Quando le carte sono truccate…

 

Adesso si infogneranno per giorni e giorni in sterili disquisizioni su percentuali e spostamenti millesimali del voto fra un polo e l'altro. Ma quello che non potranno negare è, che gli Italiani cominciano a rendersi conto, che questo cosiddetto scontro fra i poli è una farsa democraticistica, tesa a nascondere la trasformazione in senso autoritario di questo stato. Trasformazione, sia chiaro, che non è appannaggio della sola destra; questo sarebbe normale, altrimenti che destra sarebbe? Il grave è che questo programma reazionario è comune a tutti e due gli schieramenti, al punto che vedere differenze di programma fra l'uno e l'altro è pressoché impossibile.

Vediamo i programmi:

  1. STATO SOCIALE: La destra vuole le gabbie salariali; la "sinistra" risponde con salario d'ingresso per le zone disagiate; La destra vuole la fine del lavoro a tempo indeterminato; la "sinistra" dice che bisogna capire che con la globalizzazione tocca adattarsi alla flessibilità e propone lavoro interinale, in affitto e chi più ne ha più ne metta.
    Senza contare le recenti leggi antisciopero. Qualcuno ricorda l'invettiva di Berlusconi contro la manifestazione operaia, che fece cadere il suo governo: "lasciatemi lavorare". Dopo 5 anni e mezzo D'Alema gli ha dato ragione con la recente legge che "regolamenta" gli scioperi nei servizi pubblici (e non solo).
  2. Privatizzazioni: la destra dice che lo Stato deve fare un passo indietro nella gestione economica; la "sinistra" risponde privatizzando Enel, Telecom, IRI, ENI e persino il Foro Italico. A quando la Fontana di Trevi? (MAGICO TOTO: aveva previsto tutto!!!)
  3. Sanità: La destra vuole una sanità privata per chi se la può pagare e la sanità pubblica disastrata per i proletari; la "sinistra" risponde mettendo l'assistenza privata nelle aziende ospedaliere pubbliche;
  4. Immigrazione: Berlusconi e Bossi chiedono di fermare, anche con le armi, l'arrivo dei clandestini; la "sinistra" risponde con i lager (pardon: centri di detenzione temporanea) e con il respingimento indiscriminato: come dire, siccome siamo democratici noi non spariamo sui Kurdi e sui Rom, li rimandiamo a casa, così ad ammazzarli ci penseranno turchi e kossovari.
  5. Fascistizzazione dello Stato: destra e "sinistri di governo" decidono insieme l'entrata in guerra dell'Italia, la "riforma" dei servizi, la "riforma" dei carabinieri e delle forze armate e la cosiddetta riforma federalista delle Regioni.

Adesso la "sinistra" lancia l'allarme devolution di Berlusconi e Bossi, ma chi gli ha messo in mano quest'arma approvando questa riforma regionale?

In parole povere agli elettori si chiedeva: "VOLETE ESSERE IMPICCATI O FUCILATI?"

Per fortuna aumenta il numero degli Italiani consapevoli, che nella misura del 28% a questa "alternativa" masochista ha risposto picche.

Adesso con questa legge elettorale delle Regioni si apre una nuova fase fondata sulla fine dello stato costituzionale e l'inizio di un processo decisionista affidato a dei "governatori" che sono di fatto i referenti diretti e i garanti del sistema economico Imperante. Quando quasi tutti propagandano la fine di lacci e laccioli per le imprese e la crescita dell'economia è facile prevedere che questi "governatori" non faranno altro che lasciare mano libera al dominio del mercato. Oltretutto con i poteri assegnati ai "governatori" ci sarà una razionalizzazione della scuola, della polizia, della sanità ecc. non secondo parametri sociali, ma finalizzata al finanziamento dei privati. Per esempio, al nord ci sarà un travaso di medici dalla sanità pubblica a quella privata, con gravi disagi per chi non potrà permettersi di pagare; al sud si continuerà invece a far arrivare, col sistema delle convenzioni, grandi risorse pubbliche alle aziende private.

Non parliamo poi dell'ordine pubblico. Approfittando della legge "Pappalardo-D'Alema" già si parla di trasformare la PS in forza regionale subalterna all'unico corpo nazionale per l'ordine pubblico: la "nei secoli fedele" Arma dei Carabinieri.

 

Questo non e' un appello a correre
In difesa delle istituzioni.

Ormai di Istituzioni da difendere non ce ne sono più, e sbaglia chi come Rifondazione Comunista, in nome di alleanze contro una destra antidemocratica, si va ad alleare con quei partiti, che con le performance citate prima, hanno messo in mano a certa gente queste armi. Si corre il rischio, con questa logica elettoralistica subordinata, di dare una patente democratica a questo golpe bianco, parente stretto del piano Solo. In pratica, si fa come quel pugile che quando sta perdendo il match si chiude in difesa invece di attaccare per tentare di ribaltare il risultato.

Per fortuna cresce negli Italiani la consapevolezza della situazione. Se fino a pochi anni fa solo 1 italiano su 5 rifiutava di andare a votare, adesso 1 italiano su 3 si tira fuori da questo gioco perverso e rifiuta di prestarsi a questo tentativo reazionario-istituzionale. E tutti i dati confermano che, non è un'astensione qualunquista, ma consapevole. Non è un caso che l'aumento più consistente del numero di astenuti si ha al Nord ed al Centro e soprattutto in regioni" di sinistra"

TEMPI DURI CI ATTENDONO

Anche in Italia come nel mondo si sta restaurando il dominio del Capitale sul lavoro. Per ottenere ciò si stanno provando tutte le strade. Ma non è detto che ci riescano. Una cosa è inventarsi le strade altra cosa è percorrerle. Anche perché quando le strade sono sconnesse è difficile percorrerle. Quando si innescano meccanismi perversi si rischia di non riuscire più a governarli. Un esempio importante è quello del crollo delle Borse, a cui nessuno riesce a trovare rimedio.

Ma soprattutto si è visto a Seattle e si sta vedendo a Washington che quando cresce la consapevolezza e questa si trasforma in lotta, i tentativi di imporre il dominio totale possono essere fermati. Questa deve essere la strada maestra anche in Italia. Le strade elettoralistiche, in questa fase sono perdenti. Solo con la lotta possiamo fermare l'attacco alle garanzie costituzionali e ripristinare i principi che da questa Costituzione sono stati di fatto depennati dall'infame "accordo" fra destra e "sinistri di governo".

QUANDO LE CARTE SONO TRUCCATE

BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI BUTTARE IL TAVOLO PER ARIA.

18 Aprile 2000

L'Avamposto degli Incompatibili