Comunicato stampa del FPLP.

A proposito della decisione del presidente YASSER ARAFAT, di nominare come presidente del Consiglio Legislativo, AHMAD QUREIY (Abu Ala), per formare un nuovo gabinetto, in sucessione del dimissionario gabinetto di MAHMUD ABBAS (Abu Mazen), e partendo dai nostri doveri di fronte al nostro popolo; dal nostro approccio alle sfide che affronta la sua lotta per il conseguimento dei suoi inalienabili diritti nazionali; sfide che si riflettono nell’escalation dei ritmi di aggressione del nemico sionista contro il nostro popolo ed il suo movimento patriottico, mediante la continuazione dell’occupazione, la colonizzazione, il muro dell’apartheid e gli assassini polítici; politica che ha come obiettivo, ogni patriota che rifiuta l'aggressione e insiste nel diritto del nostro popolo alla resistenza; e che rende più intensa l'aggressione di ISRAELE e degli USA, al fine di imporre il FATTO COMPIUTO sul nostro popolo per obbligarlo ad arrendersi davanti ai loro piani liquidazionisti;

Il FPLP:

Ritiene che fosse più opportuno che il presidente YASSER ARAFAT ed il COMITATO ESECUTIVO (dell'OLP) identificassero le cause che hanno portato all'esplosione della crisi nelle istituzioni della AUTORITA' PRESIDENZIALE e del CONSIGLIO DEI MINISTRI, che, a nostro giudizio, sorpassa le loro facoltà prerogative, poiché è una espressione di una crisi di essenza politica, dovuta all'incremento delle ingerenze esterne israeliane e americane nelle questioni interne palestinesi e che hanno portato, come conseguenza, all'accettazione della ROAD MAP da parte della AUTORITA' PALESTINESE.

Se chi paga il prezzo delle crisi interne alla AUTORITA' PALESTINESE, è il POPOLO PALESTINESE, allora, il compito di identificare questo problema e di definire le sue cause essenziali, non può essere patrimonio esclusivo di una persona o di una fazione o un'organizzazione, bensì è una responsabilità collettiva della totalità delle formazioni politiche e delle direzioni collegiali palestinesi. Pertanto, era dovere del presidente ARAFAT e dei membri del COMITATO ESECUTIVO, che hanno partecipato alla definizione di questa decisione, di convocare un dialogo nazionale, serio e integrale, che mettesse il dito nella piaga identificando gli aspetti deficienti della politica ufficiale e tracciando le prospettive per uscire dalle sue crisi successive, quindi la crisi insolubile che attanaglia il panorama del direttivo palestinese, non si risolve designando un premier o un nuovo gabinetto, ma tracciando un quadro ed una visione politica realista che deve servire come base alla costruzione di queste istituzioni.

Essendo coscienti della realtà della discrepanza politica e metodologica tra la AUTORITA' PALESTINESE ed i suoi alleati nel Movimento Nazionale, da un lato, e la Opposizione Patriottico-Democratico-Islamica, dall'altro, ribadiamo la nostra posizione che ritiene, che il perseverare di questa discrepanza impone a quelli che prendono le decisioni nella AUTORITA' PALESTINESE e nella ORGANIZZAZIONE dell'OLP, di preparare le condizioni per celebrare delle elezioni democratiche generali di tutte le istituzioni politiche e professionali della società palestinese, ed in primo luogo dell'OLP; e di pretendere che la comunità internazionale, secondo le sue leggi, assicuri al nostro popolo tutte le circostanze per esercitare questo diritto e questo compromesso interno, come una parte del suo diritto all'autodeterminazione.

Inoltre, vediamo nella DIREZIONE NAZIONALE UNIFICATA, che deve formarsi ed aprire le sue porte alla partecipazione di tutto lo spettro politico, un adeguato strumento di direzione provvisoria ed un riferimento politico per preparare la situazione interna ad un processo di costruzione democratica, di cui il nostro popolo ha bisogno.                      

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
Ufficio Stampa, 08-09-2003