sificando le sue rappresentazioni, avvalendosi dell'enciclopedia delle
menzogne, nuovo vangelo della globalizzazione. La fiera delle banalità,
surriscaldata debitamente dal circo mediatico, celebra i suoi fasti e
ciò è suffragato dal ricorrente blaterare sulle riforme, sull'efficien-
za, sullo stato sociale, in nome di un nuovismo delirante, che cela
forme inquietanti di autoritarismo. Al di là della retorica, soffiano
venti di destra e ciò si evince dal carattere intrinsecamente autori-
tario delle riforme, che sono poi la realizzazione del progetto "pidui-
sta". Intanto, in un clima schizofrenico, imperversano maschere e ma-
scherine, buffoni di corte, leaders e leaderini, vuoi della pseudosi-
nistra governativa vuoi della destra pura, che si contendono il pri-
mato per poter accedere all'agognato premio "Robinsonante del 2000".
Ossimori trionfali, barbarie linguistiche, mistificazioni eclatanti!
il comunismo recepito come nemico del bene comune, offrono le coordi-
nate del paradigma conservatore, In unatmosfera sfrenata e piratesca,
il mercato delle chiacchiere divulga menzogne esilaranti e bizzarre,
tant'è che addirittura Berlusconi, al meeting ciellino di Rimini, ha
affermato: "Opporsi al comunismo è un dovere morale". Le dichiarazioni
del Berlusca, degno seguace dell'ortodossia craxiana, generano il ra-
gionevole dubbio che il leader "delle libertà" sia preda di preoccupan-
ti allucinazioni, dal momento che non esiste una sinistra governativa
e che i comunisti sono una specie in estinzione. Vero è che il nuovo
ordine mondiale e l'egemonia del capitalismo d'assalto mistificano non
solo la "verità effettuale", ma trasformano anche la valenza semantica
delle parole. Se Dio è morto, però, non tutto è permesso, sicché, anche
se le difese immunitarie sono azzerate, sarebbe auspicabile rivisitare
etimologicamente il termine "comunismo", onde evitare ulteriori stru-
mentalizzazioni. D'altra parte, il dogmatismo del mercato è il mega-
potere che tutto sussume, dissolvendo il "vero effettivo" in un gioco
scenico, che cela l'astuzia del potere. A questo proposito Machiavelli
giustamente sosteneva che "giocare d'astuzia significa raggirare lo
spirito degli uomini". In un quadro a tinte fosche dilagano xenofobia,
razzismo, tolleranza zero, muri di leggi razziali, un'inquietante lo-
gica carceraria: aspetti sintomatici delle variegate forme del fascismo
odierno. Destra e sinistra si mimetizzano in una bolla virtuale, che,
a livello planetario, esclude differenze e identità. Pertanto, preso
atto che i fiori non possono attecchire sullo sterco, non desta stupo-
re la recrudescenza della "bestia" nazifascista. Onde evitare frain-
tendimenti, tengo a precisare che, se precedentemente ho parlato di
fascismi non è casuale, perché a mio avviso, si dovrebbe negare il tena-
ce mito, che vede nel totalitarismo un puro regime poliziesco, dal mo-
mento che lo Stato totalitario non lo fanno i poliziotti, ma i "dotti"
che detengono il potere. Non è, dunque, solo la forza scatenata che
determina il totalitarismo, ma anche la verità incatenata; non la re-
pressione bruta, ma la "scienza", la "tecnica", "il rigore". Nella con-
sapevolezza che il fascismo è una categoria della storia, si può affer-
mare che le forme odierne di autoritarismo esercitano il loro dominio,
controllando, inquadrando, domando le coscienze, amministrando la so-
cietà e imponendo un linguaggio universale. L' impianto globale ricom-
pone cervello e affetto nella produttività dell'intellettualità di mas-
sa e attua forme di potere, che diluiscono il politico, moltiplicando i
centri di padronanza, dissolvendo la figura classica del "Padrone" ed
eliminando la dissidenza. La figura attuale dello Stato è evanescente,
impercettibile; la sua figura compiuta è lo Stato non più visibile
tanto è onnipresente. Al di là delle apparenze, pero, è la mano invi-
sibile del determinismo economico che si trasforma in legge dello Sta-
to. Ne consegue che l'istituzionalismo e il neofunzionalismo si appli-
cano alle forme odierne di assolutismo, che si esplicita all'insegna
della routine burocratica, che diviene poi legittimazione tecnocratica.
In questo contesto, l'autoritarismo è strutturale e, nel contempo, una
adeguata sponda istituzionale legittima il processo di ristrutturazio-
ne produttiva in corso, smantellando regole, garanzie, stato di diritto.
Se, come osservavano i filosofi greci, "dal niente non nasce niente",
la recrudescenza del nazi-fascismo discende da cause e concause, legate
agli integralismi, alla manipolazione dei consensi, alla svalutazione
del diritto societario. Il fatto che deve spingere a serie riflessioni
è il ritorno della "bestia" in Italia e in Germania, per via del tragi-
co e barbaro passato. La verità è che l'afasia della sinistra, un to-
talitarismo camuffato dalla legalità istituzionale, una traiettoria
puramente quantitativa, stanno generando l'inevitabile relazione amico-
nemico. Da qui la marcia su Roma di Forza nuova, le ricorrenti sortite
nel nostro paese di Haider, che vanta l'adesione del Friuli e di nume-
rosi membri della casa delle libertà. Inoltre, il nazista Haider non
manca di rivolgere la sua attenzione al Papa, a cui vuole dedicare una
visita speciale. Se Wojtyla riceverà Haider, non potrà certo stupire,
dal momento che il "santo Padre" ha beatificato Pio IX, fieramente
antisemita, anti-illuministico, forcaiolo e antidemocratico. Intanto, in
Germania incalza l'allarme-nazi, tant'è che si sta diffondendo anche
il nazirock. Le parole d'ordine dei rocchettari sono: "xenofobia, raz-
zismo, terzo Reich. Per sottolineare quanto il naziroch sia destabiliz-
zante, giova citare il seguente testo: "Crepa straniero, crepa" sei
mondezza, rifiuto , sparisci di qua , Crepa straniero crepa", Ovvia-
mente anche il nazirock si attiene alle leggi di mercato, infatti esi-
ste una sorta d'industria, che finanzia partiti e organizzazioni del
terzo Reich. Vero è che, a livello istituzionale, si tenta di arginare
il fenomeno, trascurando il dettaglio che i muri razziali sono lega-
lizzati. D'altra parte, le istituzioni politiche ed economiche, post
guerra fredda, minimizzano l'uso della forza, impongono l'universalismo
del lessico, legittimando l'esclusione e i ghetti.
Ciò significa che la schiavitù post-moderna è invisibile, infatti non è più necessario in-
catenare le vittime, è sufficiente confiscare le tessere d' identità
perché cessino di esistere sul piano giuridico ed umano. Da qui l ' im-
piego dei lavoratori clandestini, i maltrattamenti, le condizioni di la-
voro e di accoglienza contrari alla dignità umana. Giustamente Sahnoun
Ridouh, psicologo presso la corte d'appello di Versailles, sostiene
che gli schiavi moderni sono invisibili agli occhi del mondo. Piaceri
e necessità vengono cancellati, sicché non rimane che l'assoggettamen-
to, la sofferenza, la reclusione. Il grado più alto di vulnerabilità è
raggiunto, quando intervengono concetti come esilio, allontanamento,
statuto di straniero. E' evidente, pertanto, che per l'ecosistema il
razzismo-mimetico diventa strumento di mobilitazione politica e di
vergognoso sfruttamento. Il fatto inquietante è che il cinismo globale
del post-fordismo implica il meccanismo perverso del rapporto inclusio-
ne-esclusione, che poi incrementa la figura dello xénos, percepito
come straniero e potenziale nemico. Le osservazioni fatte mettono in
luce che l'utopia cosmopolitica ipotizzata dopo l'enigmatico ottantano-
ve, svanisce, offrendo il lugubre scenario della barbarie e di nuovi
totalitarismi. Ma, dinanzi alla Pax Romana di tipo nuovo, dinanzi al-
l'ideologia criminale che sottende il capitalismo,con le sue forzature
dottrinali e il suo egoismo morboso, non occorre opporre un perentorio
rifiuto, per cambiare radicalmente statuto?
Wanda Piccinonno de