IL POPOLO INDIGENO U’WA

CONTRO L’ASTUZIA DEL GOVERNO COLOMBIANO

E GLI INTERESSI DELLA MULTINAZIONALE USA

AIUTIAMOLO

A RIAPPROPRIARSI DEL TERRITORIO

E A DIFFENDERE LA MADRE TERRA

Il popolo indigeno U’WA sta lottando contro due grandi giganti: la multinazionale petrolifera statunitense Occidental Petroleum Oxy ed il Governo Colombiano.

Questo popolo millenario di circa 7.000 anime ha scelto la strada della lotta pacifica ad oltranza per combattere:

contro i forti interessi economici della multinazionale che attraverso le attività di estrazione del petrolio, "el sangrie de la tierra", porterà, così come loro dicono, "alla morte della terra per dissanguamento".

Per il momento si sono già potuti osservare i seguenti effetti:

·         sull’ambiente: inquinamento dei corsi d'acqua nei quali viene versato il materiale utilizzato dalla Oxy; riduzione del pesce con gravi conseguenze alimentari ed economiche; grave danno alla vegetazione del luogo dove attualmente sorge il sito; spianamento della collina dove sorge il sito; grave inquinamento ambientale; totale mancanza di garanzie sull'eventuale recupero dei danni causati dalle attività della multinazionale a tutto l'ecosistema; deforestazione, inquinamento acustico.

·         Sulla salute: riduzione dello spazio vitale che porta alla riduzione delle risorse alimentari e quindi ad una cattiva alimentazione e denutrizione con conseguente calo delle difese immunitarie; forti emicranie e stress per gli indigeni delle comunità adiacenti al sito con consequenziale abbassamento delle difese immunitarie. Al momento non è ancora possibile rilevare scientificamente l'impatto causato dall'inquinamento prodotto dalle attività della multinazionale sulla salute degli indigeni ma il Responsabile della Casa della Salute di Cubarà ha intrapreso uno studio i cui dati probabilmente saranno già disponibili in gennaio.

·         Sulla cultura: impossibilità di vivere pienamente secondo i costumi e gli stili di vita tradizionali.

·         Sulla società: aumento della violenza. Gli indigeni, i campesinos e gli abitanti della zona di Cubarà temono l'imminente arrivo dei paramilitari nei periodi di assenza degli osservatori internazionali.

·         Sull’economia: aumento del costo della vita con consequenziale diminuzione del potere di acquisto da parte della popolazione locale; diminuzione della produzione agricola della regione a causa del fatto che i contadini hanno lasciato i campi per lavorare per la Oxy (quest’ultima, nella fase di installazione, ha utilizzato circa 250 lavoratori non qualificati ai quali corrispondeva un salario tre volte superiore a quello che guadagnano con il loro lavoro nei campi).

contro la miopia e l’astuzia del Governo colombiano che non solo avalla e

sostiene la politica di sfruttamento della multinazionale, calpestando i

diritti garantiti agli indigeni dalla stessa Costituzione colombiana del

1991 e dalla Convenzione I.L.O. 169 ratificata dal Governo colombiano, ma

con una subdola manovra è riuscito a rendere, di fatto, non attuativo il

riconoscimento governativo del 1999 con il quale ampliava il Resguardo

Unificado portandolo al 14% delle terre ancestrali originarie.

Infatti, parte di tale zona era ed è ancora abitata dai campesinos che in ragione di tale legge sono obbligati a lasciare le terre fino ad allora coltivate dietro indennizzo governativo.

Le terre possedute dai coloni, già abbastanza piccole, non vengono riscattate per il loro valore pieno ma solo per il 40%, mentre il restante 60% viene corrisposto in 5 anni sotto forma di bonus agrari. In questo modo se i campesinos accettassero i soldi del Governo per l’espropriazione non avrebbero la somma sufficiente per ricomprare le terre altrove e sarebbero così condannati ad aumentare le fila dei disoccupati e degli accattoni nelle grandi città. Le famiglie dei campesinos che attualmente possiedono le terre nel Resguardo Unificado sono ben 700.

Questa è stata una strategia del Governo deliberatamente posta in essere per mettere contro campesinos ed indigeni ed indebolire così entrambi. Tuttavia, il Governo non è riuscito nel suo intento perché gli indigeni ed i campesinos hanno costituito un fronte comune. I campesinos che vivono nel territorio appoggiano la lotta indigena: alcuni di loro si sono rifiutati di vendere la propria terra alla Oxy, che offriva loro un prezzo tre volte superiore a quello effettivo, per venderla agli U’WA.

COSA POSSIAMO FARE PER AIUTARE GLI U’WA

·         Aderire al Coordinamento di appoggio e solidarietà alla causa del popolo indigeno U’WA

·         Partecipare alle commissioni internazionali di Osservatori dei Diritti Umani in territorio U’WA: la presenza degli osservatori rappresenta un deterrente sia dell’invio dei paramilitari da parte del Governo che degli abusi di potere da parte dell’esercito e della polizia.

Stiamo organizzando la quinta commissione per il prossimo marzo. Come al solito l’unico costo da sostenere è quello aereo (pari più o meno a lire 1.800.000).

·         Organizzare iniziative a sostegno della causa U’WA per far conoscere la loro lotta in difesa della Madre Terra e per raccogliere fondi necessari a riacquistare le terre del loro Resguardo attualmente abitate dai campesinos.

·         Affittare o chiedere ad associazioni, comuni ed altri enti ed istituzioni pubbliche e private di affittare la mostra fotografica sugli U’WA: il costo è di lire 500.000 più spese di spedizione

·         Raccogliere le firme per la petizione da inviare al Presidente Pastrana

·         Dare la disponibilità per organizzare conferenze in cui invitare gli indigeni U’WA a testimoniare la loro lotta per la difesa della Madre Terra e della vita.

Per maggiori informazioni o per collaborare ad una delle iniziative su citate scrivete a:

Margherita Ciervo e-mail: margrita@libero.it

Allo stesso indirizzo potete richiedere la Relazione politica ed il diario-dossier della Terza Commissione che sarà disponibile a breve.

Se possibile, fate girare questo testo fra i vostri contatti. Grazie.