Quello di seguito è il testo del volantino che una delegazione dei FIL di
Genova ha distribuito al convegno ds del 14. i compagni hanno indossato
cartelli contro i licenziamenti.

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE

Il convegno di oggi vede seduti allo stesso tavolo politici DS, sindacalisti
FILT - CGIL e dirigenti locali del Gruppo FS. Tutti riuniti per discutere di
come arrestare il declino del trasporto ferroviario. Noi crediamo che per
aver la pretesa di fare proposte in questo senso, bisognerebbe non aver
lavorato - e non continuare a farlo - per creare i presupposti di tale
declino.

Gli iscritti ai DS ed alla FILT - CGIL dovrebbero sapere che furono proprio
i governi di centrosinistra (Prodi nel 1997 e D'Alema nel 1999) a varare le
direttive che divisionalizzavano prima e societarizzavano poi le Ferrovie
dello Stato, andando ben al di là delle stesse direttive europee; che furono
i decreti Bassanini ad estendere tali direttive addirittura al trasporto
locale (cosa non prevista a livello comunitario); che fu il falco delle
privatizzazioni, quel Pierluigi Bersani oggi capolista per l'Ulivo nel
nord-ovest, il regista di tutto questo. Furono quelli, d'altra parte,
governi che si distinsero particolarmente per i loro forti connotati
antipopolari. In quegli anni fu approvata la riforma Dini, che assestava un
primo colpo durissimo alla previdenza ed allo stato sociale, venne varato il
famigerato pacchetto Treu, che introduceva la precarietà, furono accordati
notevoli benefici e sgravi fiscali alle imprese a fronte di una rigidissima
moratoria salariale, venne condotta
una guerra di aggressione contro la Iugoslavia con il pretesto
dell'intervento umanitario. Tutti provvedimenti che sono stati poi
ampiamente ripresi dal successivo governo Berlusconi, in piena continuità e
contiguità, e portati alle estreme conseguenze (compreso il delirio bellico
dell'italietta, ora impegnata anche in Iraq).

La FILT - CGIL ha sostenuto incondizionatamente i governi di centrosinistra
e le lobby economiche ad essi collegate nella politica di liberalizzazione -
privatizzazione delle ferrovie e più in generale dei trasporti. Ha
fortemente voluto un contratto dei ferrovieri che definire scandaloso è un
eufemismo e lo stesso ha fatto con quello degli autoferrotranvieri, con
tutto l'inevitabile corollario di referendum farsa, democrazia interna
negata e poi - nel caso specifico di Genova - di emarginazione, attacchi,
diffamazione e minacce nei confronti degli iscritti dissidenti.

Oggi questi soggetti, a distanza di cinque anni, tornano sul "luogo del
delitto" pensando che lo stesso sia caduto in prescrizione e che i
lavoratori non abbiano memoria. Si propongono come l'alternativa a
Berlusconi come se prima di lui ci fosse stato nulla e nessuno ma si
candidano in realtà, ancora una volta, a fare il lavoro sporco per conto di
Confindustria, in una logica di semplice alternanza di potere con il
centrodestra.

Ma c'è di più. A questo convegno prendono parte anche dirigenti locali del
Gruppo FS. Trenitalia, una delle società del gruppo, si è particolarmente
distinta negli ultimi tempi nell'instaurazione di un clima di terrore nei
confronti dei propri dipendenti. Controlli intimidatori, multe, sospensioni,
licenziamenti, fioccano sui ferrovieri "colpevoli" di voler far rispettare
disposti contrattuali e norme di sicurezza, di esercitare il proprio
diritto - dovere di critica in quanto delegati rsu, di "collaborare" con
trasmissioni televisive e via di seguito, il tutto nel totale disinteresse
dei sindacati filopadronali, FILT - CGIL in testa. Trenitalia non si fa
scrupolo di comminare decine di giorni di sospensione ai lavoratori e di
mettere sul lastrico quattro famiglie, come nel caso dei ferrovieri
licenziati per la vicenda di Report ed i suoi dirigenti vengono accolti, in
questo convegno, come interlocutori degni di stima.

Noi vogliamo cogliere quest'occasione per ribadire ancora una volta il
nostro no alla liberalizzazione - privatizzazione delle ferrovie in questo
Paese, in questo ricollegandoci alle lotte che in tutta Europa i
ferrovieri - spesso organizzati, tra l'altro, dalle centrali sindacali
omologhe di FILT - CGIL, FIT - CISL, UILT - stanno conducendo. Noi vogliamo
un trasporto ferroviario pubblico e sociale, a costi contenuti per la
collettività ed a basso impatto ambientale. Ciò non si può realizzare in
regime di liberalizzazione. La liberalizzazione conduce solo
all'arricchimento di pochi, alla disarticolazione dei diritti dei
ferrovieri, alla negazione del diritto alla mobilità per milioni di
cittadini.

Noi vogliamo cogliere quest'occasione per chiedere con forza il ritiro di
tutti i provvedimenti disciplinari politici comminati da Trenitalia ed in
particolare il reintegro immediato dei nostri colleghi licenziati in seguito
alla messa in onda della trasmissione televisiva Report.

Genova, 14 maggio 2004

RETE DEI FERROVIERI IN LOTTA - GENOVA