PETROLIO, EMBARGHI E GLOBALIZZAZIONE
I nodi ormai cominciano ad arrivare al pettine. Come
avevamo preventivato, la politica imperiale americana ha messo sotto tutela
l'economia mondiale e soprattutto quella della nascente Unione Europea, sua
possibile concorrente in un futuro a medio-lungo termine. Quando, prima e dopo
la guerra dei Balcani, mettevamo in risalto come la turkizzazione in atto, che
la guerra intendeva agevolare, serviva per impedire la formazione di un UE
forte, dall'atlantico agli Urali, non lo dicevamo solo per contrastare la
cultura guerrafondaia, che cominciava ad affermarsi, ma per far capire le
implicazioni economiche internazionali di quella guerra.
I fatti, poi, ci
hanno dato sempre più ragione. Abbiamo già parlato degli accordi di Helsinki e
della via del petrolio caucasico e del gas turkmeno, come abbiamo già denunciato
la decisione del "sinistro" governo italiano di liberalizzare la
commercializzazione del gas, non tutto, ma solo quello di provenienza europea, e
quindi tendenzialmente quello proveniente dalla Turchia. Ma proprio in questi
giorni, in pieno marasma causato dalla nuova crisi petrolifera, qualcuno
ha tenuto a precisare che in finale questa crisi poteva almeno servire a rendere
competitivo il petrolio caucasico, altrimenti troppo caro.
La verità
finalmente comincia ad uscire fuori. La verità, non solo sullo scopo reale della
guerra dei Balcani, ma anche su quella del Golfo. Ma soprattutto si capisce che
ormai l'Europa ha abbandonato, almeno per un periodo abbastanza lungo, qualsiasi
velleità di autonomia dal GRANDE FRATELLO AMERIKANO, e si avvia ad un ruolo
marginale e subalterno all'Impero USA. La grande Europa dall'Atlantico agli
Urali è ormai sepolta in un cassetto, di cui non si trovano più le chiavi, e la
funzione di questo nuovo ectoplasma è quella di fungere da cane da guardia alla
colonizzazione dell'Europa dell'est per conto USA.
Ecco quindi che è stata
abbandonata la richiesta di affiancare l'Euro al Dollaro come moneta di scambio
internazionale, mentre invece nel parlamento europeo si discute soprattutto di
elezioni serbe e di come favorire le opposizioni filo NATO di quel paese. Con
grande soddisfazione naturalmente degli Yankee.
Addirittura gli Europei non
riescono ad imporsi agli Anglo-Amerikani neanche sulla fine dell'embargo agli
Iraqeni; anzi i bombardamenti sull'Iraq si susseguono ad
intermittenza.
Eppure tutti sanno che solo la fine delle sanzioni all'Iraq
potrebbe portare ad una riduzione del prezzo del petrolio, tanto prezioso per il
mondo occidentale. Ma è proprio questo che i nuovi padroni del mondo non
vogliono. Perchè con l'embargo all'Iraq il petrolio è sotto stretto controllo
amerikano: Arabia Saudita, Venezuela, Kuwait, Emirati Arabi, e adesso anche
quello del Caucaso, visto il ruolo della Turchia in quest'affare.
Senza
contare che in questo modo si è ridotta quella che doveva diventare la moneta
alternativa al Dollaro, cioè l'Euro, alle condizioni di quella pseudomoneta
divenuta famosa in una trasmissione televisiva di stampo satirico: ci riferiamo
alla Pizza del Camerun. Infatti la politica amerikana di controllo del petrolio
ha portato l'Euro ad una svalutazione di circa il 30%.
E pensare che i
vassalli dell'Impero, travestiti da statisti europeisti, ci hanno dissanguato
con tasse e tagli allo Stato Sociale, in nome di questa moneta, che ci avrebbe
resi competitivi all'economia americana.
Intanto le condizioni in
cui versa buona parte dell'umanità si sono aggravate. Fame, malattie e guerre
stanno portando all'estinzione di tutto un continente, l'Africa; nel Sudamerica
dittatori, corruzione e adesso anche il NAFTA Americano portano fette sempre più
numerose di popolazione alla miseria e al degrado; anche in Asia guerre
religiose e etniche sono la cartina di tornasole della situazione sempre più
precaria in cui versano centinaia di milioni di esseri umani.
Ma non è solo
il terzo mondo a piangere, anche in Occidente le sacche di povertà tendono a
crescere, anche perchè il naturale fenomeno delle migrazioni mettono in risalto
questo dislivello di sviluppo. E le cose continueranno a peggiorare.
Proprio
in questi giorni, infatti, si riuniscono a Praga i rappresentanti del FMI e
della BM, cioè i banchieri dell'Impero e dei suoi vassalli, per studiare i nuovi
meccanismi da adottare sulla strada della globalizzazione. Globalizzazione a
senso unico, si badi bene, perchè poi bisogna pure creare degli steccati per
evitare la globalizzazione di ritorno. Per cui è lecito alla Nato occupare
militarmente una regione europea come il Kosovo, che la Nato stessa riconosce
appartenere alla Serbia; è lecito per la Nato occupare zone appartenenti
all'Iraq o a Cuba; è lecito per l'Occidente esportare le proprie merci nei paesi
in via di sviluppo o derubarli delle loro materie prime, ma non è lecito ai
poveri del mondo andare a reclamare qualche diritto di sopravvivenza nei paesi
affamatori. Ecco quindi i vertici per studiare i mezzi per "contrastare
efficacemente" l'immigrazione "clandestina": dichiarazioni da supersceriffi, del
tipo sparare sugli scafisti, andarli a bloccare direttamente in casa loro e
altre affermazioni di questo tipo.
E troppi stanno ad ascoltare
queste dichiarazioni, tifando per l'uno o per l'altro, senza rendersi conto che
nello stesso momento stanno fregando pure loro, portandoli in una struttura come
l'UE, che ha un'unica caratteristica: forte con i deboli, e debole con i forti,
in nome delle leggi di mercato. Viene superato lo Stato-Nazione in favore
dell'economia globalizzata. Lo stesso proliferare delle inchieste sulla
corruzione, che periodicamente toccano quasi tutti gli Stati, servono proprio a
far perdere credibilità alla politica, per eliminare i famosi "lacci e
lacciuoli", che potrebbero mettere un freno al dominio incontrastato
dell'economia. La formazione di entità parcellizzate, come le macro regioni,
mettono nelle mani delle multinazionali, soprattutto amerikane, l'economia dei
paesi europei. Le privatizzazioni, gli accorpamenti, in chiave subalterna, delle
imprese locali ai trusts, portano ad un aumento della disoccupazione e della
povertà diffusa.
Questi sono i fatti; ed è in nome di questa realtà che
l'Europa si appresta ad affrontare per conto degli Stati Uniti un'altra guerra
nei Balcani, quella d'appoggio all'eventuale secessione del Montenegro. Questo
almeno succederà se Milosevic dovesse vincere le elezioni della Federazione
Jugoslava di dopodomani.
Già sono cominciate le pressioni psicologiche sul
popolo serbo: votate contro Milosevic e vi toglieremo le sanzioni!!!
Quelli
che si sono venduti mani e piedi all'Impero Yankee, non possono tollerare che
qualcuno rifiuti di inchinarsi a questo nuovo Moloc del dio-mercato, e quindi
partono per primi per riportare l'ordine accettato. Sono pronti a muoversi per
primi, addirittura prima dell'imperatore; pur sapendo, che in questo modo
guadagneranno solo delle catene ancora più grosse e strette.
E' per questo
che noi, invece, vogliamo contrastare quest'ingerenza negli affari di un altro
paese. Qualsiasi opposizione a questo Moloc ci può far diventare più liberi,
almeno se anche noi sapremo contrastare l'espandersi di questo
Impero.
L'Avamposto degli Incompatibili