LA RIFORMA DEI SERVIZI SEGRETI

 

 

L’estate è sempre stata usata dai governanti del nostro paese per i peggiori attacchi alla classe operaia e ai ceti popolari nonché per far passare impunemente gli episodi più vergognosi per la nostra democrazia.

Questa volta l’ineffabile D’Alema che dell’efficientismo ha fatto la sua bandiera ha portato questa tradizione estiva al "massimo" della sua portata.

La sua decisione di porre sotto il controllo del premier i servizi segreti per come è impostata è uno dei peggiori attacchi alla democrazia del dopoguerra, soprattutto per due motivi:

    1. Di fatto si sottraggono i servizi al controllo parlamentare;

    2. Di fatto si sottraggono detti servizi al controllo della legge.

Quando si dice che i servizi segreti devono rispondere al premier si introduce una norma pericolosa perché basata su un quanto mai ipotetico crisma democratico del premier cosa ancor meno scontata in un regime già maggioritario e tendenzialmente destinato a diventare presidenzialista o basato sul premierato.

Questi servizi che già "deviavano" quando in teoria erano sotto un controllo parlamentare quali garanzie democratiche potranno dare adesso? Specialmente quando nella stessa legge si garantisce l’impunità ai rappresentanti dei servizi segreti per tutti i reati (esclusi quelli di sangue?!) commessi nell’ambito del loro lavoro. Questo vuol dire per esempio che se prima le intercettazioni dovevano essere autorizzate dal giudice adesso possono essere effettuate senza controllo da parte di chicchessia - alla faccia di chi mostrava in tv microspie autoritrovate nel proprio ufficio e adesso applaude entusiasta a questa riforma -.

Forse che i diritti dei cittadini possono essere violati da alcuni (i servizi) e non da altri (i giudici) o forse esistono (e crediamo realisticamente che sia così) cittadini intoccabili e cittadini da controllare e perseguire?

Da oggi siamo tutti ancor meno liberi e con questi presupposti tutte le leggi antipopolari che il potere economico e la legge di mercato riterranno di imporre avranno vita ancora più facile.

Tutta la sinistra realmente d’opposizione e antagonista si deve mobilitare per far capire che si va verso una situazione in cui una falsa democrazia virtuale (fra poco verrà chiesto di andare a votare una volta a settimana) si somma ed è funzionale ad un potere economico sempre più assoluto e totalizzante, questo si, invece, reale e tangibile.

Bisogna sviluppare tutti i momenti di chiarificazione e di lotta contro questa legge liberticida altrimenti tutto diventerà maledettamente più difficile.

 

Gallipoli, 7 luglio 1999

L'Avamposto degli Incompatibili

 

 

 

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