Indice degli Articoli Presenti:

- Il Popolo Kuna di Panama protesta per l’Invasione Imperialista dell’America Latina

- Gli Stati Uniti militarizzeranno l’America Latina per “appoggiare” la democrazia di Victor Hugo Michel

- Truppe degli S.U. in America Latina, “Nuovi Orizzonti” è iniziata con soldati “bagnati” , di Ricardo Miranda


Messaggio del Movimento della Gioventù Kuna di Panama

Ricevete il più caloroso saluto del Movimento Gioventù Kuna, organizzazione impegnata nella lotta dei popoli del mondo, che aspirano ad un nuovo futuro, in una terra liberata dal giogo imperialista.

Per la nostra organizzazione, non è una novità ascoltare dell’intromissione dell’imperialismo negli affari interni dei paesi del terzo mondo, com’è il caso del Plan Colombia ed ancora come stà succedendo in Guatemala ed in altri paesi. Ciò dimostra ancora una volta il loro progetto egemonico che ha portato tanta tristezza, genocidi, assassinii, dittature e l’annichilazione della società latinoamericana. 

Ci desta molta tristezza ricevere la notizia dell’accordo di cooperazione tra le forze armate degli Stati Uniti e le forze armate del Guatemala, accordo che viene discusso attualmente presso il senato guatemalteco, con la scusa che l’esercito nordamericano aiuterà il popolo guatemalteco nella costruzione di strade, sentieri strategici nel Petén. Ci domandiamo allora: Quale nuovo interesse ha l’imperialismo? Quale può essere la missione di 12.000 militari ? Bhè sicuramente si presentano molteplici risposte.

Il Movimento Gioventù Kuna, nel ventinoversimo anniversario della sua fondazione, mantiene salda la propria posizione storica ed instransigente di difendere la madre Terra.

Per la Unità della Gioventù Indigena !
Per la Unità dei Popoli Indigeni !
Per la Unità dei Popoli del Mondo !
No al Piano Genocida ed Imperialista !
MJK, Presente, adesso e sempre !
29 anni di fondazione del Movimento Gioventù Kuna, attivo e combattivo !

Tito Livio Martínez
Segretario Esecutivo del Movimento Gioventù Kuna


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Il petrolio, una delle priorità del Pentagono
Gli Stati Uniti militarizzeranno l’America Latina per
“proteggere” la democrazia


di Víctor Hugo Michel

Come nei migliori tempi del Destino Manifesto, del Big Stick o della Guerra Fredda, il Pentagono pretende condurre le proprie truppe in 21 paesi a sud del fiume Bravo per difendere l’economia, la sicurezza e perfino la cultura statunitense. Questa azione solo attende l’approvazione dei parlmaneti delle nazioni “ospiti”.

Il Pentagono ha ottenuto risorse dal Congresso statunitense per finanziare quasi 40 operazioni militari fino a settembre di quest’anno. Tra queste operazioni si contempla l’invio di truppe a 21 paesi di tutta l’America Latina e dei Caraibi, in appoggio agli eserciti nazionali della zona nelle loro missioni di lotta contro il narcotraffico, controllo del traffico d’armi ed assistenza umanitaria.

Documenti dell’Esercito Sud degli Stati Uniti (USARSO, per le sigle che la contraddistinguono in inglese) rivelano che il dispiegamento delle truppe nordamericane nella zona non si limiterà a “lavori sociali” nel nord del Guatemala, ma si estenderà attraverso varie nazioni in quello che è conosciuto come il Progetto "Nuove Frontiere" o "Nuovi Orizzonti".

Nei prossimi mesi, dopo che sarà approvata l’incursione statunitense da parte dei parlamenti locali, alcuni paesi come Argentina, Cile, Ecuador, Perú e Venezuela   così come di tutta l’America Centrale e dei Caraibi - saranno scenario di “operazioni tattiche, di addestramento e di appoggio sociale” delle forze armate degli S.U.

C’è una giustificazione per questo movimento militare  che ha portato negli ultimi quattro anni 100.000 soldati nordamericani in tutta la zona.

Informazione presente nel sito internet di USARSO spiega le ragioni per mantenere una attiva presenza in America Latina: tale strategia, si indica, “è vitale per l’economia, la sicurezza e la cultura statunitense”.

L’importanza economica e strategica del petrolio latinoamericano è menzionata come una delle priorità della milizia nordamericana. "Quasi una terza parte del greggio che arriva agli Stati Uniti", si basa, "proviene dalla regione". Il Venezuela, si aggiunge, "ci fornisce più petrolio che tutto il Medio Oriente globalmente".

Però non ci sono solo gli obblighi. Ci sono anche le “sfide”.

I documenti militari sono chiari: le sfide dell’America Latina sono le sfide del USARSO. "Gli ostacoli incontrati dai paesi nella nostra regione sono quelli che dobbiamo riconoscere ed affrontare se vogliamo raggiungere il successo” nelle diverse missioni.

Il rapporto fa un’analisi di zona per zona. Rispetto all’America Centrale, l’opinione castrense è che, sebbene i paesi abbiano raggiunto ciò che sembra essere una pace duratura, basata su principi democratici, l’area stà ancora affrontando "incredibili sfide” per sovrapporsi ad anni di guerre civili. Adesso, "sono I disastri naturali alcuni dei più grandi pericoli".

Rispetto al Sud America, l’USARSO ammette che le "guerriglie finanziate dal narcotraffico e l’attività paramilitare pongono a rischio tutta la struttura democratica e l’economia dell’area”.

Scuola delle Americhe

Si annota anche che altro “compito” delle truppe statunitensi è proteggere alcune delle democrazie più deboli della zona, dal momento che "il successo della democrazia in America Latina non è garantito. Alcuni governi sono fragili ed hanno bisogno di un nostro costante appoggio”.

Però non c’è solo ottimismo nei rapporti elettronici dell’USARSO rispetto ai "compiti umanitari" della propria milizia; si tocca anche un fragmento della storia più oscura della regione: si stabilisce che uno dei fattori di aiuto “più importante” che ha avuto l’Esercito degli Stati Uniti nei suoi tentativi di mantenere “buoni contatti” con gli eserciti di ogni paese, è stata la Scuola delle Americhe, conosciuta come “l’Accademia dei Dittatori e dei Repressori” tra gli attivisti per i diritti umani.

"Ha contribuito a costruire misure di fiducia tra i nostri eserciti", detaglia il testo.

Secondo i rapporti del Comando Sud dell’Esercito degli Stati Uniti (Southcom, in inglese), utilizzare l’America Latina come campo d’addestramento ha i suoi vantaggi: dato il clima "variamente ostile" che si sperimenta il alcuni paesi, le operazioni realizzate “offrono ai soldati esperienza e vantaggi tattici e strategici”.

Nel sito internet della SOUTHCOM si segnala che le forze statunitensi dispiegate sono pronte per rispondere a disastri naturali ed umani, così come ad operazioni di assistenza umanitaria … “ e “combattimento”.

"Inoltre", si aggiunge nel documento, "riceviamo un addestramento invalutabile per i nostri soldati, mentre mostriamo alla gente dell’area i benefici che provengono dall’avere un esercito professionale, disciplinato e subordinato ad un governo democraticamente eletto”.

Così, i militari avranno varie opportunità per aumentare la loro esperienza latinoamericana nei prossimi mesi. Per l’attuale anno fiscale, il Pentagono ha sollecitato  ed ha ricevuto  un finanziamento per 38 operazioni militari nella regione.

Nell’itinerario di SOUTHCOM per le missioni di "Nuovi Orizzonti", una delle prime operazioni da realizzarsi durante questo anno si chiamerà "Tradewinds" (Venti di Cambiamento) e si effettuerà nei Caraibi, in Centro America ed in parte nel Sud America.

Fino ad ora, varii soldati sono già stati inviati in America Latina per diverse missioni, come la “costruzione di infrastrutture”, in Honduras; e gli "esercizi ed addestramenti per cliniche", in Ecuador.

Successivamente i militari statunitensi porteranno i loro “nuovi orizzonti” in Guatemala  come ha riportato il giornale “Milenio” -, Bolivia, Paraguay e Perú.


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Gli obiettivi dell’operazione “Nuovi Orizzonti” saranno:

- Proteggere le zone di riserva petrolifera.
- Appoggiare i governi “fragili”.
- Riattivare la Scuola delle Americhe.
- Avere un terreno di addestramento per i propri soldati.
- Compiere "lavoro sociale ed aiutare di fronte a disastri naturali.
- Combattere le "guerriglie finanziate dal narcotraffico".
- Detenere la attività paramilitare.


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Millenio (Messico) http://www.milenio.com

Truppe degli S.U. in America Latina
Nuovi Orizzonti inizò con soldati “bagnati”


di Ricardo Miranda
Corrispondente dal Guatemala

Un errore del Congresso del Guatemala fa sì che la Forza della Missione Aurora (parte del Progetto Nuovi Orizzonti), un esercitazione militare che cerca di portare 100.000 soldati degli Stati Uniti in tutta l’America Latina, per vigilare gli interessi di Washington, si paralizzi.

I quasi 300 militari che sono entrati il 16 gennaio scorso in Guatemala, sono “illegali”.   Ma nessuno se ne era accorto.

Una breve nota stampa informava, il 17 gennaio, che l’esercitazione militare umanitaria “Nuovi Orizzonti” delle Riserve del Comando Sud dell’Esercito degli Stati Uniti d’America aveva avuto inzio nel Petén , umido e tropicale luogo, a 500 km a nord della capitale guatemalteca, oltre che zona ricca di petrolio.

Non è la prima volta che un contingente statunitense di militari arriva in Guatemala.

Già nel 1994, per tre anni consecutivi, l’Esercito della Unione Americana, sviluppò “Forti Sentieri”, una operazione che portò centinaia di soldati nelle zone nord-occidentali del paese. Così ancora, nel 2000 ci fu l’esercitazione “Giaguaro Maya”, quando entrarono 99 soldati statunitensi, con elicotteri Black Hawk per combattere i narcotrafficanti. Dopo tante operazioni statunitensi, I guatemaltechi sembrano essersi abituati a vedere entrare ed uscire i soldati “gringos” dal loro territorio.

Però forse la diffidenza del deputato di sinistra, Alfonso Bahuer, o la sua esperienza come ministro dell’industria, durante il governo di Jacobo Arbenz Guzmán, annientato nel 1954 dalla CIA, ha fatto sì che il Guatemala si rendesse conto che questi soldati statunitensi erano presenti nel proprio territorio in modo illegale.

Sono illegali

Il Congresso non è mai stato consultato rispetto all’ingresso delle truppe e rispetto a ciò che si doveva fare, sebbene questi venissero in “missione umanitaria”, ha dichiarato Bahuer ai giornalisti la settimana scorsa.

Battaglia umanitaria

Questa stessa parola "illegali", del deputato Bahuer Paíz, si traduce nella bocca degli abitanti del Petén in una risata od in un sorriso di incredulità, come ha spiegato una impiegata di un hotel di Flores, la capitale della zona.

"I gringos sono illegali? Allora cercate di portarli via, di deportarli”, scherza Roberto Álvarez, un tassista che in uno sconquassato Toyota Celica è giunto attraverso una strada asfaltata fino ad un campo militare dove ci sono i gringos, "accantonati".

Di fronte al campo c’è una garetta militare. Lì, sei soldati guatemaltechi, bassi e di pelle scura, di braccia grosse e con vecchi fucili galil, sorvegliano l’entrata, circondata da alberi ed accompagnata dal canto degli uccelli, mentre nel campo i soldati attendono che si definisca la loro situazione.

Dietro una prima fila di alberi ed in un semplice cerchio, si ammucchia una prima barricata, tutta attorno al campo, fatta da decine di conteiners di piccoli carichi.

In uno di questi, l’unico aperto, c’è un militare. Prende i dati, parla spagnolo (è di Porto Rico) e chiede di attendere. Dopo molti minuti di attesa si avvicinano altri quattro militari. Tutti membri, lo diranno dopo, della sezione affari civili.

Un Walton, un Brown ed un altro capitano sono la via per parlare con il comandante dell’esercitazione che attende nella tenda della compagnia, che è anche mensa. All’interno della tenda, con aria condizionata, pavimento di legno ricoperto da cauchú nero per camminare e con tavoli per quattro persone, apparecchiati con sale, olio e maionese, ci attende il colonnello Jaime O. Rivera, comandante della Forza della Missione Aurora, dell’esercito militare congiunto Nuovi Orizzonti.

Secondo documenti dell’Esercito statunitense, che "Milenio" ha reso pubblici nella sua edizione di ieri, l’esercitazione militare, Nuovi Orizzonti o Nuove Frontiere, è parte di un progetto che pretende portare 100.000 soldati statunitensi in America Latina, per proteggere i loro interessi, come il petrolio della regione, le incipienti democrazie e perfino la loro cultura.

Per Rivera non è la sua prima volta in Guatemala. Dal 12 maggio del 2000, iniziò a frequentare il paese, lo fece in tre occasioni, per parlare con i dirigenti delle comunità ed anche con le autorità, dove si sarebbe realizzata l’esercitazione. Così ha conosciuto i villaggi dove i suoi soldati, secondo quanto lui afferma, realizzeranno pozzi profondi, sentieri, scuole ed anche una unità speciale, che presterà assistenza medica, dentistica e veterinaria.

"I progetti sono stati proposti alle comunità ed il governo del Guatemala ci ha dato l’informazione necessaria”, dice il colonnello, mentre fuori, i militari, uomini e donne di 20 stati dell’Unione Americana e di Puerto Rico, realizzano i compiti che da circa un anno, assicura Rivera, erano stati loro assegnati.

"Questa è una esercitazione di addestramento, aiuto militare ed azione civica. E questa ci dà l’opportunità di mettere in pratica le nostre abilità nei paesi amici”, spiega ancora il colonnello Rivera.

L’errore

Quello che più sorprende di questa esercitazione militare, è che in quattro mesi pretendeva o pretende, se il Congresso lo approverà, la mobilitazione di 2.600 soldati statunitensi in suolo guatemalteco, senza che nessuno si preoccupasse di verificare che i visti d’ingresso fossero in regola.

L’ingresso dei soldati, ha assicurato la Direzione Generale per l’Immigrazione, è stato permesso perché venivano in missione umanitaria. Una dichiarazione che smente quanto detto dal rappresentante del Congresso, Leonel Soto, del Frente Republicano Guatemalteco (FRG) che negava quanto affermato da Bahuer, assicurando che "i nrodamericani non si trovano illegalmente in Guatemala, ma con visti turistici".

La beffa e la burla alla dichiarazione del rappresentante del Congresso non si è fatta attendere e quando alla fine si è ammesso l’errore del Parlamento unicamerale, l’FRG ha cercato di far approvare un decreto che permettesse la presenza dei militari stranieri nel paese.

Il primo tentativo è stato quello di far passare la legge come d’urgenza nazionale, cosa che permette all’FRG, che ha la maggioranza di deputati nel parlamento, di approvarla con maggioranza semplice dei suoi 113 deputati. Però l’opposizione l’ha rifiutata, così che l’iniziativa dovrà ricorrere i tortuosi cammini della legislazione  guatemalteca per essere approvata.

La cosa concreta è però che Nuovi Orizzonti, questa punta di lancia per entrare in America Latina, è sospesa ed i soldati nordamericani rimangono concentrati nella loro base che hanno appena finito di costruire, mentre gli affaracci della politica guatemalteca li portano al centro del loro dibattito.

Così, l’approvazione degll’ingresso degli statunitensi, che già si trovano nel paese, potrebbe richiedere ancora più tempo e dare l’opportunità ai guatemaltechi di ridere sullo stato migratorio dei “gringos”, mentre questi si abitueranno al clima e praticheranno le loro abilità, come faranno nei prossimi otto mesi, questo sì, nella base che essi stessi si sono costruiti e senza uscire da questa.


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