OSSIMORANDO OSSIMORANDO.....
CAMMINANDO PERGUTANDO........
"Nella figura retorica chiamata ossimoro, si applica a
una parola un
aggettivo che sembra contraddirla; così gli gnostici parlavano di una luce
oscura; gli alchimisti di un sole nero." Jorge Luis Borges
Confessiamolo: nella trappola dell'ossimoro ci eravamo cascati
tutti, anche perché all'apparenza non era una trappola; in effetti l'ossimoro esiste e
come, e ce lo troviamo sempre non solo davanti, ma anche sulle teste che ti
sputa bombe all'uranio: ovvero Ossimoro "Guerra Umanitaria", parente stretto di
Ossimoro "Polizia Internazionale".
Ma di ossimori ce ne sono un fottio: "lavoro flessibile", per esempio,
"sanità aziendale","scuola privatizzata", "stato
devolutionato", "centro accogliente" e così via.
E così tutti ci siamo lasciati abbagliare dalla scoperta
dell'ossimoro, noi per primi., senza accorgerci che scoprivamo l'acqua calda, e che la
trovata dell'ossimoro è vecchia quanto la Storia, dato che il Potere per far passare i
suoi programmi te li presenta sempre con un ossimoro ingannevole.
Insomma, siamo stati improvvidi e superficiali.
Lo stramaledetto ossimoro è talmente invadente che, quando ti entra in testa, poi ti
succede come a Marcos,
che è diventato l'ossimoro di sé stesso. Il quale ossimorando ossimorando è partito col
fucile e poi ha
scoperto che pesava troppo, non solo, ma camminando e pergutando è giunto alla
considerazione che la lotta armata è una parafernalia, cioè un bene extra dote, una
proprietà altrui, che non ha nulla a che vedere con il
programma dell'incappucciato Marcos, insomma la lotta armata è proprietà di Zapata e non
dei zapatisti che se la ripigliasse lui, visto che con lo zaino leggero si cammina più
speditamente e di sicuro il pergutare è più
facilitato, tanto uno basta che perguti mica si deve prendere il disturbo di dare pure
delle risposte!
Lo snellimento delle armi dallo zaino ha facilitato il camminando, infatti Marcos
camminando camminando ha attraversato mezzo Messico per ricongiungersi con Fox;
insomma una Lunga Marcia di maoista memoria all'incontrario. Per i troppo giovani che non
hanno mai sentito parlare di Mao e della Lunga Marcia, ricordo che l'episodio della Lunga
Marcia maoista
è stata la più grande epopea del secolo or ora trascorso: un intero popolo iniziò
una marcia lunga, dura e faticosa attraverso la Cina portandosi dietro letteralmente armi
e bagagli, facendo una ritirata tattica, liberando
territori dove arrivava e dando al termine del cammino lo scacco finale al nemico, là
dove il campo di battaglia per lo scontro frontale e decisivo era più favorevole.
Chi disse che quando la storia si ripete una seconda volta diventa farsa?
Ora 17 anni di lotta zapatista sono serviti per giungere al grande incontro con Fox: non
c'è che dire un bel risultato. Col quale Fox bisogna fare politica "con le buone
maniere". Abbiamo scoperto che l' intenzione di
Marcos non era di combattere contro il NAFTA e l'Impero Americano, anzi ha detto
chiaramente che queste cose proprio non lo riguardano, a lui interessa solo
avere una legge decente per gli indios, i quali si dovranno
accontentare di fare la fine di tutte le minoranze indigene del Continente Americano,
rassegnarsi ad essere fenomeni folkloristici per incrementare il turismo magari, certo
qualche contentino sulla carta glielo daranno, ma
dalla carta alla concretezza dei diritti c'è di mezzo l'Oceano degli interessi
dell'Amerika per unificare i due continenti e il futuro canale che dovrà sostituire
quello di Panama.
Il punto saliente dell'intervista di Marcos a Garcia Marques sono le sue considerazioni
sul Potere. Ora camminando camminando e pergutando pergutando già a qualcun altro nella
Grecia Classica era capitato di cadere malamente, e al malcapitato una donna del popolo
gli disse: "eh cazzo! guarda dove metti i piedi!".
E pure Marcos fa un capitombolo mica da poco. Innanzitutto confonde maldestramente e
genericamente "il militare" con il guerrigliero o con il combattente di un
esercito di liberazione nazionale: ora se lui ha
fatto per 17 anni "il militare" e non il guerrigliero poteva avvisare tutti,
anche via Internet, ma poteva avvisare soprattutto gli Indios a cui ancora una volta sono
stati dati specchietti per allodole.
Certo la visione che ha Marcos della Politica e del Potere è significativa: per lui in
sostanza tutta la Storia si riduce ad un cambio della guardia di élite sopraffattrici di
masse. Una semplice lotta di "egemonie" dove quella che "va
vincendo è buona, l'altra cattiva".
"Per il resto della società non cambiano le cose fondamentali": Ma
allora per quale motivo ha armato tutto questo casino per 17 anni visto che ha una visione
così pessimista della Storia e così negativa sulla possibilità di riscatto reale
dei diseredati?
"Non è possibile ricostruire il mondo, né la società, né ricostruire gli
Stati nazionali, partendo da una disputa che consiste in chi va ad imporre la sua egemonia
sulla società. Il mondo e la società messicana nel concreto,
è composta da diversi. Tra questi diversi bisogna costruire una relazione sulla base
della tolleranza e del rispetto."
E' evidente che in tutto questo discorso non c'è un minimo di analisi di classe, e
nessuno accenno al potere dell'Imperialismo, secondo Marcos tutta la Storia si riduce ad
uno scontro manicheo e PARITARIO tra forze egemoniche che si spintonano per la conquista
del bastone di comando; ma c'è anche un profondo disprezzo, ammantato di uno
scetticismo buonista, per tutti coloro che hanno lottato e dato la vita per un
rivolgimento dei rapporti di forza, per tutti coloro che si sono battuti, armi in pugno,
contro l'oppressione: insomma da Spartaco a Lenin a Zapata al Che ai martiri antifascisti
nessuno ha capito niente e tutti hanno lottato per nulla.
Quindi pergutando pergutando, visto che niente si può travolgere è logico che si finisca
con un bellissimo abbraccio ecumenico benedetto da Fox per di più, e camminando
camminando e altrettanto logico che si portassero gli indios nella trappola preparata da
Fox, visto che le Fox notoriamente sono furbe e se non le metti in trappola rischi che
nella trappola ci finisci tu, in questo caso gli Indios Messicani.
A questo punto, alcune semplici considerazioni, come diceva una vecchia canzone: Ma questo
Marcos, così affascinante col suo cavallo e il suo passamontagna e la sua pipa e il suo
cappello chi è veramente?
Non è che siamo caduti tutti in un madornale inganno mediatico? Non è che ce l'hanno
costruito su misura magari su ordinazione della CIA?
Sta di fatto che gli Indios sono rimasti con un pugno di mosche in mano invece del
sacrosanto fucile, che il programma NAFTA non è certo stato messo in crisi da Marcos, che
sempre gli Indios non sono diventati un elemento di destabilizzazione e di trasformazione
della società messicana, ma rinchiusi nella loro riserva protetta e che tutti noi abbiamo
preso quella a che a Roma si chiama "SOLA"
Noi siamo stati improvvidi e superficiali, gli Indios, spero, gli presentino il conto di
questi 17 anni al subcomandante.
In merito a tutta la vicenda Marcos credo che tutti noi, e soprattutto chi maldestramente
dice che si può fare la rivoluzione con Internet, dobbiamo considerare il pericolo del
virtuale e come nell'era della rivoluzione
tecnologica sia facile confondere il reale col virtuale, la pervasività dei media è uno
strumento fondamentale a disposizione del potere: dopo il Cormorano fasullo, il processo
finto a Ceaucescu, le panzane su fosse
comune inesistenti, e tutta la brodaglia di "menzogne veritiere" (e qui
l'ossimoro ci vuole!) che ci ammanniscono quotidianamente a getto continuo, sono giunti
anche a fabbricare il rivoluzionario senza rivoluzione, il
"rivoluzionario neutrale" (e pure qui l'ossimoro ci sta bene!) che non vuole
sporcarsi le mani, che vuole restare al di là e oltre il Bene e il Male, dopo tanto
pergutando sul liberismo e sulla globalizzazione.
All'intervistatore che gli chiedeva perchè portasse due orologi, il
subcomandante ha risposto così:
"Uno dei due orologi è quello che avevo con me quando arrivai lì, l'altro ha
iniziato a contare il giorno del cessate-il-fuoco. Quando le due ore coincideranno vorrà
dire che il nostro esercito si è sciolto, che inizia
un'altra stagione, un altro orologio, un altro tempo".
Certo sul tempo e le sue valenze e il suo significato e il suo valore ne sono state
scritte e dette di cose, ma la coincidenza del tempo fra passato e ora x di Marcos le
batte tutte! Un altro tempo, quale? quello della resa;
e, a sentir lui, il tempo della resa era già nel tempo di "quando arrivai
là".
E oltretutto ha pure la faccia tosta di dirci che è un Don Chisciotte, scordandosi il
piccolo particolare che il "cavaliere dalla triste figura", andava a combattere
contro i mulini a vento da solo portandosi dietro solo
Sancho Panza e non tutto un popolo. Io credo che non si toglie il passamontagna per non
far vedere
che ha una gran faccia tosta, o magari, chissà, che si sono scordati di fargliela!
Vittoria