C'è qualcosa di nuovo oggi nell'aria, anzi d'antico
V I G I L A N Z A !!!
Quando nel luglio 99 lanciammo il nostro allarme, in seguito alla riforma
dei servizi segreti del "sinistro" presidente del consiglio D'Alema (vedi
documento in archivio) avevamo già percepito i pericoli per la democrazia in essa insiti.
Naturalmente il "sinistro" citato prima ha consciamente continuato per la sua
strada, ben sapendo dove portava.
La riforma delle forze di polizia, promulgata pochi mesi fa e proprio ora approvata dal
parlamento, smantella uno dei meccanismi di controllo di una forza armata, da sempre
pericolosa per le istituzioni democratiche, da De Lorenzo al piano Solo. Finora i
carabinieri erano subordinati nelle loro funzioni di forza di polizia alle direttive dei
questori, in quanto essendo anche una componente dell'esercito, erano in possesso di armi
pesanti, e quindi in grado di perseguire disegni antidemocratici.
Con la nuova legge, i carabinieri diventano la 4^ forza armata dello stato, accanto (e non
dentro com'era prima) all'esercito, alla marina e all'aviazione. Riescono quindi ad avere
quello che finora era stato impedito, cioè un comandante generale proveniente dall'arma
stessa. Non solo; si equiparano i carabinieri alla polizia e li si mettono non più alle
dipendenze dei questori, ma alla dipendenza diretta del ministro dell'interno.
Oltretutto hanno funzioni di comando rispetto ad altre forze di polizia: per esempio le
guardie forestali (non sono, per caso, quelle guardie che avevano risposto prontamente
all'appello nel tentato golpe Borghese?).
Beh, gli ingredienti erano già tutti nella pentola, si attendeva solo il cuoco che
preparasse la minestra. Finalmente il cuoco è arrivato, sotto il nome del colonnello
Antonio Pappalardo (il carabiniere più telegenico d'Italia al tempo della guerra nei
Balcani). Costui, in alcune note alle strutture dell'arma, pubblicate poi dai giornali,
esprimeva l'auspicio che l'arma si potesse porre l'obiettivi di "riformare
autonomamente le istituzioni, dando maggiori poteri al presidente della repubblica e
sganciandole dai partiti" ormai invisi alla popolazione,
Non saremo certo noi a difendere questi partiti, oltretutto diretti responsabili dello
stato di cose, ma il senso di queste "note" è abbastanza chiaro, visto che, fra
l'altro, il nostro ineffabile colonnello data lo "stato di disagio dei
carabinieri" dal 1945 (tendenze nostalgiche o golpiste?).
Adesso tutti si affanneranno (già lo stanno facendo) a partecipare al grande gioco
nazionale (secondo solo a quello del calcio) delle condanne e delle prese di distanza.
Già è stato "sollevato" dal ruolo di comandante dei carabinieri di Roma, ma
non radiato dall'arma, anzi messo a disposizione del generale di divisione dell'arma
Palidoro.
Ma i fatti restano e sono pesanti.
Intanto il comandante generale dell'arma più amata dagli italiani, quella nei secoli
fedele (?), in quanto comandante della 4^ forza armata entra a far parte del
consiglio generale della difesa; entrando a far parte del coordinamento delle forze di
polizia acquisterà funzioni di direzione nell'ambito dell'ordine pubblico; avendo un
comandante generale proveniente dall'arma stessa, non saranno soggetti a forme di
controllo.
Non sarà vera l'affermazione di chi dice che questa è l'attuazione del piano Solo?
Se a tutto questo aggiungiamo un altro effetto della riforma, e cioè l'attribuzione al
già citato Corpo Forestale di funzioni di ordine pubblico, è chiaro che c'è un grande
(dis)ordine sotto il cielo, ma la situazione, tutt'altro che eccellente, invita
tutti alla massima vigilanza per difendere quei pochi spazi di democrazia che sono
rimasti.
L'Avamposto degli Incompatibili
30 Marzo 2000