Passa un giorno, passa un altro, mai non torna il preode Anselmo
perchè egli era molto scaltro, andò in guerra e mise l'elmo
mise l'elmo sulla testa, per non farsi troppo mal.

LA GUERRA INFINITA

Ci risiamo! Per la terza (o quarta, o quinta ecc.ecc.) volta in dieci anni l'Italia scende in guerra!
Niente preoccupazioni, non è il solito piagnisteo sulla Costituzione violata, lo sapevamo da tempo che la Costituzione per il ceto politico di potere è un optional, da stracciare quando da meccanismo di controllo diventa un intralcio. Era proprio per questo che nel nostro sito ci proponevamo la difesa della Costituzione come uno dei nostri obiettivi.
Ma ormai è fatta, la Costituzione, anche grazie al comportamento dei sinistri cacciati dal governo, è diventata carta straccia e non serve più piangerci sopra.
Il motivo di queste note è un altro: quello di dire la nostra su questa guerra che sembra aver travolto se non tutti, sicuramente una buona parte dei cosiddetti antagonisti, dopo che l'11 Settembre quelle famose torri gemelle sono cadute anche sulle loro teste.
Bene, è diventata ormai una prassi cominciare qualsiasi intervento sulla guerra o anche in generale sulla situazione internazionale "prendendo le distanze" dal terrorismo che miete vittime innocenti, e chiarendo in ogni caso che non si è "nè con Bush, nè con Bin Laden". Proprio come dieci anni fa si diceva "nè con Bush (padre) nè con Saddam", o come in tempi più recenti si diceva "nè con Clinton nè con Milosevic".
E naturalmente per giustificare questa equidistanza (?) si trova il solito alibi delle povere donne afgane in-burqa-te dai cattivi talebani. Per essere chiari fino in fondo abbiamo messo l'interrogativo dopo equidistanza, perchè in effetti pensiamo che poi tanta equidistanza non ci sia, ma che si tratti più che altro di inconfessabile simpatia per i paladini dell'occidente (gli amerikani); tanto è vero che poi qualcuno con un pò di coraggio in più (ci riferiamo a Bifo) lo dice apertamente.
Ma cominciamo a sfrondare la realtà dagli alibi che le fanno velo.
Questa guerra non è scoppiata, come un numero sempre maggiore di entusiasti generali (Berlusconi ma anche Fassino, Fini ma anche D'Alema) proclama coram populi, per liberare le povere donne afgane dagli oscurantisti talebani. Se fosse quello il motivo avrebbe avuto ragione il Berlusca a dire che era uno scontro di civiltà fra "il libero occidente e l'islamismo oscurantista", perchè quelle famose povere donne di cui si parla, ma anche gli omosessuali e altri diversi di vario tipo, se la passano altrettanto male in Arabia Saudita, o in Pakistan o nello stesso Tagikistan (fra l'altro, pare, che il famoso burqa non sia un'invenzione delle tribù pakistane in Afganistan seguaci di Bin Laden, ma sia nato fra le tribù tagike, che come tutti sanno, fanno invece parte dell'alleanza del Nord al seguito dell'esercito "della democrazia"). Se si fosse partiti per liberare le "povere donne"non si sarebbe lanciata la Crociata n°(scusate ma non ricordo a che numero si era arrivati). La realtà è che invece il reato addebitato a Bin Laden non è quello di integralismo oscurantista, ma il reato di Lesa Maestà; lo stesso reato addebitato nel corso dell'ultimo decennio a Saddam Hussein, a Milosevic ecc. ecc.
Ora che il Potere e i vassalli del Potere non sopportino questo tipo di reato è logico e, dal loro punto di vista, è anche giusto, ed infatti non c'è da fare loro alcun appunto. Ma parlando agli antagonisti, o altri participi dello stesso tipo, poniamo una domanda: RIBELLARSI E' GIUSTO come si diceva una volta oppure no? Commettere il reato di Lesa Maestà è un diritto, anzi, diremo di più, è un dovere o è un'azione da cui prendere le distanze?
Non è in discussione in questa guerra se Bin Laden sia un comunista o un reazionario, è in discussione se la prepotenza degli Stati Uniti d'America debba giudicarsi intangibile o no!
Dieci anni fa Saddam Hussein disse una frase molto significativa, che quasi nessuno mostrò di capire: "questa è la madre di tutte le battaglie".
Non era, come qualcuno avrà pensato, una forma di megalomania, ma la presa di coscienza che la guerra del golfo non era nè una guerra ideologica, nè una guerra interimperialistica. Per la prima volta c'era una guerra fra l'unica superpotenza imperiale e uno stato facente parte dei sudditi.
Ma se questo è vero, è vero anche che una guerra ideologica o una guerra interimperialistica col cedimento di uno dei due contendenti finisce una volta per tutte; la guerra invece fra Impero e stati vassalli finisce solo con la fine dell'Impero, perchè l'Impero è uno, mentre gli stati vassalli sono tanti, troppi, infiniti. Può cadere un Saddam, ma arriva un Milosevic, poi un Bin Laden e così via. Saddam o Bin Laden o chi ne farà le veci non fanno presa per le cose che dicono o che predicano, fanno presa per quello che fanno, e cioè perchè si ribellano all'Impero.
Altrimenti non si capirebbe perchè i Palestinesi, che sono sempre stato un popolo molto laico e progressista, dieci anni fa alzavano i ritratti di Saddam e ora magari quelli di Bin Laden, così come trent'anni fa sventolavano le bandiere rosse insieme a noi. Non è un caso che l'Impero, ringalluzzito dalle molte risposte positive alla Crociata, dal Giappone, alla Germania e via cantando fino al servo mediatico di casa nostra, sposta sempre più in avanti l'obiettivo della medesima coinvolgendo l'Iraq nel pianeta dei terroristi. Non solo, si prende a pesci in faccia anche il servo pakistano che, preoccupato della sua situazione in patria, chiedeva di non bombardare durante il Ramadan. E, se è vero che nei primi giorni di guerra gli USA hanno ordinato a Sharon di trattare coi Palestinesi, adesso cercano di obbligare Arafat ad accettare il "piano di pace (?!?)" proposto da Peres, che parla di stato autonomo smilitarizzato palestinese limitato alla sola striscia di Gaza, senza rientro dei profughi o blocco degli insediamenti. Anzi Sharon ha subito annunciato nel menefreghismo occidentale di aspettare un altro milioni di ebrei da insediare (indovinate dove).
Ancora peggio la situazione in Turchia, che ringalluzzita dalle prospettive economiche che potrà ricavare da questa guerra, ha deciso di intervenire direttamente, beninteso col minimo sforzo (si parla di circa 80 uomini) con l'idea di ricavare il massimo rendimento (controllo geopolitico e i soliti gas, petrolio ecc.) specialmente in prospettiva del coinvolgimento iraqeno. E così anche in Turchia si allarga la repressione, e non parliamo solo della solita guerra contro i Kurdi, ormai finita nell'oblio, ma anche della repressione contro l'opposizione interna di questi giorni.
E allora perchè meravigliarsi delle migliaia di uomini che ogni giorno passano la frontiera afgana per arruolarsi nelle fila dei talebani? Cosa ci sarebbe di strano se nei prossimi cortei palestinesi affiorasse il ritratto di Bin Laden?
E che ci sarebbe di strano se domani anche nelle manifestazioni dei kurdi, portati alla disperazione dalla repressione turca, dall'abbandono dei famosi paesi democratici oggi a caccia del terrorista talebano e dall'oblio dei cosiddetti antagonisti, spuntassero inneggiamenti a Bin Laden?
E se domani in nome di Bin Laden ci fosse qualche attentato nel nostro paese organizzato da qualcuno di quei profughi, ormai battezzati da tutti clandestini, che arrivano su quei barconi ogni giorno alla deriva sui nostri mari?
L'elenco come si vede sarebbe lungo e ognuno lo può allungare come crede partendo dal suo vissuto!!!
C' è qualcosa di nuovo oggi nell'aria! C'è nell'aria il fatto che la politica della conquista del pianeta condotta dall'Impero Amerikano, legittimo rappresentante politico e militare di quel potere economico delle multinazionali, che cerca di imporre il suo dominio sul globo, ha portato alla rivolta quella parte del mondo, che da quell'economia ha avuto solo fame povertà e spoliazioni.
E allora non basterà sconfiggere Bin Laden, ammesso che ci si riesca; altri Bin Laden nasceranno per prendere in mano la staffetta, perchè il Capitalismo, per sopravvivere avrà bisogno di controllo delle risorse, della produzione, dei consumi e dei prezzi; ma sempre più popoli non accettano ciò e si ribellano e pertanto la guerra continuerà: una guerra infinita, appunto!
Già immaginiamo le obiezioni di molti antagonisti sull'ideologia islamica e sul fatto che noi non possiamo avallare religioni reazionarie; come dieci anni fa nella guerra del Golfo, o in tempi più recenti si abbandonavano Milosevic ed anche Kurdi e Palestinesi perchè prendevano in mano la bandiera del nazionalismo.
Ma nessuno spiega mai cosa altro possono prendere in mano quei popoli, che vivono in condizioni talmente aberranti da rischiare la vita per venire in occidente a condurre un'esistenza che potremmo tranquillamente definire da barboni.
E' facile per noi rifiutare tradizioni, nazioni, religioni, visto che abbiamo ben altro da scegliere; loro no! non hanno altro da scegliere se non la propria negazione o la rivolta dietro qualsiasi pretesto, religioso o nazionalista che sia.
Se così stanno le cose, allora bisogna fare delle scelte: non si può continuare a stare alla finestra prendendo le distanze e contemporaneamente pretendere di diventare protagonisti, magari predicando la costruzione di un mondo possibile... online; se non si condivide la politica dei vari Bin Laden, e però si considerà criminale la politica imperiale degli USA, non ci si può limitare a predicare o ad organizzare contestazioni, concordate con governo e polizia, che fanno ridere i polli. Bisogna sul serio contrastare il dominio imperiale, o, come molti si ostinano a chiamarlo, il fenomeno della globalizzazione.
Come si può pensare di diventare protagonisti invocando che ci sia meno mercato? A parte il fatto che invocare a questa società che ci sia meno mercato è ridicolo, visto che questa società è fondata sul mercato e che il mercato per sopravvivere ha bisogno di sempre più mercato ( è come invocare uno di suicidarsi!), ci sono milioni e milioni di persone, che ormai si sono stancate di questa società del mercato, che giorno per giorno li condanna a morte, e non vogliono ormai più meno mercato ma LA FINE DELL'IMPERO DEL MERCATO!!!
A questi dobbiamo dare risposte, non ad intelletuali da salotto che giocano a fare gli antagonisti, se vogliamo essere protagonisti come sinistra rivoluzionaria e anticapitalista, altrimenti stiamocene a casa, o se proprio vogliamo fare i protagonisti, possiamo fare i protagonisti da destra filocapitalista e filoimperiale.
E allora smettiamola col piagnisteo contro i cattivi terroristi magari accostati per decenza antagonista ai cattivi imperialisti: il terrorismo non esiste, esiste la guerra. Non sono le armi usate a decidere se si tratta di terrorismo o di guerra, anche perchè le armi sono sempre da rapportare a chi le usa. O forse si pretendeva che l'Afganistan (ammesso che l'11 Settembre sia opera di quel paese o di suoi rappresentanti) attaccasse l'America con i cannoni o i Kalashnikov? Si tratta di guerra degli ultimi contro i primi, di coloro che non hanno niente da perdere contro quelli che da perdere hanno tutto ed è su questo che tocca schierarsi, non sul burqa o amenità del genere. Anche perchè, come l'esperienza iraniana insegna, quando i popoli si liberano dai governanti fantoccio imposti dall'Impero sono in grado anche di andare verso nuovi livelli di libertà e di progresso, più lentamente, forse, ma lo fanno.
Se siamo dalla parte degli ultimi allora il nostro nemico si sa chi è; si tratta solo di costruire una nuova strategia operativa e non di salotto alternativa a quella di Bin Laden, ma contro lo stesso nemico; se abbiamo invece qualcosa da perdere da una eventuale vittoria degli ultimi e quindi guardiamo con simpatia ai nostri protettori amerikani, allora bisogna avere lo stesso coraggio di Bifo e schierarci apertamente con i 3 B (Bush, Blair, Berlusconi); i porti in cui rifugiarsi sono tanti, compreso quello controllato da quel filo-amerikano, nonchè filo-turco, che risponde al nome di Fassino.

L'Avamposto degli Incompatibili