ECOMAFIE E TERRA PROMESSA

Le cose stanno cosi: La criminalità mafiosa fa denaro coll' affare delle
discariche, questo denaro viene riciclato e diventa capitale finanziario:
qualcuno aveva già detto a proposito del denaro: " non olet!". Esiste un
confine tra criminalità mafiosa e mondo finanziario? I dati di fatto, vari
processi dal Giappone all'Italia dicono di no.Per questo ed altri motivi
correlati noi diciamo che il Capitale si basa sul crimine ed è criminogeno:
Il denaro non puzza, quindi: puzzano invece e come !le "città" satellite che
sorgono ai confini di tutte le megalopoli, dove il popolo dei disperati,
sopravvive non riciclando, ma vivendo dei rifiuti della nostra società:
quando succede qualche disastro, questi agglomerati di cartoni, questi Gulag
a cielo aperto irrompono nei nostri televisori per pochi minuti, col loro
popolo di morti viventi: più che irrompere, veramente vengono a galla ,
affiorano come tronchi spezzati da un tifone incontrollabile. Giusto quel
poco per non turbare i nostri sonni. E c'è qualche giornalista così
sensibile, che nota persino la triste ironia nel fatto che il Gulag si
chiamava "Terra promessa".!
E perché stupirsi del fatto che un simile posto si chiamasse "Terra
Promessa"!
Io lo trovo tanto logico, un nome del genere!
C'è un'altra terra promessa per questi "rifiuti umani"? a me pare proprio di
no.
Mi sorprendo a pensare che queste baracche di cartone ai piedi dei rifiuti
sono la sintesi più perfetta del nostro reale.
Ci sono delle cose, che nella potenza dello loro evidenza raggiungono una
significazione perfetta.
E pensare che ci sono tanti organismi, la FAO, o tante organizzazioni di
volontari ,che cercano di fare qualcosa, ma non c'è nulla da fare: perché
quei Gulag sono strutturali al sistema, sono inamovibili, e moltiplicanti.

C'è qualcuno di noi, io per prima ,che avrebbe il coraggio di scendere fra
il popolo dei rifiuti e i suoi miasmi?
Io penso di no, è tanto più gratificante pensare al Che, e ai ribelli di
Marcos!
una vita combattiva, una morte gloriosa, una idea di speranza e di riscatto
sono cose giuste ed accattivanti.
Ma a questo popolo dei rifiuti tutto questo è negato.
Vi sembrerà strano, detto da me, ma credo che solo il Cristo avrebbe il
coraggio di scendere laggiù.
E allora perché stupirsi,  che questo popolo sia credente?
Io penso che solo se credi puoi resistere a mangiare rifiuti, e a vivere
nell'immondezzaio del globo: solo se credi in una terra promessa futura ci
puoi resistere, anche perché nessuno può offrire il riscatto a questi nuovi
lebbrosi:
tutti sappiamo che salvare loro, vorrebbe dire rinunciare al nostro giardino
dell'Eden:
E così le montagne di immondizia e le loro "città" satellite, restano  a
significare il nostro degrado  economico ed etico, restano a significare il
fallimento della civiltà del Capitale:
non sono effetti collaterali, ma effetti immanenti.

Vittoria
L'Avamposto degli Incompatibili