TI SOGNO BUENOS AIRES

E così poco alla volta i nodi vengono al pettine...anche nel cuore dell'Impero amerikano.
La crisi argentina non è significativa solo perchè è la sconfessione più plateale dei fantomatici benefici della globalizzazione e del libero mercato, ma anche perchè questa sconfessione viene da parte di un paese che di questa "globalizzazione" aveva fatto bandiera, e che oltretutto era un paese sostanzialmente ricco: non era per capirsi la Colombia o la Bolivia, tantomeno l'Afganistan.
Pure le ricette liberiste tanto care ai nostri politici, compresi i sinistri cacciati dal governo, erano state tutte applicate: privatizzazioni a iosa, precarietà talmente forte, da creare milioni di disoccupati in più ed altri milioni di poveri (sempre in più, naturalmente!!!).
Le imprese, soprattutto quelle di importazione, erano sommamente soddisfatte, anche perchè il costo del lavoro era crollato, anche grazie al fatto che si era adeguata la moneta locale (peso) al dollaro, ma naturalmente senza adeguare gli stipendi al nuovo costo della vita. Inoltre il governo era stato talmente ligio alle direttive di BM e FMI, che aveva eliminato qualsiasi barriera protezionistica per i prodotti locali, trovando così il Paese invaso dai prodotti delle multinazionali, che costando per ovvi motivi di meno (almeno nella fase di entrata nel mercato) spazzolavano i prodotti locali.
Naturalmente BM e FMI si erano scordati di avvisare che l'eliminazione delle barriere protezionistiche era una legge per tutti eccetto per i paesi ricchi, soprattutto l'Amerika, così il crollo dell'economia locale è stato generalizzato, è crollato anche il consumo interno a causa della chiusura delle imprese locali, è crollata la moneta e l'economia tutta.
Adesso tutti i politici e gli economisti occidentali si sono dovuti arrabbattare a cercare una soluzione, per evitare la diffusione a macchia d'olio del fenomeno, e soprattutto a cercare spiegazioni tese a calmare il popolo "bue" dei paesi occidentali, preoccupati pure loro di passare da clienti di Mc Donalds a merciaioli di stracci come è successo agli argentini.
Per cui adesso ci troviamo D'Alema che fa a gara con Berlusconi a chi spiega meglio il fatto che in Argentina è successo questo perchè c'è stato troppo poco liberismo, e che per fare un esempio mentre in Argentina la privatizzazione della telefonia ha portato ad accordi fra i due concorrenti, per cui i prezzi invece di scendere come predica la pubblicità liberista sono saliti del 500%, rispetto ai prezzi italiani, che come tutti sanno sono già fra i più cari del mondo.
Invece spiegano i due gareggiatori in Italia la privatizzazione è stata vera, abbiamo creato concorrenza vera e eliminato il monopolio pubblico. Peccato naturalmente che pochi se ne siano accorti, visto che la famosa eliminazione del canone è risultata solo una chimera che pochi hanno intravisto, e che dopo un primo periodo di accaparramento di clienti, tutte le compagnie hanno dismesso quasi tutte le offerte competitive, e i soldi guadagnati (si fa per dire!) li hanno spesi per creare nuovi accorpamenti e tentare di rimonopolizzare il mercato, stavolta come privati, o al limite per spartirsi il mercato. Ne' più nè meno di quello che è già successo in Argentina.
Naturalmente non possiamo prevedere gli sviluppi futuri della situazione argentina, anche perchè riteniamo che l'Impero amerikano ha troppi interessi da difendere in quel paese, ma ha pochi margini di manovra per uscire da quella situazione, e questo potrebbe preludere a tentazioni militari. Ma anche questo non è scontato, perchè in questo caso non basta la repressione: non si tratta più di minoranze politiche più o meno ideologizzate, si tratta di ampi settori di popolazione, dai ceti medi ai proletari e persino piccoli imprenditori falliti o professionisti da mesi senza stipendio. Difficile prevedere chi si prenderà la briga di sbrogliare la matassa e per quanto tempo.
Intanto però si può prendere atto che quando invece di pensare a giochetti di schieramento, si parte dai bisogni reali, si riesce a mettere in crisi il sistema in maniera profonda, senza che nessuno di fatto ti possa fermare.
Ed è questo il problema principale per il capitalismo oggigiorno.
L'Impero amerikano da decenni cerca di esorcizzare questo pericolo, inventandosi guerre in quantità, quasi fossero feste da ballo.
Ma si sa che gli esorcisti hanno fatto il loro tempo, e che in ogni caso questo tipo di "demone" non lo riescono proprio a debellare; a volte lo tengono un pò lontano per brevi periodi, ma alla fine questo demone si presenta in tutta la sua potenza.
Adesso cercheranno di rabbonirlo, forse, con qualche zuccherino (ma gli zuccherini in questa fase sono poco previsti e quindi sono scarsi) o magari cercheranno di stroncarlo, ma non sembrano soluzioni facilmente realizzabili, almeno per adesso. A meno che, naturalmente, non riescano a spuntare anche "i disobbedienti di Buenos Aires", che in cambio di qualche immagine in televisione, diano una mano al potere a dividere e quindi disintegrare questo movimento.

MA ALMENO PER ADESSO DA QUELLE PARTI PIU' CHE LE TUTINE
SEMBRANO PRENDER PIEDE I BLACK BLOC. PER FORTUNA!!!

L'AVAMPOSTO DEGLI INCOMPATIBILI