SOLIDARIETA' AL POPOLO BASCO

La campagna repressiva in atto da anni per mettere fuorilegge l'intera sinistra basca, ha avuto in questi giorni un'altra impennata. E' necessaria la mobilitazione e la solidarietà da
parte di tutti.
Dal quotidiano Gara del 29 aprile:

Euskal Herria: Operazione giudiziario-poliziesca contro Batasusa.
Garzon mette in relazione gli arrestati con il finanziamento di ETA.
L’operazione sarebbe un altro ramo dell’inchiesta 18/98 (1), secondo il Ministro degli Interni.

Il giudice Baltazar Garzon accusa gli arrestati in questa operazione, inquadrata di nuovo nell’inchiesta 18/98, di “far parte della trama economica di ETA”. Questo ha dichiarato, in
tarda nottata, il Ministro degli Interni spagnolo, che ha assicurato che la poilizia stava da tre anni dietro questa pista.

MADRID Il Ministero degli Interni spagnolo si è incaricato stanotte di rendere pubbliche, attraverso una nota, le accuse che rivolge il giudice della Audiencia Nacional (2) Baltasar
Garzon contro le persone arrestate ieri. Da quanto ha dichiarato, il magistrato imputa loro rapporti con “la struttura economica di ETA”.
Nel suo riferimento all’operazione, il Ministero ha ribadito che gli arresti sarebberi frutto di una investigazione che è iniziata tre anni fa. A quanto afferma, dal 1998 la Polizia spagnola
stava analizzando i sistemi di finanziamento di quello che Baltasar Garzon denomina nei suoi atti giudiziari come “complesso terrorista ETA – KAS – EKIN”.
La polizia imputa agli arrestati di aver messo in marcia un piano di finanziamento disegnato per la direzione di EWTA nel 1992, e che consisterebbe, sempre secondo le sue tesi
avvallate dal giudice Garzon, nel creare società mercantili con una attività regolare attraverso le quali, indica la Polizia, otterrebbero risorse “per mantenere la militanza
dell’organizzazione terrorista e della denominata “sinistra abertzale”.
Nella sua giustificazione degli arresti, il Ministero che dirige Mariano Rajoy attribuisce ad ETA l’aver messo in moto questo sistema per evitare di implicare le organizzazioni della
sinistra abertzale, “evitando alle stesse possibili cause di messa fuorilegge”.
La Polizia è andata più in là e disse che l’insieme delle imprese che mette in relazione con l’organozzazione armata avrebbe un utile annuale superiore ai dodici milioni di euro.
Questo è il nono capitolo dell’inchiesta 18/98, che fu iniziata da Baltasar Garzon anche attraverso una operazione contro imprese che metteva in relazione con ETA.
In seguito arrivarono le operazioni contro “Egin” ed Egin Irratia, Xaki, Ekin, Fundacion Joxemi Zumalabe, Haika, movimento per l’amnistia e Segi. I membri di questa organizzazione
furono gli ultimi arrestati da Garzon finora in relazione con questa inchiesta, lo scorso mese di marzo. Più di cento cittadini baschi sono stati arrestati fino a ieri dal titolare del Tribunale
Centrale di Istruzione numero 5.
Secondo alcune fonti, Baltasar Garzon aveva previsto di recarsi di notte in Euskal Herria per dirigere l’operazione poliziesca. Nel giorno di oggi è stata annunciata altresì
un’apparizione deò ministro degli Interni Mariano Rajoy, per offrire maggiori dettagli sull’operazione e le ipotesi poliziesche.
NOTE
(1) Il “Sumario 18/98” è una inchiesta molto ampia, in realtà una campagna politico giudiziaria che perdura appunto dal 1998, che ha visto mettere fuorilegge organizzazioni
legali e popolari della sinistra basca, come gli organismo di relazioni internazionali Xaki, Ekin, quotidiani e media come Egin, Egin Irratia, Ardi Beltza, ecc… con l’arresto di decine di
persone che in questi organismi lavoravano.
(2) Tribunale speciale che ha preso il posto del tribunale per reati politici esistente ai tempi del franchismo.
Gernika tornerà.
Sono tempi di perdita della memoria, di dimenticanza. Il pianeta si ritorce fra atti di una guerra virtuale che hanno reso reale. Migliaia di morti nella guerra fra Modello Unico, “la
democrazia del Nord”, contro tutti i suoi critici, avversari e vittime. Una scenografia magniloquente per giustificare la distruzione di vite e posti di lavoro però soprattutto per farla finita
con la verità e prima di tutto la memoria futura. Questa è la chiave: l’oblio come seme di impunità per l’ingiustizia senza fine. Ci furono tempi simili, bandiere uguali. Le cravatte di
Loewe sostituiscono i berretti di piatto e le medaglie (anche se la camicia azzurra continua ad essere di moda), ma la scena è la stessa. I democratici di oggi erano i fascisti ed il
terrorismo lo chiamavano rosso – separatismo. Al grido di “morte all’intelligenza, viva la morte” si bombardava Gernika, si spianava tutto e tutti. Si mentiva, si uccideva la verità e si
diluiva la memoria col terrore. Oggi Gernika è Jenin, Grozny, ieri era Sabra, Chatila, Argentina, Cambogia, Cile. Morte e distruzione vestita di bugia e negazione. Voltar pagina e
dimenticare assicura l’impunità futura di quelli che bombardano Gernika quotidianamente e, per disgrazia, Gernika si commemora dal rituale del perdono gratuito, della grande bugia
della riconciliazione. “Goian bego” e ad altra cosa farfalla. E Gernika è sempre lì, distrutta nella memoria della giustizia, mai ricostruita nella verità. Nascosta al futuro, cosa che la fa
essere un crimine impunito perpetuo! Ignorata nel vero perché, chi e per cosa! Quelli che l’hanno spianata, lo decisero, mentirono e tentarono col terrore di nascondere i loro atti
mettendo sotto silenzio la memoria delle loro vittime, sono ancora lì! Orgogliosi, arroganti e impuniti. Negano l’esistenza di Euskal Herria, come godono mentre bombardano Jenin o
Grozny o si riuniscono con Sharon o Putin, lo stesso che fecero con Hitler. Sono loro, quelli che mai hanno condannato il sollevamento fascista, quelli che se fosse necessario
bombarderebbero Gernika un’altra volta e lo fanno quotidianamente con altri mezzi. Perché le ragioni che li portarono a bombardarla sono ancora lì, vigenti e poderose. E così, se
fosse loro necessario, tornerebbe un'altra Legione Condor a bombardarla un’altra volta, perché solo la fossa comune o la dimenticanza garantiscono la vittoria finale dell’imperialismo,
sia esso sionista, yankee o spagnolo. Ed oggi, nonostante molti, al margine di false e sottomesse riconciliazioni, paci e bugie, il popolo basco,quello ceceno o quello palestinese
sopravvivono e vincono quotidianamente grazie alla memoria, al ricordo, alla trasmissione inter generazionale del racconto dell’ingiustizia e dell’orrore.

Da un membro della Direzione Nazionale di Batasuna ai militanti abertzales della base.

Desde un miembro de la Mesa Nacional a militantes abertzales de base
GARA


-(Rapt)-