Paese Basco:

Nuove testimonianze sulle torture inferte ai giornalisti e ai dirigenti di Egunkaria
 
Dopo esser stato raggiunto dai propri avvocati, Iñaki Uria, Xabier Oleaga y Xabier Alegria, tre degli arrestati dopo la chiusura di «Egunkaria», hanno denunciato di esser stati torturati dalla Guardia Civil. Nei loro racconti la práctica della «bolsa», cioè il soffocamento attraverso l’applicazione sulla testa di una busta di plastica, della «rueda», cioè colpi inferti al prigioniero da poliziotti disposti in circolo, la simulazione di una esecuzione sommaria, colpi inferti con giornali arrotolati, flessioni e altre vessazioni. L’amministratore delegato di Egunkaria, Iñaki Uria, ha denunciato che durante i cinque giorni nei quali è rimasto in isolamento alle dipendenze della Guardia Civil a Madrid, è stato obbligato a spogliarsi in numerose occasioni. Uria ha raccontato anche che durante gli “interrogatori” un poliziotto disse che un collega di Egunkaria, Martin Ugalde, era morto durante la perquisizione della sua casa.

Invece Luis Goia ha raccontato di aver sentito un suo collega, Pello Zubiria (che è in stato di isolamento ormai da sette giorni), gridare ai poliziotti che lo torturavano “uccidetemi”. 

UN altro giornalista, Pello Zubiria, si trova ancora in un ospedale madrileno, il Gregorio Maranon, ma le autorità non hanno ancora fornito nessuna informazione sul suo stato di salute, essendo sotto stretta sorveglianza e in stato di isolamento. Intanto Martxelo Otamendi ha segnalato che il tentativo di suicidio di Zubiria non si è prodotto nell’ospedale ma quando il dirigente di Egunkaria era nelle mani della polizia spagnola.

 

Marco Santopadre (Radio Città Aperta - Roma)