DIRITTO ALLA VITA PER PEDRO ROSAS ARAVENA

[Cile, Campagna COINARIR: 00001]

Di fronte alla negazione che il governo cileno e le sue autorità carcerarie
fanno del Diritto alla Vita ed alla Salute, nel caso di Pedro Rosas
Aravena, invitiamo tutte le organizzazioni per i Diritti Umani, le
organizzazioni politiche, sindacali e religiose, le associazioni di
solidarietà, ogni cittadino e cittadina onesti della Terra, ad unirsi a
questa campagna, promossa dalla Organizzazione di Difesa Popolare del Cile.

----- La Richiesta della ODEP (Cile) ------

  CI rivolgiamo alla Segreteria di Amnesty International per farvi
conoscere la gravissima situazione che vive il prigioniero politico cileno,
Pedro Rosas Aravena, recluso nel Carcere di Massima Sicurezza. Il 28 giugno
a Rosas Aravena è stata diagnosticata una neoplasia testicolare e lo stesso
è stato poi operato il 27 luglio, per un tumore al testicolo sinistro. Il
medico curante ha quindi richiesto la realizzazione di esami che
determinerebbero la necessità o meno di una seconda operazione, per poi
iniziare il trattamento medico.

  A causa della criminale lentezza delle autorità della Gendarmeria si è
proceduto, in data 21 agosto, a presentare, attraverso l'avvocatessa Myriam
Reyes, dell'organizzazione per i diritti umani CODEPU, una richiesta di
"habeas corpus" presso la Corte d'Appello. 

Con sentenza emessa il 23 agosto, la Corte ha stabilito che "la Gendarmeria
del Cile, attraverso il suo Direttore Nazionale, deve prestare attenzione
alle prescrizioni mediche che si adottino in relazione al detenuto Pedro
Rosas Aravana e che la stessa disponga, con la maggior urgenza possibile,
di tutti i mezzi che siano necessari per compierle nel modo e con le
attenzioni che siano proposte, dovendo a suo tempo renderne conto
direttamente alla Corte".

Vediamo con costernazione che fino ad oggi la Gendarmeria non onora la
sentenza della Corte né compie l'impegno assunto dai propri avvocati,
quando facevano richiesta di una proroga di 48 ore per realizzare gli esami
- a partire dal 21 del presente mese -. Mercoledì 23 si è proceduto a
realizzare una radiografia del torace e si sono prelevati dei campioni di
sangue per l'esame di verifica tumorale. Però fino ad oggi non si è
realizzato lo scanning addomino-pelvico che determinerà se sarà necessaria
una operazione complementare di estrazione dei vasi linfatici. Secondo
l'aiutante del Direttore Nazionale della Gendarmeria, tale scanning non è
stato realizzato perchè la Gendarmeria non avrebbe risorse e sarebbe in
attesa di un contributo da parte dell'Associazione Nazionale dei Detenuti
(Patronato Nacional de Reos).

Riassumendo, dal mese di maggio si dilata innecessariamente ed
irresponsabilmente l'attenzione alla salute del Prigioniero Politico Pedro
Rosas Aravena, cosa che pone in serio pericolo tanto la sua salute come la
sua stessa vita. Vi sottolineiamo come Pedro Rosas è stato uno dei
prigionieri politici torturati durante il trasferimento al carcere di
Colina, il 6 febbraio dell'anno scorso, caso per cui Amnesty International
emise un rapporto di Azione Urgente.

Avendo ricorso senza esito a tutte le istanze cilene, sollecitiamo il
vostro intervento presso le autorità cilene perché si realizzino nel più
breve tempo possibile e con la dovuta urgenza, gli esami di cui c'è
necessità nella delicata situazione di salute, in cui si trova Pedro Rosas
Aravena.

  Fraternamente,

  Organizzazione di Difesa Popolare
  ODEP, CILE
  E-mail:odep@terra.cl
  Telefono: 0056-2-671-8192

----- Modello di Lettera per Amnesty International ------
    (la versione in spagnolo è a vostra disposizione,
              richiedendola via posta elettronica )

Alla Segreteria di Amnesty International
1 Easton Street - London WC1X ODW
United Kingdom
E-mail: amnestyis@amnesty.org
Fax (Intl): 0044-20-7956-1157

Al Presidente di Amnesty in Italia,
Daniele Scaglione,
d.scaglione@amnesty.it

Illustri Signori,

La presente ha come motivo quello di sottoscrivere ed appoggiare nella sua
integrità la seguente richiesta, presentata a Voi, in favore del
Prigioniero Politico cileno, Pedro Rosas Aravena, dalla Organizzazione di
Difesa Popolare (Cile). 

Può essere superfluo ricordarVi che la Dichiarazione dei Diritti Umani
afferma, all'articolo 3, che "Ogni individuo ha il diritto alla vita, alla
libertà ed alla sicurezza della propria persona". Come Voi stessi potrete
verificare in Cile, oggi, questo diritto si nega al detenuto politico Pedro
Rosas Aravena.

Vorremmo che questa petizione e sollecito non solo finissero in questo,
cioè in una lista di adesioni per una causa giusta ma che veramente,
utilizzaste la proprietà e l'investitura di cui gode la vostra
organizzazione nella difesa dei Diritti Umani, in particolare contro i
crimini che oggi si commettono nel Mondo e le torture che ancora avvengono
in quei paesi dove, dopo varii anni di dittatura, esistono oggi questi
governi, appendici di democrazia, che torturano e incarcerano i giovani,
perché questi vogliono un paese che non hanno conosciuto.

La vita di Pedro Aravena oggi è in pericolo per la criminalità del governo
cileno e, in particolare, dei suoi organi repressivi come sono la polizia
civile, quella militare e la gendarmeria. Già è passato più di un mese da
quando è stato operato di cancro al testicolo, senza che sia iniziata una
qualche forma di trattamento medico.  Attendiamo davvero un vostro
provvidenziale intervento.

In attesa di una vostra cortese risposta,

  Attentamente,
               _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _  (firma)


Nota: - E' necessario includere alla stessa lettera la richiesta della ODEP -

----- Modello di Lettera per il Presidente della Repubblica del Cile ------
(la versione in spagnolo è a vostra disposizione, richiedendola via posta
elettronica )

Signor
Ricardo Lagos Escobar
Presidente della Repubblica
( ricardolagos@lagos.cl  ricardolagos@presidencia.cl )

Con copia a:
- José Antonio Gómez Urrutia, Ministro della Giustizia, minju@terra.cl
- Organizzazione di Difesa Popolare, odep@terra.cl
- Comitato Internazionalista Arco Iris, ddhh@comite-arcoiris.com
- Ambasciatore Alvaro Briones R., ambacile@target.it
- Consolato del Cile, consolcile@target.it

Signor
Ricardo Lagos Escobar
Presidente della Repubblica,

Con la presente, vogliamo manifestarle la nostra preoccupazione per la
salute di Pedro Rosas Aravena, detenuto dal 1994 presso l'Unità Speciale di
Massima Sicurezza, annessa al Centro di Detenzione Preventiva di Santiago
(ex- penitenziario).

Lo scorso 27 luglio, Pedro Rosas ha subito un intervento chirurgico presso
l'Ospedale del Penitenziario per la presenza di un tumore nel suo testicolo
sinistro. Detto tumore che gli provocava forti dolori da varii mesi, veniva
trattato dal medico della Gendarmeria, il dr. Chiquito, solamente con
antibiotici. Infine, l giorno 21 maggio i dolori si facevano insopportabili
e subito dopo, il giorno successivo, il dr Chiquito si decideva ad
affrontare il problema del dolore testicolare.

Nonostante il 28 giugno venisse fatta una diagnosi di neoplasia testicolare
ovvero, da ogni punto di vista, uno dei sintomi del cancro -, solamente il
27 luglio Pedro Rosas veniva operato grazie alla mediazione di Monsignor
Alfonso Baeza.

La biopsia relativa ha poi confermato l'esistenza di cellule cancerogene.
Per questa ragione la sua avvocatessa, Miriam Reyes, ha presentato una
richiesta di "habeas corpus" per negligenza medica e per richiedere una
assistenza medica opportuna ed umanitaria.

Diciamo umanitaria, dal momento che il giorno successivo all'operazione,
Pedro Rosas è stato trasferito al Carcere di Massima Sicurezza in un
furgone cellulare e non su di una ambulanza -, in piedi e non su una sedia
a rotelle - e senza che gli venisse amministrato un calmante per il dolore
di cui soffriva.

Sfortunatamente queste situazioni di disprezzo per l'integrità fisica e
pscihica dei detenuti si ripetono, a nostro giudizio, con troppa frequenza,
come si è ripetutamente denunciato presso il ministro di Giustizia, la
gendarmeria ed i tribunali (leggasi i casi di Dante Ramírez, Marcela
Rodríguez, Sergio González, María Cristina San Juan, tra gli altri).

Nelle recenti visite in carcere, si è provato poi che lo stato di salute di
Pedro Rosas Aravena è preoccupante. L'attenzione al paziente è stata
deficiente, cosa che incide direttamente sulla sua situazione fisica e
psicologica, per la naturale ansietà che provoca una malattia grave come
quella del cancro, per la mancanza di un rapporto affidabile di un medico
di fiducia e per il ritardo nell'effettuare gli esami e quindi le
successive terapie.

Attualmente, è necessario realizzare gli esami e il trattamento
preparatorio per una nuova operazione ed una terapia di medio periodo. Per
tale ragione ci rivolgiamo a lei, per sollecitarle:

- che ordini che vengano accellerate le operazioni amministrative che
permettano l'ingresso di un medico esterno al recinto penitenziario (a tale
riguardo si stà trattando con il Collegio Medico), per determinare il vero
stato di salute del signor Rosas, e che elabori inoltre, un rapporto sulle
procedure mediche a breve, medio e lungo periodo, procedure che includano
la possibilità di un ricovero ospedaliero in un luogo specializzato;

- che supervisioni che si realizzino rapidamente gli esami medici di
rigore, dal momento che, secondo quanto affermato dalla gendarmeria,
attualmente il signor Rosas è 500esimo nella lista di attesa per la
realizzazione degli esami.

Nel ringraziarla per una risposta in relazione alla nostra richiesta, le
sottolineiamo come Lei, in qualità di Presidente della Repubblica del Cile,
ha una responsabilità morale per la vita ed il benessere dei suoi cittadini
e, per tanto, siamo convinti che non permetterà che il cittadino cileno,
Pedro Rosas Aravena, non sia adeguatamente ed urgentemente atteso come
necessita.

Rispettosamente,
                                 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _  (firma)

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Il Comitato Internazionalista Arco Iris, organizzazione aderente al Campo
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obiettivi, quello della promozione e la difesa dei Diritti Umani. Compito
del COINARIR è quello di promuovere quelle iniziative che puntino a
rivalorizzare l'importanza di una cultura dei Diritti Umani, intesi nel
loro senso più ampio, che includa i diritti civili, politici e sociali
dell'essere umano. Di fronte all'impunità generalizzata, il Comitato si
propone di lavorare per la verità con giustizia e castigo per i
responsabili delle violazioni dei diritti umani.

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