Buone nuove per l'Impero Amerikano

OBIETTIVO RAGGIUNTO!!!

E così con le minacce e con le promesse di finanziamenti, l'Impero Amerikano ottiene dal regime jugoslavo
di Djindic-Kostunica la consegna dell'uomo che aveva osato opporsi alle mire imperiali del potere USA, Slobodan Milosevic.
Come era purtroppo prevedibile l'arroganza amerikana e l'acquiescenza dei poteri fantoccio europei hanno
calpestato tutte le leggi degli stati e le convenzioni tra gli stati, non già per garantire una pretesa giustizia internazionale, ma la sudditanza di tutti i paesi al potere del più forte.
La consegna di Slobo avviene in una fase cruciale del dispiegarsi della politica imperiale amerikana.
E' sotto gli occhi di tutti l'appoggio di Bush alla politica di annessione e di pulizia etnica condotta dall'esercito israeliano del criminale di guerra Sharon contro gli insediamenti palestinesi: non solo viene esclusa dalle trattative qualsiasi possibilità di rientro dei profughi palestinesi, ma si programmano nuovi insediamenti nella striscia di Gaza.
Nonostante tutte le risoluzioni ONU contro Israele ai pretoriani dell'Impero inquadrati sotto la stella di Davide
viene permessa qualsiasi violazione del diritto internazionale, e addirittura il rappresentante ufficiale dell'Impero, Bush j riceve un giorno si e l'altro pure il boia di Sabra e Shatila, mentre rifiuta categoricamente di incontrare il pur acquiescente Arafat:

GIUSTIZIA INTERNAZIONALE

L'altro pretoriano dell'Impero, il regime turco di Ecevit e dei Lupi grigi, avvia una nuova escalation nella guerra sporca contro i Kurdi del PKK, nonostante questi da anni abbiano dichiarato la tregua unilaterale onde aprire nuovi spiragli di pace. Ebbene, negli ultimi giorni in un imboscata l'esercito turco ha massacrato usando armi chimiche 40 kurdi, seppellendoli in una fossa comune e decapitando il responsabile del gruppo. 40 in una fossa comune, per una strana coincidenza lo stesso numero di persone di un'altra presunta fossa comune, stranamente ritrovata a Belgrado dopo oltre 1 anno e mezzo lo stesso giorno della consegna di Slobo al tribunale imperiale de L'Aja.
Naturalmente tutti ci stanno bombardando di flash per i 40 morti viaggiatori in cella frigorifera, almeno così hanno assicurato i media, e finalmente disibernati per l'occasione, mentre nessuno ha dato notizia dei 40 morti VERI
vittime del regime turco. Anzi già all'indomani del suo insediamento Bush si è affrettato a dare pieno appoggio alla politica turca nei confronti del popolo kurdo. Dal canto suo la Germania ha arrestato un dirigente del PKK per appartenenza ad "organizzazione terroristica".

GIUSTIZIA INTERNAZIONALE

Ma non si accontentano di questo i satrapi di Washington. Si sapeva da tempo che prima o poi sarebbe toccato alla Macedonia, adesso il momento è arrivato. I servi imperiali dell'UCK hanno portato, dietro mandato amerikano, l'attacco al governo di Skopjie, finalizzato alla creazione di uno stato federale vicino al regime albanese.
Come successe per il Kosovo, tutti si sono precipitati a farsi garanti dell'integrità territoriale macedone e hanno
preso posizione contro i "ribelli" albanesi. A PAROLE!!! Dopo aver garantito il disarmo dei terroristi dell'UCK, gli scherani della NATO di fronte all'offensiva antiterroristica dell'esercito macedone sono andati a salvare i banditi UCK scortandoli al confine col permesso di portarsi dietro anche le armi pesanti che si erano procurate nella zona
del Kosovo protetta dagli anglo-amerikani. Oltretutto invitando il legittimo governo macedone a trattare con i terroristi. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi adesso dovrebbe averli fugati:

LA PRETESA GIUSTIZIA INTERNAZIONALE NON E' ALTRO CHE IL MEZZO PER INSTAURARE L'IMPERO!!!
CON TUTTI I MEZZI, PRIMO FRA TUTTI LA GUERRA!!

Ed è proprio la guerra che sembra di nuovo profilarsi all'orizzonte. Abbiamo visto che di fronte ai possibili accordi
fra le due Coree Bush ha reagito tirando di nuovo fuori il pericolo comunista proveniente dalla Cina e appunto dalla Corea del Nord, successivamente iscritta nell'elenco di nazioni definite con un neologismo STATI CANAGLIE.
Stati canaglie che comprenderebbero naturalmente la Cina e beninteso l'Iraq, reo di cercare di allacciare rapporti
con paesi arabi, Russia e qualche paese europeo per uscire dall'embargo, oltre naturalmente all'incubo amerikano Fidel Castro. D'altra parte la chance della guerra diventa sempre più probabile, a causa della grave crisi economica che attanaglia gli USA, e che non si riesce a superare con i normali giochetti dei tagli dei tassi. Si sa che le potenze imperiali tendono a scaricare sugli altri paesi le loro crisi, e in questo l'Impero amerikano non è secondo a nessuno.
Ecco perchè continuano a fomentare conflitti in varie parti del pianeta, dai bombardamenti negati sui campi di calcio in Iraq, agli armamenti per l'UCK, all'appoggio agli sterminatori turchi, tutto è utile per spegnere qualsiasi
possibilità di pace e costringere i POPOLI DI TROPPO alla guerra, in modo da avere l'alibi per intervenire a ristabilire la pax amerikana.
Di fronte a questa politica USA l'Europa dimostra ancora una volta la propria subalternità e fragilità. E' stata
piegata dall'Amerika e costretta ad appoggiare l'UCK in Macedonia, è stata cacciata a calci in...faccia quando ha tentato di inserirsi nella trattativa israelo-palestinese, ha dovuto fare marcia indietro nei tentativi di mitigare l'embargo all'IRAQ, ha messo nel dimenticatoio le richieste di democratizzazione fatte alla Turchia come condizione per entrare nell'UE.
Non è un caso che gli inglesi, che come tutti sanno sono la longa manus amerikana nel nord-Europa, vogliono fare la scelta europea adesso che le destre filoYankees avanzano in Europa e nel mondo. Guarda caso Berlusconi vince in Italia, Sharon vince in Israele, in Bulgaria arriva il re e tutto lascia prevedere la vittoria dei Lupi Grigi in Turchia; e visto che i nuovi ingressi nell'UE del 2004 saranno proprio questi è facile capire che la famosa Europa Unita alternativa e contrasto al dominio amerikano è fallita prima di nascere. Il suo ruolo sarà diverso e molto ridimensionato; al massimo potrà aspirare ad un ruolo di vassallo, oltretutto sotto tutela turca a sud-est e inglese a nord.
In questo contesto il G8 di Genova acquista una rilevanza del tutto diversa da quella che tutti fanno finta di assegnargli. Il ruolo delle multinazionali del dollaro e di riflesso del paese che in prima persona ne rappresenta gli interessi, gli Stati Uniti d'America, in tutte le crisi mondiali, fanno capire che questi organismi, G8, FMI, BM ecc. sono solo i comitati d'affari e in alcuni casi solo le vetrine dietro cui questo Impero si nasconde mentre persegue le sue mire espansioniste, e che termini pur altisonanti come GLOBALIZZAZIONE fanno da copertura all'unico
termine reale, ma che non deve essere pronunciato: IMPERO. Questo non è un G8 ma un G1+7, dove i paesi di contorno come quelli europei o il giapponese e gli altri si fanno invitare al tavolo grande quello che conta per ben figurare, ma anche per prendere gli ordini emanati dal vero grande, il potere imperiale delle multinazionali
amerikane.
E che sia così ci sono ormai esempi a non finire, anche se nel mondo occidentale quello che più ha colpito è stato quello dell'atteggiamento amerikano riguardo agli accordi di Kioto sull'ambiente. Come tutti sanno Bush piccolo o junior come dir si voglia, appena insediato ha denunciato gli accordi di Kioto e arrogantemente ha dichiarato che
non avrebbe approvato nessun accordo internazionale che in qualche modo danneggiasse le imprese amerikane.
La Comunità Europea non solo non ha saputo reagire a tale protervia, ma man mano si è piegata al diktat
amerikano, e alcuni governi europei, primi fra tutti quello Berlusconi e quello Blair, si sono già accodati
alla posizione yankee.
La stessa cosa, come abbiamo precedentemente accennato, è successa anche nei focolai di crisi politica sparsi nel pianeta, per cui questo G8 si trasformerà sicuramente nella grande kermesse del vero padrone di casa, Bush j.
I preparativi ci sono tutti, quelli reali e quelli di facciata. Nella realtà gli anglo amerikani proseguono nella loro politica guerrafondaia in Iraq, fomentano i revanchismi israeliano e turco, scatenano l'UCK nei Balcani, e fanno passare anche nei paesi europei la logica della chiusura e della militarizzazione delle frontiere, agli occhi del mondo propagandano rischi terroristici, fantasiose azioni di Bin Laden e altre amenità del genere, tese a far passare nell'immaginario collettivo la giustezza di questi "summit" e la criminalizzazione di tutti coloro che si oppongono.
Questa è la realtà, una realtà che colpisce e colpirà sempre di più tutti quei popoli che non fanno parte
dell'entourage amerikano. I risultati già si vedono e ancora di più si vedranno nel prossimo futuro, sia nei paesi in questione, sia di riflesso anche da noi. La guerra che riesplode in Kurdistan vede già i suoi sanguinosi effetti con l'eccidio perpetrato con armi chimiche di decine di guerriglieri del PKK. Questa guerra, se riesploderà in grande
stile, come molti segnali lasciano prevedere, seminerà morte e distruzione di villaggi kurdi. Ma porterà anche ad un nuovo flusso migratorio di massa, a cui toccherà prepararsi, anche perchè i nuovi trattati con la Turchia riducono sensibilmente gli spazi di accoglienza per i profughi kurdi. Il nuovo isolamento di quel popolo,
o perlomeno il tentativo di isolare quel popolo, trasformeranno il Kurdistan in una nuova Palestina. Anzi in un'altra Palestina, perchè anche lì la situazione si muove secondo gli stessi parametri. Bisogna capire che il potere mondiale fa i vertici per l'immagine, ma attua i vertici lontano dalle vetrine e tutti i giorni.
Anche il movimento antiimperialista si deve muovere con questi criteri.
Se bisogna prepararsi per Genova, e tocca farlo, perchè non si può lasciare nelle loro mani una vetrina come quella, che vorrebbero riempire di lustrini, dobbiamo capire che contemporaneamente, prima e dopo Genova dobbiamo contrastare tutti i giorni la loro politica imperiale. Per fare ciò dobbiamo, oltre a rendere incisivi i nostri programmi
sul reddito, sull'ambiente e sui diritti, attrezzarci ad una nuova lunga stagione di solidarietà internazionalista
militante. Dobbiamo essere pronti ed attrezzati ad accogliere e organizzare migliaia di nuovi profughi in arrivo, trovare nuovi strumenti per contrastare la politica di respingimento che il potere vuole attuare, bisogna rendere incisiva ed efficace una politica antiimperialista e aggressiva della NATO nei confronti dei popoli ribelli.
E' un obiettivo ambizioso ma imprescindibile, se vogliamo essere un soggetto politico non residuale ma centrale nel nuovo scacchiere mondiale.
Altrimenti passeremo di accordi in accordi con governi sempre più retrivi e integrati al potere imperiale: forse non subiremo, nell'immediato, forti repressioni, ma saremo omologati anche noi e, probabilmente, entreremo nel folklore dei vertici imperiali.

L'Avamposto degli Incompatibili