LA ROULETTE DEGLI STATI-CANAGLIA

Siccome anche in questo documento parleremo di Impero Amerikano, cerchiamo di spiegare perchè usiamo questo termine invece di usare quello più semplice di Imperialismo o quello più di moda di Globalizzazione.
Noi pensiamo che sia improprio parlare di Imperialismo, visto che l'Imperialismo tendeva ad acquisire il controllo economico dei paesi "conquistati" lasciando il potere politico e militare agli stessi con l'utilizzo di governi fantoccio e al limite con "l'assistenza militare". In alcuni casi era previsto l'invio di truppe, però formalmente sotto il controllo dei paesi "conquistati".
Questo sia per l'Imperialismo USA sia per l'Imperialismo dell'URSS. Le truppe occupanti intervenivano sempre
dietro "invito" dei governi "legittimi". Basti pensare all'Armata Rossa, che interveniva in Afganistan dietro invito del governo assediato dai ribelli; agli USA intervenuti nel Golfo dietro richiesta dell'Emiro del Kuwait.
Ma proprio la guerra del Golfo apre una nuova fase.
Col crollo dell'URSS gli amerikani cambiano i meccanismi ed occupano militarmente e senza inviti dei governi legittimi zone considerate strategiche per quanto riguarda l'economia e/o la geopolitica. Basta pensare alle famose No-fly-zone in Iraq, e alle basi strategiche nel Kosovo e alla conquista dell'Afganistan di questi giorni. Ci hanno provato anche in Somalia, ma là le cose sono andate meno bene.
Ma è anche profondamente sbagliato parlare di globalizzazione o di Impero economico delle multinazionali.
Per globalizzazione si intende una, sia pur negativa, mondializzazione degli stili di vita, dei consumi e degli usi, diciamo così, democratica o per lo meno condizionata esclusivamente dal controllo mediatico e commerciale.
Allora si potrebbe parlare di Impero delle multinazionali tout court. Ma come è risaputo questo può comportare dei rischi,
visto che una parte molto consistente delle materie prime, basilari per l'economia mondiale, è locata in alcuni paesi dominati.
Ed ecco infatti che il potere economico utilizza sempre di più strumenti politici e soprattutto militari per mantenere questo
dominio.
Le famose regole di mercato lasciano sempre più spazio a regole "politiche" e ad interventi militari. Basti pensare alla famosa "guerra delle banane". Come tutti sanno l'Italia è stata sanzionata perchè importava e commercializzava banane somale
ed è stata costretta a favorire le più "globali" Dole e Chiquita.
Non c'è bisogno di portare esempi di interventi militari perchè sono sotto gli occhi di tutti.
Ma la cosa da capire è che il potere politico che sovraintende a questo processo non è il famoso WTO o OMC come dir si voglia.
Queste sono sigle di facciata che contano come il due di coppe quando comanda bastoni.
Il potere politico sta alla Casa Bianca e al Pentagono (scheggiato l'11 Settembre) c'è il potere militare.
Non si tratta, e qualcuno ci accuserà di fare questo, di credere nell'esistenza degli Stati-Nazione di bonapartesca memoria.
Sappiamo benissimo che ormai gli Stati-Nazione sono inesistenti o sono la larva di se stessi. Tutti, eccetto uno: gli USA.
E non è l'eccezione che conferma la regola. E' semplicementye il fatto che gli USA sono l'espressione tangibile
dello stato anti-nazione.
Il governo federale degli USA è nato non già su fondamenti comuni di razza e/o di religione e/o di cultura o su qualsiasi altro fondamento unificante della popolazione come negli altri stati del mondo; è nato esclusivamente dietro la parola d'ordine della conquista, delle frontiere da abbattere (Far West fino al New Deal), insomma del potere economico che si è fatto Stato.
E non è che le cose funzionino diversamente nel campo della "politica democratica".
La partecipazione popolare alla gestione dello Stato, che altrove, formalmente almeno, è esercitata, negli USA è inesistente. Persino nel campo della farsa elettorale essa viene "esercitata" dal 30/40% della polazione, mentre importanza fondamentale anche in questo gioco esercitano le "lobby" e cioè le multinazionali.
Anche altri Paesi (Europa, Giappone e, in misura minore Russia e Cina) cercano di adeguarsi ma sono meno affidabili, condizionati come sono da secoli o millenni di "valori" acquisiti.
Ecco perchè il potere economico delle multinazionali resta saldamente amerikano politicamente e militarmente.

IMPERO AMERIKANO appunto.

Dopo questo lungo preambolo di chiarimento, vediamo gli ultimi sviluppi della guerra infinita dell'Impero Amerikano,
onde cercare di capire gli sviluppi futuri e organizzarci per contrastarli.
Il fatto che gli Stati Uniti hanno, come dicevamo prima, cambiato i meccanismi di dominio, scegliendo il controllo diretto,
produce come primo effetto la canaglizzazione dei suoi vecchi alleati.
Così la canaglizzazione di Saddam, prima alleato contro l'Iran, per occupare le No-Fly-Zone,
poi la canaglizzazione di Milosevic, per occupare il Kosovo, ora la canaglizzazione di Bin Laden, per portare i marines in Afganistan.
Queste teste di ponte in pianta stabile nelle varie aree strategiche riducono la capacità di influenza di altri Stati,
primo fra tutti l'UE, e contemporaneamente col controllo diretto evitano tentennamenti o
tendenze esautorative da parte dei sub-imperi.
Non è un caso che per gli amerikani è fonte di imbarazzo e anche di disagio la politica di Sharon in Palestina, visto le complicazioni geo-politiche che questa potrebbe loro causare.
Mentre, per esempio, non sono per niente preoccupati, anzi, per la politica altrettanto sanguinaria del regime turco
contro i Kurdi e gli oppositori interni.
Questo perchè mentre la politica di Sharon potrebbe spingere verso l'Europa paesi come Egitto, Siria e Giordania,
che non possono (per motivi più o meno inconfessabili) disinteressarsi dei Palestinesi, la politica espansionista di Ankara,
con buona pace dei Kurdi, che di alleati non ne hanno, potrebbe permettere agli USA,
che dei generali turchi sono gli sponsor, un controllo e un condizionamento maggiore sulla stessa UE.
Anzi questa guerra è riuscita a spazzare via qualsiasi velleità di Stato politico e militare dell'UE,
tanto è vero che la corsa filo-amerikana dopo l'11 Settembre è stata rigorosamente condotta dai singoli stati europei,
senza che la Commissione Europea avesse voce in capitolo. Così tutti quanti si sono affrettati a fare da codazzo
con grande gioia del Down Jones e del Nasdak amerikani.
Naturalmente ci sono migliaia di "danni collaterali" nel senso di morti fra i civili, ma questo è poco importante,
dato che non sono BIANCHI, OCCIDENTALI E SOPRATTUTTO AMERIKANI come i 3mila danni collaterali
d'oltre oceano.
L'importante è che sono sbarcati i marines, che magari verranno installati a Kandahar
in modo da controllare non solo l'Afganistan ma anche il Pakistan, nel caso (neanche troppo difficile)
anche questo paese dovesse essere annoverato fra gli stati-canaglia.
Ma per adesso il fantoccio amerikano di Karachi può ancora respirare, visto che per ora ci sono altri stati-canaglia all'orizzonte.
Infatti mentre ancora si combatte sulle montagne intorno a Kandahar, Bush sta già oliando i missili per Bagdad e,
secondo alcune voci, anche per la Corea del Nord. Non è, come qualche spiritoso giornalista di regime va cianciando, un regolamento di vecchi conti di papà. E' sempre una guerra strategica.
Infatti Bagdad stava faticosamente cercando di trovare un suo ruolo politico nel mondo medio-orientale (rapporti con Siria, Giordania e altri) ed economico con contatti bilaterali con Russia e alcuni paesi europei (soprattutto Francia).
Attaccare l'Iraq costringendo l'Europa ad adeguarsi significherebbe tagliare le gambe ad ambedue i progetti ed allargare il suo dominio imperiale. Attaccare eventualmente Pyongjang significherebbe una formidabile testa di ponte in una zona
dove c'è un possibile mercato di miliardi di persone e quindi significherebbe un formidabile condizionamento per l'economia giapponese ed anche per quella cinese, che proprio in questi giorni è entrata nel WTO.
C'è insomma una tale accelerazione in questo gioco perverso, che ormai le guerre si susseguono senza sosta,
al punto che il governo italiano ancora non è stato messo al corrente su quale destinazione avranno le sue truppe inviate in Afganistan, ma destinate in realtà dove il cowboy texano prestato alla presidenza individuerà il nuovo stato canaglia.
Tanto l'acquiescenza all'imperatore è tale che questi non ha più bisogno di preparare la campagna denigratoria
contro il "dittatore" di turno, gli basta eleggerlo a quella nomina sua sponte. Quando Bush, per esempio, rubate le elezioni in America, ha fatto l'elenco degli stati canaglia, ha incluso anche Cuba.
Siccome è risaputo che quando uno stato è inserito in quella lista deve solo aspettare i missili,
ci saremmo aspettati qualche protesta. Nessuna protesta neanche dalla sinistra (ufficiale e non).
Anzi qualcuno si è spinto a dare del nazista a chi è contro l'Amerika (la K è sempre nostra, non del soggetto di questa frase).
Non solo. Pochi giorni fa Bush ha preannunciato la nuova legge antiterrorismo con tanto di tribunale militare
(amerikano) per chi è annoverato d'autorità in questa categoria. Sappiamo tutti le implicazioni internazionali di questa legge
con le estradizioni eseguite in barba alle Costituzioni dei singoli paesi. Ma in questo caso nessun contenzioso come quello per il mandato di cattura europeo.
Insomma l'Impero e per dirla con Jack London il tallone di ferro.
Questo è lo scenario che si prepara in un clima di guerra continua, che già sta portando alla cancellazione di interi popoli.
Ne sanno qualcosa i Kurdi e ne sanno qualcosa i Palestinesi, solo per citare due esempi;
senza contare l'Africa, che viene invece cancellata nell'indifferenza generale con un'altra guerra ancora più micidiale: la fame.
Ma questo non conta. Questi popoli non vivono nelle Twin Flowers, non rappresentano il nostro tenore di vita, o,
come pomposamente i reazionari dicono, la nostra civiltà, per cui possono essere cancellati.
Anzi devono essere cancellati, perchè, è risaputo, se uno non rappresenta la nostra "civiltà", è un aspirante terrorista, e in caso di stati è tendenzialmente uno stato-canaglia.
Per cui sempre più spesso risuoneranno le fanfare di STRINGIAMOCI A COORTE,
e i tribunali potranno finalmente cambiare registro: non più lotta alla corruzione, ma inquisizioni contro gli islamici e magari un domani contro gli infedeli.
Già si vedono i primi risultati. Abbiamo addirittura qualche mussulmano arrestato per avere in tasca le cartine della gomma del ponte. Pensate cosa rischia oggi qualche islamico tornato dalle vacanze newyorkesi con il ricordino delle Twin Flowers!
Anche questi sono danni collaterali di una guerra condotta come una crociata "contro il terrorismo".
Intanto però l'Amerika si prepara ad incassare il vero premio.
Già immaginiamo che l'industria delle armi ricominci a tirare (e quando mai ha smesso in questo decennio?);
dopo questa guerra e quella prossima contro l'Iraq immaginiamo che anche il controllo energetico comincerà a dare i suoi frutti
e per finire (naturalmente è un modo di dire) lo scudo stellare è già incassato.
Intanto i Sub-Imperi affilano gli artigli.
In vista della prossima avventura iraqena Israele e Turchia scaldano i muscoli.
Dopo l'accordo con i kurdi di Barzani e del PDK Ankara muove le truppe e si prepara magari a prendersi
quel Kurdistan del sud, formalmente ancora sotto controllo di Bagdad, e magari spera di convincere Bush
ad annoverare anche la Siria fra gli Stati-Canaglia.
Cosa che non dispiacerebbe neanche ad Israele, che intravede la possibilità di regolare definitivamente la questione palestinese
e magari di rientrare in Libano proprio a spese della Siria.
Fantapolitica dirà qualcuno.
Può darsi, ma una cosa è certa: dopo un primo periodo in cui Bush raccomandava ad Israele la pace con i Palestinesi,
dopo la dichiarazione di guerra all'Iraq, l'Amerika ha lasciato mano libera ai boia sionisti.
Ed in finale la Siria ha sempre quel contenzioso col sub-impero turco, che si chiama ACQUA!!!
Ma un altro stato canaglia si alza all'orizzonte: la Somalia; e cioè un altro paese strategico nello scacchiere mondiale.
La motivazione è sempre quella, il terrorismo. Ma in realtà il vero obiettivo è una testa di ponte in un'altra zona cruciale,
visto che controllare la Somalia, quando già si controlla l'Arabia Saudita vuol dire controllare tutto il Mar Rosso
e quindi tenere in pugno politicamente, economicamente e militarmente Paesi come Egitto, Sudan, Etiopia.
Senza contare che siamo in piena zona di controllo minerario, visto che a ridosso abbiamo Kenia, Zaire ecc.
e cioè oro, diamanti e chi più ne ha più ne metta.
Sappiamo benissimo che si tratta di governi indifendibili, chi per un motivi, chi per l'altro.
Ma qua sono in gioco non solo enormi interessi economici, politici e militari, ma anche e soprattutto popoli,
che un Impero sempre più prepotente tende ad assoggettare, umiliare, cancellare.
Occorre contrattaccare, cercando di porre alla ribalta temi diversi, di costruire un nuovo internazionalismo non più pietistico,
che metta al centro gli interessi degli esclusi, certo quelli di casa nostra, ma anche e soprattutto
quelli dei popoli negati e/o affamati.

E, PER FAVORE, SENZA MANI ALZATE DISOBBEDIENTI!!!

L'Avamposto degli Incompatibili