IMPERO!!!

Quando nei precedenti documenti dicevamo che le guerre del Golfo e quella dei Balcani facevano parte di un disegno dell'Impero amerikano di normalizzazione del Pianeta tendente non ad eliminare "dittatori", come volevano farci credere, ma a costruire una rete capillare di controllo sia dei paesi non perfettamente integrati, sia di eventuali concorrenti nel dominio economico e politico, non lo dicevamo per fantapolitica, ma perchè tutti i segnali ci portavano a quelle conclusioni. Se qualche errore di analisi abbiamo commesso, è stato errore di sottovalutazione della velocità con cui l'Impero intendeva raggiungere questi obiettivi.
Non ci ha stupito, quindi, il fatto che l'UCK dopo la Jugoslavia ha attaccato anche la Macedonia, cosa che peraltro ipotizzavamo nei precedenti documenti, al massimo ci ha sorpreso il fatto che l'attacco sia avvenuto così presto. Ma a tempi così ravvicinati, in effetti, toccherà abituarsi, visto che l'acquiescenza al gigante yankee è così diffusa.
Acquiescenza e subalternità talmente diffuse, che ormai non si trovano nemmeno giustificazioni più o meno plausibili alle guerre intraprese, si fanno e basta. Se per imporre le pretese albanesi sul Kosovo si sono dovuto inventare il dittatore da combattere, Slobodan Milosevic, per imporre le pretese dell'UCK sulla Macedonia, non ci si è inventato nemmeno il dittatore, si è imposto al legittimo governo macedone di trattare e basta.
Eppure nel governo macedone c'erano anche i partiti albanesi, ma questo non bastava, ed allora ecco l'UCK, che dalle zone del Kosovo controllate dagli anglo-amerikani hanno portato la guerriglia sia nella Serbia meridionale, sia in Macedonia, dove adesso minacciano la stessa capitale, Skopjie.
Era normale, perchè il controllo di ampie zone della Macedonia è indispensabile per il completamento del corridoio turco del gas turkmeno e del corridoio 8 per il petrolio del Caspio.
Ma non solo. Non solo, perchè le motivazioni economiche sono importanti, ma non sono le uniche.
C'è il fattore strategico e geo-politico a rivestire grande importanza, anche se, naturalmente, i due fattori sono collegati. Se infatti è importante il ruolo turco nella commercializzazione delle materie prime provenienti dall'ex URSS, è importantissimo il ruolo turco in chiave geo-politica.
Basta dare uno sguardo ai fatti, non lasciandosi catturare dalle sirene imperiali, e i fatti sono chiari: in dieci anni è stata smantellata la Jugoslavia, e l'influenza turca nell'Europa sud-orientale si è estesa dal semplice possesso di Istanbul all'influenza su Albania, Kosovo, Bosnia e adesso anche Macedonia, il tutto sotto l'egida USA.
Altro che la Grande Serbia attribuita al "cattivo" Milosevic. Se poi consideriamo il ruolo turco in Turkmenistan, Cecenia e Azerbaigian possiamo avere le idee più chiare sul disegno amerikano.
Disegno amerikano, che si concretizza anche coi ricatti economici nei confronti della stessa Serbia di Kostunika e Djindic, per evitare un più deciso approdo della stessa nelle braccia della nascente UE.
E qui arriviamo ad un altro punto del nostro costante martellare. Infatti, come dicevamo nei nostri precedenti interventi, questo ruolo amerikano negli scenari internazionali di questi anni era finalizzato anche a mettere sotto tutela la nascente UE, controllandola al Nord col fido scherano inglese, e al sud col servo italiano e col satrapo turco.
Anche questo poteva sembrare fantapolitica, ma non lo era, molti segnali da noi sempre messi in risalto lo confermavano, e adesso quelli, che prima erano solo segnali, diventano realtà visibile a tutti.
Non è un caso che, quasi contemporaneamente, si sono insediati due governi dalle sigle apparentemente così differenti, ma così uniti in quello che è il nodo centrale in questa fase e cioè il totale asservimento al potente padrone d'oltreoceano: il governo inglese e il governo Berlusconi. Come non è un caso che Blair sta decidendo l'ingresso nell'UE proprio dopo la vittoria berlusconiana in Italia, e contemporaneamente Berlusconi si schiera con Bush sull'ambiente proprio quando l'UE decide la ratifica del protocollo di Kioto.
Naturalmente in questa nuova fase è facile scommettere che la strada dell'ingresso della Turchia nell'UE è tutta in discesa, con buona pace dei compagni kurdi e di quanti da questo ruolo turco avranno a rimetterci, armeni in testa.
Come volevasi dimostrare: inglesi al Nord, turchi e berlusconiani al sud, la tutela per l'Europa è cosa fatta.
Adesso gli amerikani possono finalmente volgere lo sguardo oltre, e questo oltre significa il controllo del medio-oriente con uno sguardo sempre più penetrante verso l'estremo oriente asiatico.
Questo sguardo già si fa insistente e desta preoccupazione, se Saddam Hussein già avvisa i suoi di prepararsi ad una nuova guerra del Golfo. Anche perchè si sa che lo sguardo di Bush è da sempre fissato da quella parte, e adesso che l'Europa è normalizzata finalmente si può dedicare, missili e bombe, all'Iraq.
Anche perchè la presenza iraqena qualche pensiero al famoso corridoio lo crea, visto che il Kurdistan diviso fra 5
stati fra cui appunto l'Iraq è il vero crocevia di qualsivoglia corridoio. Ed anche perchè la ormai famosa alleanza fra Turchia ed Israele, designati garanti della pax amerikana nella zona, si deve liberare dello scomodo vicino Saddam e preparare l'avvento di un governo vassallo nel paese secondo produttore di petrolio nella zona.
Questa normalizzazione imperiale di vittime ne sta facendo veramente tante, e fra queste, in questa fase, i palestinesi.
C'era un anello "debole" in questa normalizzazione amerikana di destra, e questa era rappresentata dal debole governo di Barak in Israele, ed anche questo anello è stato eliminato con una sapiente regia made in CIA. La provocazione di Sharon alla Spianata delle Moschee, il progressivo annichilimento di Arafat, l'Europa eliminata dalla scena anche in quel conflitto, fino a quello che sta succedendo in questi giorni, e cioè l'affido delle trattative di pace direttamente alla CIA.
Se a tutto questo aggiungiamo l'imposizione al mondo dello scudo stellare amerikano il quadro è finalmente stato definito fino ai contorni, e questo quadro ha un solo possibile nome: IMPERO!!!

Questo Impero è ormai davanti a noi, non ce lo possiamo nascondere, anche la cosiddetta globalizzazione è uno strumento imperiale. Combattere contro la globalizzazione ha senso solo se siamo pronti a contrastare l'Impero nelle sue imprese guerresche e a difendere l'autonomia dei vari paesi contro questo Impero.
Significa delegittimare tutti gli apparati di cui si serve questo Impero e denunciare l'asservimento allo stesso dei vari TPI, FMI, BM ecc.ecc.
Significa dire che il Tribunale Penale Internazionale de L'Aja è la succursale del tribunale federale amerikano e si occupa non di fare giustizia come cercano di spiegare, ma si occupa di spianare la strada al dominio cercato dagli USA: IL DOMINIO DEL PIANETA.

L'AVAMPOSTO DEGLI INCOMPATIBILI