“Questa non è una pipa” (R. Magritte)

La sentenza per il massacro alla scuola Diaz è l’ennesimo atto di arroganza e prova di forza del potere, ma siamo ben coscienti che la vicenda processuale non potesse finire diversamente. Questa democrazia, infatti, non può difendersi se non con i soliti mezzi: prima reprimere ed opprimere per poi sprezzantemente legittimare se stessi e raccontarla a noi.
I cani da guardia, le cosiddette forze dell’ordine, al G8 non hanno fatto altro che fare quello che fanno sempre con chi non accetta passivamente lo stato di cose presenti (Perugini e compari non fanno i calciatori solo nei grandi avvenimenti…)
Alcuni che gridano oggi “vergogna” possono essere in buona fede, credere che ci possa essere uno “stato di diritto”. Come se qualche magistrato democratico potesse essere la chiave di volta di un sistema basato sullo sfruttamento, come se “diritto” non volesse dire che bisogna tutelare i manifestanti, ma anche chi detiene il potere. E il potere ha mezzi ben precisi e sempre violenti per conservare se stesso.
E proprio così è avvenuto: condannate a pene irrisorie le mele marce (peccato che tutte quelle mele lo siano, perché emanazione di un marciume ben più esteso) da giudici uguali a tutti gli altri, uguali anche a quelli che ogni tanti condannano tangentari o avvelenatori dell’ambiente, per poi comminare anni di galera a chi lotta ed ai proletari costretti a “svoltare” in qualche modo la propria esistenza. Lo stesso pubblico ministero ha dichiarato” Sentenza scontata: quando mai, al mondo, la polizia è stata condannata?”. Erano forse stati condannati i mandanti delle stragi fasciste? I politici collusi con la mafia? Qualcuno,… ogni tanto,… quelli caduti in disgrazia. Del resto I BOIA della legge e i BOIA della schiavitù del lavoro saranno condannati sì, ma a scomparire, solo quando il proletariato sarà padrone del suo destin.
Prevediamo già ora lo stesso copione  per il processo contro i padroni assassini delle Thyssen, del resto per la strage di Bhopal i padroni e la Union Carbide non sono  stati assolti?.

Cosa poteva dunque accadere in una situazione per la prima volta così poco locale, determinata da dettami internazionali, preparata di conseguenza da almeno un anno, qualsiasi fosse la risposta della piazza. Dovevano essere colpiti tutti e così è stato.
La piazza è stata una sorpresa, un’inattesa dimostrazione di affermazione di dignità. Ma quanto è durata?
Le stragi del ’69 erano conseguenza dell’autunno caldo, i carri armati nelle piazze nel ’77 erano proporzionati al fatto che al fuoco si rispondeva con il fuoco. Ogni giorno.
Ma due giorni di piazza calda potevano prevedere una tale risposta?

Ma la cosa più terribile è che moltissimi fra coloro che gridano “vergogna” per questa sentenza hanno fatto i pompieri per tutti questi anni tentando di spegnere ogni scintilla tesa a non dimenticare la grande rivolta dei giorni del G8, a mantenere vive quelle istanze, a tirar fuori dalla galera i manifestanti arrestati. Anzi: proprio sugli arrestati si sono accaniti, li hanno giudicati ancora prima del processo, etichettati, divisi fra buoni e cattivi, e poi costruito fortunate carriere politiche sulla pelle di chi era stato torturato, arrestato, di chi era morto. Carriere politiche peraltro significative solo per i compensi che portano a casa. Ben diverse le loro fortune di “rappresentanza”: scomparsi dal parlamento!

Nessuno si sente coinvolto, solo chi era in piazza o che ci sarebbe andato. Ma nessuno si sente coinvolto nemmeno se vengono comminate multe a chi mangia la pastasciutta in spiaggia, sta seduto sulle panchine pubbliche dopo una “certa” ora, si porta da casa una lattina di birra senza il bicchiere di plastica. Nessuno pensa sia giusto fermarsi a casa in mutua, forse nemmeno in gravidanza, o per accudire bimbi ed anziani. E’ giusto produrre e crepare (ormai non si riesce nemmeno più consumare), stare a casa per pulire e guardare la TV, al mare solo se si hanno i soldi per gabine e ristorante, uscire per andare al cinema e bar.
E al G8 chi glielo ha fatto fare di andarci?

La verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò.
Com’è accaduto? Di chi è la colpa?
Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole… non c’è che da guardarsi allo specchio. […] La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso.
(dal film V for Vendetta, USA, 2006)


”Questo non è un pestaggio e nessuno lo ha ordinato”
(Tribunale di Genova)



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