AGLI AMICI E A TUTTE LE FORZE DEMOCRATICHE MONDIALI

 

Si riuniscono a Genova  i “Grandi del Mondo”, il cosidetto G8, per decidere sul destino del  mondo e sui loro interessi. Qua, come al solito, riorganizzeranno il mondo in base al continuo perseguimento dei propri interessi o cercheranno di realizzarli. Certamente le decisioni che prenderanno non considereranno i poveri, né si discuterà della liberazione degli oppressi, al contrario si discuterà su come li si potrà opprimere di più. L’onore dell’umanità, i diritti fondamentali delle persone e delle nazioni, le libertà verranno sbriciolati nell’ingranaggio della globalizzazione e sacrificati in nome della liberalizzazione degli interessi egemoni.

Noi, del PKK, protestiamo la continuazione di questi metodi, certamente disumani e di un’altra epoca. Noi, i kurdi, non accetiamo che il destino del mondo sia legato all’interesse di pochi ricchi. Nel XXI secolo, l’epoca della democrazia e dei diritti umani, non possiamo considerare questo come un destino. Sconfiggere questa realtà che non è un destino passa soltanto per l’unità del movimento dei popoli oppressi, dei lavoratori e delle forze democratiche. Noi, i kurdi crediamo che l’unità del movimento e delle forze realizzerà nel breve tempo un risultato molto importante a livello politico, economico, sociale e culturale, per questo salutiamo tutte le forze democratiche che gridano per la libertà degli oppressi e dei lavoratori, affermando che l’era dei padroni è ormai storia passata.

Amici

Il popolo kurdo, che per primo soffre a causa delle decisioni che finora sono sortite dalle riunioni delle forze internazionali, visto che lì non si ritrovano a discutere i rappresentanti dei lavoratori e degli oppressi, prende parte a questa manifestazione di protesta. Del nostro popolo e del nostro paese si è sempre discusso in riunioni di questo tipo. Da riunioni come queste il nostro popolo e il nostro paese sono stati divisi, separati e se ne è deciso il massacro. Gli accordi di Losanna, Mossul, Ankara e Algeri ne sono alcuni esempi. Le forze che hanno firmato questi accordi, le si nominano come G8. I kurdi in riunioni di questo tipo sono stati mandati alla morte, a loro insaputa. L’ultimo che ha detto che questo non può essere un destino e va cambiato, è stato il nostro Presidente nazionale, il compagno Abdullah OCALAN, che è stato consegnato alla Turchia, dopo una riunione internazionale di questo tipo, nello specifico con una decisione a livello superiore nell’ambito della NATO.

Consegandolo in questo modo hanno voluto rispedire, di nuovo, il popolo kurdo, bendato, ai tempi bui della storia. Il nostro Presidente, il nostro partito e il nostro popolo hanno svelato il trucco. L’Italia, Roma sono i testimoni più prossimi dell’imbroglio contro il popolo kurdo.  Il popolo italiano ha provato la vergogna di come il proprio governo, gli Stati Uniti d’America e l’Inghilterra, con la forza della NATO, si sono comportati contrariamente ai propri valori fondanti.  Gli europei hanno sacrificato in nome della politica insieme alle loro leggi, anche i propri valori fondanti. La Russia poi, in cambio di pochi spiccioli presi dal FMI, si è comportata in maniera disonorevole. Oggi, come hanno fatto con il nostro popolo, intenzionati di lasciare l’umanità intera senza identità e personalità, in nome dei propri interessi economici, i padroni si riuniscono ancora per prendere il frutto della globalizzazione e per dividersi il mondo. Oggi ancora una volta, in questo incontro la volontà del popolo non sarà rappresentata. Oggi, i padroni, come lupi affamati, attaccheranno ancora le ricchezze, la storia e l’onore dei popoli.  Decideranno su questo. Per quelli che non rientreranno nei loro interessi, prepareranno trappole e complotti.

Alle forze democratiche

Il rimpicciolirsi del  mondo, con lo sviluppo della scienza e della tecnologia, la facilità e la velocità della comunicazione, non ha avvicinato soltanto gli egemoni, ma anche gli oppressi, costruendo sempre più le basi dell’unione delle forze. Gli oppressi hanno compreso di più i loro progressi storici. Come ad esempio nel complotto contro il Presidente Abdullah OCALAN, quando si è visto che ogni mossa, in qualsiasi parte del mondo, interessava tutti, facendo diventare tutti complici.  Il grande continente europeo ha negato i suoi principi giuridici e i suoi valori democratici universali. Una tale situazione ha dimostrato un grande pericolo.

Si è arrivati al punto che ogni tipo di problema si è intrecciato, che il nemico è diventato il nemico di tutti, per questo anche la soluzione del problema sarà comune. Noi, il popolo kurdo, siamo determinati nel prendere una decisione congiunta. E secondo quelle che sono le decisioni del PKK, in quanto partito e come  popolo kurdo, non vogliamo vivere nella globalizzazione in condizioni di mancanza d’identità e di piena partecipazione.  Dopo la cattura del nostro Presidente Abdullah OCALAN, tramite un’operazione piratesca nell’ambito di un complotto internazionale, diamo lo stesso valore alla libertà del  nostro presidente, come a quella del nostro popolo. E, noi sappiamo che se non ci sarà una decisione congiunta contro quelli che dirigono il mondo, non ci si sarà una libertà continuativa. Chiamando tutte le forze democratiche a una decisione congiunta e alla continuità nell’unione,  dichiarando che come PKK e come popolo kurdo non ci tireremo indietro nel prestare servizio all’umanità, vogliamo augurare ai nostri amici e a tutte le forze democratiche di avere successo.

 

Viva l’unione della forza e dell’azione dei lavoratori del mondo e dei popoli oppressi!

Distruzione per i nemici della democrazia e dei diritti umani, l’imperialismo e il G8!

Il popolo kurdo non può vivere senza identità e senza la sua guida!

Viva il Presidente Apo!

Libertà per il Presidente Apo, pace in Kudistan!

 

                                        

PKK, 18 Luglio 2001