TARANTO 24/06/2001
Alla riunione erano presenti le realtà della Puglia,
Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata.
Per ragioni di tempo e di necessità oggettive l’assemblea ha assunto una configurazione organizzativa, ma non priva di spunti di riflessione e confronto politico inevitabilmente legato alle questioni tecniche.
Nella strutturazione dei passaggi da organizzare
arrivando a Genova si sono individuati degli elementi fondamentali.
·
Definizione
della “Carovana del Sud Ribelle”, al momento le date dovrebbero essere le
seguenti, da integrare con eventuali altre iniziative, che i compagni e le
compagne di Lecce dovrebbero comunicare, così come altre realtà territoriali:
2 luglio: iniziativa congiunta e delocalizzata di blocco delle agenzie interinali e conferenza stampa di presentazione della rete del Sud Ribelle. L’obiettivo delle agenzie interinali riveste un significato politico importante, dato che esse rappresentano la risposta che lo Stato ha dato al problema della disoccupazione e allo stesso tempo lo strumento principe della precarizzazione, che al Sud incede lentamente, ma comunque si affianca al caporalato proponendo nei fatti forme di caporalato legale;
4 luglio: presentazione del
Libro bianco pubblicato da Napoli, a Cosenza;
5 luglio: presentazione del
Libro a Bari;
6 luglio: iniziativa dei
compagni/e di Palermo al Serraino Vulpitta di Trapani, sul tema
dell’immigrazione, in concomitanza del processo contro il prefetto di Trapani
per la strage del 29/12/1999;
7 luglio: presidio sotto la
caserma del Battaglione S.Marco a Brindisi, obiettivo significativo, in quanto
proprio il Battaglione, insieme con la Folgore, saranno alla testa
dell’esercito repressivo messo a punto dal governo per Genova;
9 luglio: iniziativa a
Taranto (da definire meglio).
La carovana si concluderà a
Napoli con una due giorni (in data da definire ) di “ricognizione”, di
dibattito politico e di valutazioni finali tecnico-logistiche).
Al fine di rendere fluidi i
passaggi organizzativi, si è deciso di individuare un compagno/a per regione
che si occupi del problema trasporti ed uno/a che si occupi della logistica in
generale.
A proposito dei trasporti ci
sono una serie di problemi, perché il viaggio è lungo, specie per chi arriva
dalla Sicilia, e occorre definire i costi. In generale, si è pensato ad un
traghetto dalla Sicilia e tre treni che percorrano la direttrice tirrenica e adriatica.
Per quanto riguarda il treno
dalla Puglia, sarebbe meglio che questo tagliasse per Roma e si ricongiungesse
agli altri due sulla tirrenica, in modo da raccogliere il maggior numero di
compagni/e, anche in vista dei possibili blocchi alle stazioni.
Si avranno maggiori elementi, quando si saprà con precisione circa la trattativa nazionale con le ferrovie.
In previsione dell’arrivo di
compagni/e dalla Grecia e da quel bacino del Mediterraneo, sarebbe opportuno
che le realtà pugliesi li contattassero e si organizzassero per un minimo di
accoglienza e collaborazione.
Durante la definizione di
tutti questi passaggi, sono emerse delle autocritiche sui ritardi che come rete
meridionale abbiamo mostrato, in particolare rispetto alla costruzione della
mailing list e del sito, così come degli interrogativi sul rapporto con i
mass-media, con Genova, intesa come un passaggio obbligato e sul confronto con
l’area delle tutine bianche.
La rete del Sud ribelle
vuole sicuramente porsi come elemento di contrapposizione al capitale, e non al
nord-est e considera Genova come una scadenza, non nel mero senso del termine, in
quanto in quella occasione il movimento anti-globalizzazione segnerà un altro
importantissimo passaggio nella storia. La scelta di Genova per il G8 non è
casuale, così come non lo è la scelta del Network della maglietta a strisce,
simbolo visibile delle lotte genovesi degli anni ’60.
I simboli rivestono, in
questa era, una grossa importanza e i compagni/e devono averne la
consapevolezza; allo stesso modo l’uso dei media ha la sua strategicità.
Di certo l’uso che la rete
meridionale e il Network fanno dei media non può paragonarsi a quello delle
tutine, dato che per noi si tratta di dare forme e visibilità a contenuti
politici e alle nostre peculiarità come Sud del mondo, come Sud ribelle.
I grandi temi del lavoro,
ambiente e immigrazione trovano nei nostri territori terreni di conflittualità
ancora più aspri, che spetta a noi portare a Genova, facendo di quell’occasione
un trampolino di lancio per le lotte che dal prossimo autunno ci vedranno
impegnati nelle nostre realtà, con un elemento in più: il collegamento che la
rete meridionale si propone di attuare, che funga da stimolo e potenzi anche
quei territori in cui la situazione antagonista incontra delle difficoltà,
tessendo così la nostra trama di fili rossi.
Pur considerando i limiti e
le diversità all’interno della rete meridionale, bisogna capire che essa al
momento è in divenire e deve gradualmente rendere concrete le proposte, in modo
da trovare anche campagne e terreni di lotta comuni.
Si è ribadito che la
questione violenza sì violenza no non ci interessa, dato che sappiamo che i
violenti sono i padroni della terra.
A questo punto è importante
che la comunicazione tra le realtà del
Sud ribelle circolino adeguatamente, che il sito e la mailing list siano pronti
al più presto e che si pensi anche ad un possibile giornale, di cui in
assemblea si è parlato, come ulteriore strumento che veicoli i nostri contenuti
e le nostre proposte.
Rete Meridionale del Sud
Ribelle