"NOSTRA" TERRA PROMESSA
Quando scrivevamo il documento "Un vero scandalo" non
volevamo solo denunciare il fatto che alcuni "piromani" stavano bruciando quei
pochi scampoli di verde rimasti in Italia.
Anche perché non era
solo l'Italia, che bruciava, ma gran parte dei Balcani ed anche, nel mondo,
Stati Uniti ed altri territori.
Quello
che stava succedendo era qualcosa di più importante e di più grave. Si sta
rafforzando una nuova politica di georapina, basata non sull'utilizzo del
territorio per garantire agli esseri umani una vita dignitosa e compatibile, ma
per ricavarne il massimo di profitto.
A livello
"industriale" questa politica era già in atto con la deforestazione
dell'Amazzonia e delle foreste Russe, ma ormai da tempo e sempre di più viene
portata avanti dovunque, anche in Italia. La parentesi ambientalista degli
ultimi anni, che aveva portato alla creazione di numerosi Parchi naturali,
mostra ormai le corde, e viene sempre di più sostituita dalla ripresa della
speculazione edilizia, a fini turistici. Una speculazione in atto dovunque, che
ha visto già una costante erosione di boschi e macchia mediterranea, e che viene
continuamente "sollecitata" dagli incendi dolosi, che tutte le estati scoppiano
dovunque.
La politica governativa, con il continuo richiamo alla
vocazione turistica dell'Italia, incoraggia di fatto questa speculazione; ma le
cose andranno anche peggio, quando, con la devolution verrà di fatto affidato
alle Regioni il controllo del territorio. Tanti sono in attesa di ciò; non
è un caso che molti degli incendi di quest'estate si siano sviluppati nei Parchi
naturali, che già erano invisi a molti: basta ricordare i continui litigi fra i
comuni coinvolti nella creazione di questi parchi.
E' risaputo
infatti che rende molto di più costruire abitazioni per le vacanze o alberghi,
per attirare turisti dal nord-Europa o dalle altre parti del mondo, che
costruire un'oasi o un parco naturale. E la politica di riforestazione delle
zone bruciate, che ha sempre avuta scarsa applicazione in passato, con questa
nuova politica "turistica" andrà definitivamente in fumo insieme al
territorio.
E naturalmente, come nessuno si preoccupa dei danni
incalcolabili che la deforestazione dell'Amazzonia produce sull'ambiente, a
maggior ragione nessuno si preoccupa dei disastri idrogeologici, causati da
questi incendi.
Quando nel documento "un vero scandalo" dicevamo
"Prepariamoci, alla prima pioggia, a prevedibili catastrofi di frane,
smottamenti, alluvioni.", non lo dicevamo solo per lanciare l'allarme, ma anche
per denunciare i guai, verso cui, scientemente ci avrebbe portato questa
politica dello sfruttamento dissennato del territorio a fini
speculativi-turistici.
Naturalmente, è notizia di oggi, avevamo
ragione: uno smottamento in Calabria, determinato dallo straripamento del fiume
Soverato, ha causato almeno una decina di morti (dato provvisorio), oltre a
dispersi e feriti. Inutile dire che la montagna, da cui scendeva il fiume
Soverato, è bruciata tutta l'estate, e quindi gli alberi, che avrebbero frenato
la violenza del fiume, non c'erano più. Ma il campeggio, a pagamento, quello
c'era, proprio a ridosso del fiume, e sono stati proprio i campeggiatori a
morire per questo smottamento.
Ma questi morti, possiamo
scommetterci, non freneranno l'ondata speculativa; anzi, per restare un attimo a
Soverato, siamo sicuri che il prossimo anno, non solo continuerà a funzionare il
campeggio, ma magari avremo anche qualche albergo, e chissà quante case-vacanza
a ridosso del fiume straripato, magari con la protezione di qualche diga in
cemento.
E ancora non è arrivato neanche l'autunno. Cosa succederà
fra qualche mese in Irpinia, nella zona del Sangro, e in generale in tutti quei
territori andati a fuoco quest'estate?
Altri smottamenti,
alluvioni causeranno emergenze in tutt'Italia. Riesploderà il business dello
stato di calamità naturale, quello dei container, e soprattutto avremo richieste
forsennate delle regioni di soldi dallo stato, che queste stesse regioni
vogliono dequalificare con la devolution, per le emergenze prossime future.
Soldi, che poi andranno spesi, non per interventi strutturali sul territorio, ma
per altri interventi edilizi.
Una spirale che a una prima lettura
sembra assurda, se non teniamo presente il meccanismo che muove tutto
ciò.
IL BUSINESS DEL TURISMO
Ma non preoccupatevi. Un segnale di "sensibilità" è stato dato: la giornata conclusiva di "Miss Italia" è stata rimandata di ventiquattr'ore.
L'Avamposto degli Incompatibili