al 1998 è stato
consigliere di amministrazione di Parmalat la quale fino allo scorso anno ha
posseduto una quota di Tecnosistemi.
Ma l¹intreccio che apre uno squarcio su un possibile ruolo della massoneria
nel malaffare Parmalat non si limita a questo. Mutti è indagato a Milano per
bancarotta fraudolenta dai PM Laura Pedio e Luigi Orsi. Nel corso di una
perquisizione nella sua abitazione e negli uffici della sua società, la
Guardia di Finanza trova ­ oltre a documenti massonici e a carte di Gladio ­
altri documenti tutti ancora da analizzare che potrebbero dimostrare
l¹esistenza di un legame perverso tra il fallimento di Tecnosistemi
(ufficialmente in amministrazione straordinaria) e il doppio crack di
Parmalat e Cirio, come dire Tanzi e Cragnotti. Le tre società, infatti,
avevano forti interessi in Brasile ed erano rappresentate in questo Paese da
Giampaolo Grisendi, il manager che ­ secondo Fausto Tonna, il tuttofare di
Tanzi ­ sarebbe all¹origine dei guai finanziari di Parmalat. Un magistrato
brasiliano, indagando su questo intreccio societario, ha ipotizzato
l¹esistenza di un riciclaggio di denaro sporco.
Ma a destare l¹interesse dei magistrati di Parma che indagano sul disastro
Parmalat - le PM Antonella Ioffredi e Silvia Cavallari ­ sono anche altre
coincidenze: quando Parmalat decise di quotarsi in borsa, l¹operazione di
collocamento passò proprio attraverso Mario Mutti il quale anche dopo
l¹uscita dal Consiglio di amministrazione di Parmalat continuò a mantenere
ottimi rapporti con Tanzi, tanto che insieme i due possiedono una parte
delle azioni della Aranca, una società di Palermo che produce succo di
agrumi.

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(La Newsletter di Misteri d'Italia - Numero 84)