MA QUANTE BELLE FIGLIE, MADAMA DORE'

Se queste elezioni dovessero restare nella storia, esse resterebbero non per i risultati elettorali, ma per la paura che sta permeando tutta la sinistra in questa campagna elettorale (figuriamoci dopo!!!).
Lasciamo perdere la paura della "sinistra" parlamentare: quella  è un gioco delle parti, e in ogni caso di quella non ce ne frega nulla, visto che tutto quello che potrà loro succedere se lo sono cercato!
In questa sinistra parlamentare bisogna includere anche Rifo, che in nome della paura di questa destra ha messo in cantiere il cosiddetto "patto di non belligeranza". Il quale patto di non belligeranza, che doveva sostituire il patto di desistenza del '96 si è rivelato soluzione peggiore dello stesso patto di desistenza. Infatti, se col patto di desistenza qualche collegio sicuro nel maggioritario si è ottenuto, con la non belligeranza, invece, si consegnano voti senza ottenere nulla in cambio, neanche la rinuncia dell'ulivo alle famose liste civetta (perché poi si debbano offendere animali nobili come le civette non lo capiamo proprio). E tutto per la paura dell'autoritarismo delle destre e della fascistizzazione mediatica dello stato.
Ma la cosa più grave è che questa paura sembra attanagliare tutti, comprese consistenti fasce di movimento.
Qualcuno arriva pure ad andare oltre il voto a Rifondazione e magari votare candidati dell'Ulivo, che siano presentabili; c'è pure chi si è spinto a vuotare del tutto il sacco e a fare il nome di Rutelli. Il tutto per la paura che questa destra una volta al governo possa cancellare le libertà democratiche.
Ma che queste libertà democratiche non esistano di fatto più perché i sinistri di governo le hanno eliminate o non viene detto, oppure si dice che con la destra sarà peggio!!!
La realtà è che queste libertà democratiche sono incompatibili col nuovo sistema capitalistico.
A livello internazionale l'Impero amerikano detta ormai legge e porta guerre, guerricciole ed embarghi a seconda delle sue convenienze economiche e strategiche, senza che alcun organismo internazionale lo possa fermare; a livello nazionale uno stato fatiscente nelle sue funzioni "sociali" si ristruttura a livello repressivo e militare. Tutti questi passaggi non sono una prerogativa della destra, anzi i passaggi fondamentali di questa controriforma sono stati attuati dai sinistri di governo.
Non stiamo solo parlando della guerra, anche se è indubbio che la guerra è stato un autentico spartiacque, ma di tutta una serie di passaggi attuati nei pochi anni di governo di centro-sinistra, a partire della negazione del diritto di asilo ad Apo, alla controriforma dei servizi segreti, alla riforma Pappalardo dei carabinieri, all'attuazione del maggioritario, alla legge sicurezza completa di braccialetti elettronici, centri di detenzione temporanea, accordi anti-migranti con la Turchia.
Senza contare tutte le privatizzazioni e le leggi sul lavoro (interinale, part-time, in affitto e chi più ne ha più ne metta).
Ma i compagni hanno paura di questa destra, e pensano che votare Ulivo, magari sotto forma di Rifondazione, possa garantire maggiori spazi. Eppure quali siano le reali intenzioni di Rutelli lo sanno tutti. Lo stesso governo ulivista ce lo spiega con le leggi che ancora oggi stanno votando. Un esempio per tutti: il nuovo decreto eufemisticamente definito antiterrorismo.
Diciamo eufemisticamente perché in realtà serve a colpire coloro che si oppongono al nuovo sistema imperiale repressivo.
Da anni stanno facendo carte false per dimostrare la contiguità del movimento anti-globalizzazione col terrorismo, e, con questo decreto che porta a due anni il periodo di carcerazione preventiva per il reato di associazione sovversiva, che prevede tre anni di carcerazione totale, si prepara la strada alla criminalizzazione del movimento anti-global.
Questa strada, tracciata dall'Ulivo, in ogni caso verrà seguita, chiunque vinca le elezioni. Magari l'Ulivo forse procederà in maniera più soft, ma in ogni caso seguirà quella strada. Non è un caso, che in mezzo a tante scempiaggini gridate dal novello Napoleone in questa campagna elettorale, una spicca sulle altre: chiunque vinca le elezioni, è indubbio che contro il terrorismo ci dovrà essere l'unità di tutte le forze!!! Frase già sentita in passato.
Se così stanno le cose, bisogna avere paura di QUESTA destra, o, al limite, se dobbiamo per forza avere paura, bisogna avere paura di TUTTE QUESTE forze politiche forcaiole?
Noi pensiamo che la paura è una cattiva consigliera, per molte ragioni. Innanzi tutto ammesso che il 13 la fermiamo questa destra, l'Ulivo, o chiamiamolo come ci pare, continuerà con la controriforma richiesta dal potere global-imperiale: noi cosa faremo? In nome della paura continueremo a votarli, avallando la controriforma repressiva e militarista?
Ma poi a furia di avere paura e di cercare sponde di amici nel palazzo, non finiremo col considerare il palazzo il centro della nostra azione politica? E visto quello che succede nel Palazzo saremo quelli che per paura avalleremo la controriforma.
E' chiaro che la situazione non è splendida, e che tutti siamo un pò preoccupati; specialmente visto che come ci muoviamo rischiamo di restare fulminati, sia che continuino a governare i sinistri, sia che ci troviamo di fronte Napoleon Berlusconi.
Ma non è andando a votare che riusciamo a cambiare granché, anzi.
La paura bisogna razionalizzarla e andare avanti. Andare avanti cercando di capire la fase dello scontro sociale, la ristrutturazione del capitale e la composizione dei soggetti sociali ed individuare le parole d'ordine giuste per cercare di modificare i rapporti di forza.
Gli antagonisti sono quelli che vogliono cambiare il modello di società, ma se cominciano ad avere paura e si nascondono sotto le gonne istituzionali che antagonisti sono? In che modo vogliono cambiare la società?
Le elezioni erano già una farsa; ma adesso le hanno trasformate nella corda con cui ci vogliono impiccare: Che facciamo? Invece di spezzare la corda, aiutiamo il potere ad infilarcela intorno al collo?

L'Avamposto degli Incompatibili