TRAPANI E PUNTE
Non si può affrontare il nodo della
situazione internazionale, senza tentare di chiarire il rapporto fra imperialismo
e impero amerikano. Da tempo ribadiamo che l'imperialismo amerikano, che fra
l'altro nel suo agire acquista sempre più comportamenti da Impero,
più che da imperialismo classico, è la punta di diamante, il
capofila nella politica di conquista, che il capitale internazionale conduce
nei confronti di quei paesi strategici o per posizione geo-politica o per
il possesso delle materie prime strategiche.
Quando si affronta perciò questa politica di dominio e di sfruttamento,
non si può prescindere dalla centralità amerikana in questo
tipo di politica. Ma non si può neanche pensare di sostituire tout-court
l'antiamerikanismo all'antiimperialismo.
Il fatto che l'amerikanismo sia il capofila dell'imperialismo, non vuol dire
che l'amerikanismo sia l'Imperialismo. Altrimenti si rischia di prendere anche
clamorose toppe, e/o affrontare altre questioni in maniera slegata ed estemporanea.
Per esempio si rischia di prendere sottogamba altre guerre di conquista, o
si rischia di mandare un numero sempre maggiore di "solidarietà
pelose".
Per esempio se non si capisce che di imperialismi ce ne sono tanti, di serie
A, B, ed anche C, si rischia magari di difendere i guerriglieri ceceni, ma
non quelli kosovari, che pure con i ceceni hanno tanti aspetti in comune,
a partire dal loro essere provincia più che stato, e dalla comunanza
degli sponsor, Bin Laden e turchi in testa.
Ma cosa ancora peggiore si prende sottogamba il problema della guerra inter-imperialistica
in atto nei paesi africani, visto che trattasi di un problema difficile da
affrontare, dato che lì la situazione non è lineare, come sembra
essere quella iraqena e islamica in generale.
Infatti mentre nei paesi del golfo, ma prima anche nei Balcani, era facile
individuare il nemico, visto che gli yankees minacciavano, gli yankees armavano
e guidavano gli eserciti invasori, gli yankees bombardavano, conquistavano
e occupavano militarmente quei paesi, dove poi posizionavano basi militari
stabili USA, nei paesi africani il gioco era ed è molto più
sporco, e le sporcherie venivano e vengono condotte da molti imperialisti
e da molti potentati.
Vediamo un po' di esempi, non per semplice speculazione filosofica, ma per
cercare di capire l'evoluzione imperialista nel mondo ed in Africa in particolare.
La peculiarità dell'Africa è data dal fatto che ancora è
lì presente una forte presenza imperialistica europea, cosa che in
Asia e in medio oriente ha pressoché lasciato il campo all'imperialismo
amerikano, a parte naturalmente le poche sacche di imperialismo russo e qualche
affondo, in chiave però rigorosamente economica, del capitalismo francese
in alcuni paesi medio-orientali (Iraq di Saddam, Iran, e Arabia Saudita).
Ma, ripetiamo, più che di imperialismo si tratta di penetrazione commerciale
ed economica, peraltro puntualmente ridimensionata dalla guerra infinita amerikana.
In Africa è diverso: lì la Francia, ma anche il Belgio e, almeno
in Marocco (con l'appendice sahariana, dove Madrid si propone di fungere da
mediatore-controllore nello scontro Marocco-Popolo Saharui) anche la Spagna,
sono presenti ed ancora oggi controllano economicamente, ma in alcuni casi
anche politicamente ed in un certo senso anche militarmente ampi spazi di
territorio.
Parliamo soprattutto di questi stati, visto che ormai sono da considerarsi
marginali se non inesistenti le presenze portoghesi e olandesi.
E questa presenza colonialista, ma con sempre più accentuate connotazioni
imperialiste, non è che sia molto più democratica e poco dedita
al genocidio rispetto a quella amerikana. Anzi in molti casi questa presenza
ha significato per quei popoli sfruttamenti e genocidi peggiori di quelli,
cui ci stanno abituando in questi anni le truppe imperiali di Washington.
Come scordarsi per esempio quello che hanno combinato francesi e belgi nel
Congo, allora diviso fra belga e francese?
Come scordarsi i massacri perpetrati dagli Hutu nei confronti dei Toutsi,
in quell'ex Congo Francese, adesso diviso in Ruanda e Burundi, con la benedizione
dei francesi?
E come scordarsi quello che succedeva nel Congo belga, con le lotte tribali
sponsorizzate da Bruxelles?
Ma anche adesso basti pensare alla guerra dei diamanti, ma non solo.
Ora anche da quelle parti l'Impero Amerikano vuole allargare la sua sfera
d'influenza, e quindi ecco scoppiare anche quella parte di mondo. Ma come
intervenire rispetto a quel conflitto? Lì non vale l'assunto anti-americano,
perché, se è vero che anche lì gli amerikani stanno andando
a rompere i coglioni, è anche vero che il dominio degli Stati-Nazione
europei da quelle parti non è certo stato molto tenero e democratico.
Perchè anche da quelle parti ciò che è in gioco è
il controllo di risorse importanti.
Badiamo bene, qui non si sta parlando di controllo di materie prime quali
legno, diamanti, oro, che sono sì importanti, ma non strategicamente
rilevanti, per arrivare ad un conflitto come quello in atto nella regione
dei Grandi Laghi, dove quando si parla di genocidio, si parla di molte migliaia
di morti.
Qui stiamo parlando del controllo di una Regione, in cui fra le materie prime
ce n'è una, che risulta esistere specialmente, se non solamente lì.
Parliamo naturalmente di COLTAN, quel materiale radioattivo a base di tantalio,
fondamentale per telefonini, chip, motori per jet, fibre ottiche.
Insomma una materia prima, che per le merci a forte componente tecnologica
è fondamentale quanto petrolio e gas. Oltretutto questo materiale è
anche abbastanza raro, il che fa capire il risveglio degli appetiti di molti
stati imperialisti, USA e Francia in testa.
Vi immaginate cosa potrebbe significare il controllo diretto su questi territori,
dove la fame regna sovrana incontrastata?
Naturalmente ci imbambolano la testa descrivendo massacri come quelli che
adesso i Tootsie sponsorizzati dagli yankees stanno perpetrando in Ruanda,
Burundi e Congo, come vendetta tribale ai massacri subiti decenni fa per mano
degli Hutu, ma come si fa a non capire quali sono i veri motivi? Stiamo forse
aspettando che arrivino le "forze democratiche multinazionali" a
"fermare le pulizie etniche" portate avanti dai dittatori degli
Stati-Canaglia africani?
Ma qua il discorso non sarà lineare, perché, formalmente, gli
yankees si presenteranno come i buoni, quelli che aiutano i popoli a liberarsi
dal sanguinario dittatore di turno. Niente di nuovo sotto i ponti, qualcuno
dirà! Ma in questo caso non si potrà dar loro torto, perché
la vittima sacrificale di turno sull'altare del dominio amerikano sarà
qualche personaggio, che non sarà solo chiacchierato, grazie ai media
dominati dal potente cowboy texano, ma sarà qualche personaggio indifendibile
da chiunque.
Sarà qualche personaggio talmente sanguinario, che non potrà
certo essere presentato come antimperialista, neanche con tutta la buona volontà.
Come si può per esempio difendere il dittatore liberiano Taylor dall'assalto
dei ribelli sponsorizzati dagli USA?
E' vero che Taylor è stato colui, che ha dato un forte smacco alla
presenza americana nell'area dell'Africa centro-occidentale, accordandosi
con le multinazionali francesi, e che quindi sarebbe un baluardo all'Impero
Amerikano in Africa, un po' come Mobutu e Kabila furono un freno alle conquiste
dei Tootsie ruandesi e burundiani, da tempo finanziati dall'Amerika in funzione
anti-francese, ma come difendere criminali di quella fatta?
E allora bisogna ragionare e rilanciare la lotta antimperialista tout court,
sapendo certamente che il capofila dell'imperialismo è quello d'oltreoceano,
ma non per questo snobbando gli altri.
Non basta eliminare la punta di diamante dell'imperialismo, bisogna distruggere
tutto il trapano imperialista. Se non si fa questo, forse distruggeremo la
punta di diamante, ma poi ci sarà la punta di ferro, che, poi, magari,
si trasformerà a sua volta in punta di diamante.
Per questo critichiamo coloro, che invece di sistematizzare la lotta contro
l'imperialismo, si insabbiano in sterili discussioni contro la punta di diamante,
proponendo circoli culturali atti allo scopo, o proponendo soluzioni al problema
basate sugli Stati-Nazione.
Gli Stati-Nazione sono sempre stati o uno strumento di difesa, quando questi
Stati-Nazione sono talmente deboli o inesistenti, per impensierire qualcuno,
oppure la culla primordiale del colonialismo e quindi dell'imperialismo, quando
hanno una certa forza.
Noi capiamo l'esigenza di avere uno Stato, una Nazione, di quei popoli, che
non hanno nulla, neanche un'identità. Ma se capiamo e appoggiamo quei
popoli, perché sfruttati, repressi, NEGATI, non possiamo neanche lontanamente
pensare al rafforzamento degli Stati-Nazione, neanche in funzione antimperialista,
o anti-americana.
Bisogna sviluppare invece una lotta internazionalista, contro ogni forma di
dominio, perché solo così sarà possibile una società
planetaria che valorizzi le differenze e le indirizzi verso una crescita umanitaria
uniforme.
Questo non vuole essere un documento esaustivo e definitivo. Vogliamo con
questo iniziare uno studio geo-politico, ma anche di denuncia delle ingiustizie,
delle lotte di potere e dei massacri perpetrati nel continente negato, l'Africa,
in nome del controllo delle risorse di quel continente.
Cercheremo man mano di studiare questi fenomeni area per area, e dove fosse
necessario Paese per Paese.
Ci stanno poteri, che vogliono cancellare, negare Paesi, Popoli, in questo
caso stanno cercando di negare un intero continente.
Come L'Avamposto degli Incompatibili, abbiamo sempre cercato di dare visibilità
ai popoli negati. Vogliamo cercare di dare visibilità anche al Continente
negato per antonomasia. Cercheremo di farlo, consci dei nostri limiti, oggettivi
e soggettivi, ma non possiamo delegare sempre tutto alla carità cristiana
dei religiosi.
Non si tratta di carità, ma di giustizia.
Combattere ogni forma di imperialismo significa anche questo, anche se sappiamo
in partenza che questo non basta.
L'Avamposto degli Incompatibili