Dal no-ocse di Bologna
INTERVISTA a Isaac Velazco,
rappresentante del Mrta
(Movimento rivoluzionarioTupac Amaru) del Perù
Nei 2 incontri con la rete No-Ocse e nell'intervista che ha concesso al mensile
"Carta", Velazco (che non vuole parlare di sé, nonostante le insistenze di
alcuni giornalisti che vorrebbero persino sapere persino come è diventato
cieco) torna su alcuni punti centrali.
<Contro il liberismo ci sono molte manifestazioni ma manca ancora un'idea
comune d'azione?> chiedono. <Il modello neo-liberale non offre soluzioni al suo
interno> risponde. <C'è da 30 ani una resistenza che si esprime in movimenti
anche forti (contro il nucleare, contro la Nato) ma la questione centrale
rimane abbattere questo sistema. Come? Anzitutto assumendo coscienza e
organizzandosi>. Una ragazza chiede delle ong, dei suoi pregi ma anche limiti.
<Una vera opposizione non può generarsi all'interno del sistema, Ci sono molte
teorie, quella della società civile per esempio, ma possono solo arginare e non
invertire lo sviluppo ineguale> è la risposta di Velazco: <Quanto alle
organizzazioni politiche che si sono opposte oggi convivono all'interno del
sistema e molte forme di resistenza sono disperse. La soluzione è riprendere
una lotta senza compromessi.
Il Perù è un buon esempio di questo, insiste Velazco. <Gli oppositori di
Fujimori oggi sono comunque di destra, anche Toledo. Per questo Mtra chiama
all'insurrezione contro il sistema: e il diritto a insorgere contro
l'ingiustizia è persino previsto nella Costituzione del Perù. Il modello
neo-liberista ha una contraddizione interna insanabile, lo sfruttamento, e un
anello debole cioè i Paesi del terzomondo. La presa di coscienza,
l'organizzazione e l'internazionalizzazione dei movimenti, ormai presenti in
molti Paesi, è la via giusta>.
La grande lotta degli indigeni in Ecuador è una strada che può essere percorsa
in altri Paesi? <Tutte le forme di lotta sono valide. Ma bisogna chiedersi
cos'è più efficace> risponde: <In Ecuador la mobilitazione indigena è riuscita
a cambiare il governo ma i militari hanno restaurato una politica neo-liberale.
In Perù la mobilitazione è forte ma Fujimori è sostenuto dai militari, quindi è
difficile abbatterlo. Può essere però l'inizio di un movimento che sfoci in
un'insurrezione. Noi non escludiamo alcuna forma di lotta purché si abbia
questo obiettivo comune, abbattere il sistema neo-liberista>.
Oltre a lottare qui, cosa possiamo fare di concreto per aiutarvi? Chiedono in
molti/e a Velazco. <Solidarietà in questo momento vuol dire aiutarci a
informare il popolo peruviano perché Mrta non ha la capacità di contrastare la
propaganda del governo che ci chiama terroristi. Non abbiamo un giornale e
comunque chiunque venga trovato in possesso d'un nostro volantino viene
accusato di terrorismo. Dunque la solidarietà internazionale ci può
concretamente aiutare nel creare una radio clandestina, abbastanza potente da
arrivare a tutti, con personale tecnico e giornalistico ben preparato ma anche
mobile e leggera perché possa sfuggire alla repressione>.
Come cresce il movimento in Perù? Insistono a chiedergli. <Oggi studenti,
lavoratori, abitanti delle città sono organizzati. Ma bisogna costruire forme
di auto-difesa perché i militari altrimenti spazzano via tutto. La
disobbedienza civile organizzata è il primo passo per non riconoscere
l'autorità del governo>.