Intervento dell’OSSERVATORIO SUI BALCANI DI BRINDISI

in occasione del vertice ONU sulla Criminalità trasnazionale da svolgersi a Palermo- dicembre 2000.

Non è un caso che una simile iniziativa si tenga a Palermo ed in un momento molto delicato del cosiddetto processo di Globalizzazione.

Parlare di crimine e di illegalità porta ad un ragionamento interessante e complesso su cosa questi termini realmente significhino.

Nel momento in cui la deregulation è il cavallo di battaglia per distruggere quei meccanismi sociali che hanno contraddistinto la formazione degli stati nazionali, in particolar modo quelli europei , fa stupore vedere gli stessi soggetti, assertori della bontà del neoliberismo, atteggiarsi a difensori di regole universalmente riconosciute.

Come ,poi, vi siano state delle trasformazioni velocissime nel campo di formulazione di leggi e di regole che fino a pochi anni fa erano ritenute violazioni di leggi nazionali e/o internazionali, fa comprendere come si ripeta l’eterna illusione di pensare che la frazione di attimo del presente vissuto sia il culmine del pensare o del fare umano , a fronte di un cammino di molte migliaia di anni di civiltà umana.

Un esempio tra i tanti è ciò che pochi anni fa era un grave reato per le leggi borghesi: l’esportazione di capitali al di fuori dei confini nazionali. Oggi esso non lo è più , non solo è legale, anzi è parte integrante delle strategie neoliberiste.

Certo , il capitale della Globalizzazione, proprio adesso che assapora il gusto della vittoria: il controllo totale su tutto ciò che ha carattere umano, dalla produzione intellettuale a quella manuale, dal virtuale al reale, assoggettando violentemente il mondo e le sue specie alle regole uniche del profitto, si accorge di aver generato , autoreplicandosi una moltitudine di famelici figli, che gli ricordano, singolarmente ,ogni aspetto della sua origine.

Di questo ne è terrorizzato ed in una sorte di disconoscimento di paternità chiede che i popoli assoggettati accettino solo gli ordini di sua maestà l’Imperatore , il Capitale Imperiale e che lo aiutino a catturare i suoi figli ribelli affinchè li possa mangiare , in una sorta di cannibalismo rituale dai ricordi ancestrali.( vedasi la leggenda di CRONO)

Come non definire figlia del nostro imperatore la tratta dei disperati di mezzo mondo che ogni giorno arrivano sulle nostre coste , carne umana che deve alimentare il fuoco della macchina produttiva capitalistica?

Era ancora in fasce il sistema capitalistico e già si afferma lo schiavismo come struttura portante dell’economia imperiale romana.

E i milioni di schiavi negri che, solo poche centinaia di anni fa, hanno permesso la costruzione del grande palazzo imperiale: gli Stati Uniti di America,?.

Solo centocinquant’anni fa per quel faro di civiltà che sono gli USA, la schiavitù non era un reato, anzi era funzionale alle regole dell’accumulazione del profitto.

Oggi, nel cosiddetto capitalismo democratico avanzato, vi è solo la trasformazione delle pesanti catene di ferro in quelle, più virtuali, dell’imposizione delle regole del mercato capitalista dove tutto ha un valore "pecuniario e virtuale".

Nella scienza cyborgcapitalista dove ogni organo umano è assimilato ad un pezzo della catena di montaggio della automobile fordista, diventa molto sottile la linea che divide la legalità di un trapianto e/o di una donazione di organi ""consezienti" e le cronache di questi ultimissimi giorni parlano di bambini venduti dai propri nonni per una manciata di dollari, consapevoli che quegli innocenti sarebbero diventati solo preziosi organi di ricambio di facoltosi malati.

Combattere chi e che cosa quindi?

Coloro che si corrompono e si prostituiscono in maniera indecente, creando scandalo, alla morale del Capitale neoliberista, o chi invece alimenta il fuoco del mercimonio mondiale?

Il marxismo si afferma innanzitutto come forma scientifica della condanna della morale capitalista ed in questi termini va ripresa la difficile fase della costruzione dell’alternativa rivoluzionaria e libertaria.

E’ ovvio che anche noi ,antagonisti, abbiamo un concetto di legalità , ma che è inscindibile con quello della giustizia sociale e dell’uguaglianza tra gli esseri umani.

Fino a quando il capitalismo violerà sistematicamente queste leggi naturali, noi non rispetteremo le sue ed opporremo alla sua illegalità la nostra, quella rivoluzionaria.

 

Sicurezza, Controllo e Militarizzazione nel Mondo del Grande Fratello.

Su questi tre pilastri si fonda l’illusione del garantirsi l’eternità da parte del Capitale della Fase Suprema.

Grande parola la Sicurezza dietro la quale ,dalla notte dei tempi, si celano le angosce che la razza umana si porta appresso.

Angosce dai molteplici nomi, fame , freddo, malattia, sete, nemici,, futuro.

A tutto ciò si è avuta come risposta la costruzione della vita sociale, in cui l’unione fa la forza , ben presto però questa iniziale risposta si modificò geneticamente , i meccanismi di interazione sociale di origine animalesca presero il posto ad altri , alieni, che portarono a forme sempre più sofisticate di prevaricazione di pochi, i forti, sui più deboli, anche se più numerosi.

Quali regole, non scritte, hanno permesso ciò e come mai oggi a distanza di decine di migliaia di anni esse continuano a replicarsi nel vivere sociale umano?

Oggi si ripete l’eterno scambio, quello della vendita della libertà di uomini liberi, in cambio della sicurezza dell’essere considerati parti di una entità collettiva: ieri tribù di cavernicoli o di abitanti su palafitte , o anche di servi della gleba viventi al riparo del Castello, oggi schiavi produttori e consumatori del Feticcio Merce sempre più virtuale.

Così, in cambio della difesa delle nostre "cose" , della nostra vita messa in pericolo dagli alieni che ce la vogliono portar via, occorre sacrificare parti significative della nostra libertà individuale sull’altare della sicurezza "collettiva", ma che ci fa essere in condizioni sicuramente inferiori dei servi della gleba di età medioevale.

Oggi non ci è permesso nemmeno sogna re di andare a cacciare di frodo nella foresta di Sherwood, poiché ci ritroveremmo addosso non solo i soldati dello sceriffo di Nottingham, ma l’intera armata imperiale, accusati di lesa maestà e ne sono d’esempio la repressione della rivolta da Praga a Gerusalemme, dalla Colombia a Nizza.

Si ,è proprio di questo che si parlerà in questi giorni a Palermo , ma sempre più spesso nei vari summit internazionali che verranno.

Tutto ciò che viola o mette in pericolo la conduzione del gioco di accaparramento delle risorse mondiali è dichiarato fuorilegge, salvo poi riconoscerlo come fratello se pur illegittimo ,facendolo partecipare alla grande spartizione.

Questi ultimi dieci anni ci hanno permesso di veder venire alla luce organizzazioni delinquenziali come mafia russa o cinese o giapponese proprio nei paesi dove gli occhi del grande capitale si andavano a posare per i nuovi disegni imperiali.

E quindi meschino e falso arrivare poi a lamentarsi ed addirittura parlare di creazione di organismi di polizia capaci di contrastare fenomeni che sono invece indispensabili per la velocizzazione dell’imposizione delle regole capitaliste.

Ricordiamo come il caso dei grandi fenomeni mafiosi degli anni trenta siano strettamente interconnessi con la costruzione dell’impianto del capitalismo industriale e finanziario avanzato negli USA.

Senza l’apporto della mafia come sarebbe stato possibile tenere a freno i grandi movimenti di protesta proletari che nei momenti difficili caratterizzarono le lotte sociali di quel paese?

E nella costruzione della nuova Russia di Eltzin quanto hanno contribuito le organizzazioni mafiose esterne ed in particolare quelle occidentali?

E per quanto riguarda il nostro paese , ricordiamo perfettamente come la mafia americana e quella sicula hanno creato quel patto d’acciaio di potere che ancor oggi governa gran parte del sud Italia?

A cosa vanno a parare le iniziative contro la Criminalità internazionale?

Innanzitutto ad allargare e consolidare il campo di influenza da parte del grande capitale e mettere sotto controllo i fenomeni che, come variabili impazzite, potrebbero scombinare i piani di consolidamento del potere Globale.

Ma come nella migliore tradizione delle guerre tra Gangster, si cerca di far il vuoto tra le bande più giovani , ribelli e concorrenti pericolose, per raggiungere un accordo poi con quelle più potenti , sotto la facciata dell’applicazione di una giustizia poliziesca, sotto la quale invece va a regnare la Pax Mafiosa.

In Europa abbiamo assistito ,dal 89 in poi , con la disgregazione del patto di Varsavia ed il passaggio dei paesi dell’est nell’economia di Mercato, come primo passo fondamentale è stata l’epurazione dei quadri di polizia ed esercito in quei paesi.

In nome della democratizzazione , sono stati stanziati di volta in volta contributi ingenti, donazioni o vendite di armi ed altri congegni di ordine pubblico ed il caso dell’Albania è sintomatico per i risultati strabilianti.

A fronte di centinaia di miliardi di aiuti, sotto la supervisione dei migliori istruttori delle polizie europee, dal 94 questo Paese diventava uno dei punti cardine dell’affare del secolo, la tratta dei disperati

Nel 97 l’Albania piombava nel caos ed altri aiuti internazionali, sotto la diretta responsabilità italiana giungevano in quel paese, nuovi accordi, altri istruttori, si affiancavano alle forze di polizia locali, ma casualmente , l’unica cosa che si andava rafforzando era l’ala militare delle forze indipendentiste kosovare filoalbanesi che avevano la loro sede in campi paramilitari al confine con la provincia serba.

Sono meccanismi che abbiamo conosciuto , in maniera ricorrente da cinquant’anni a questa parte dove, aiuti per la ricostruzione delle forze di polizia in paesi in difficoltà, rappresentavano solo il cavallo di Troia per la creazione di blocchi di potere in funzione antioperaia e proletaria e per permettere un insediamento senza troppi fastidi delle attività delle multinazionali.

All’ombra di essi regimi fantoccio, democrazie corrotte o populiste, o vere e proprie repubbliche delle banane prolificavano.

Oggi però, le cose, spesso, prendono pieghe indesiderate.

L’idea di poter pianificare il mondo intero sotto le regole del nuovo Ordine Mondiale fondato sull’affermazione della Potenza Militare Americana nel postGuerra del Golfo, fa oggi contrasto con la dura realtà, quella della irrazionalità capitalista che genera continuo disordine , ovunque essa cerchi di operare incontrastata.

Le masse di diseredati, generate da questa folle rapina, la distruzione selvaggia dell’ambiente, la desertificazione di interi territori, rappresentano una bomba ad orologeria che segue tempi diversi da quelli pianificati nei Computer-Scenario degli strateghi della Globalizzazione , costringendoli a tornare ai vecchi sistemi, quelli dell’uso della forza delle armi, delle crociate contro gli invasori ed i Barbari, che ogni giorno cercano di infiltrarsi attraverso il Limes della Fortezza Imperiale.

L’allargamento della Nato e la creazione dell’Esercito Europeo sono una prima risposta alla sfida per la sopravvivenza dell’Ordine Capitalista.

La trasformazione degli Eserciti Nazionali in quelli Mercenari Internazionali, la creazione di un’Armata Robotica di aerei e navi invisibili e invulnerabili sono la conferma che l’unico Scenario Futuro Credibile, per la piovra capitalista, non sarà quello del consenso mediatico, ma quello dello scontro finale contro una Razza Umana proletarizzata e rigettata indietro alle origini.

Una Razza che già oggi combatte una guerra disperata contro la fame , la siccità, nuove e vecchie pestilenze, mentre poche centinaia di sfruttatori gozzovigliano vergognosamente in una sorta di Crepuscolo degli Dei, autocelebrando i loro successi in Summit itineranti per tutto il Mondo.

In questa prospettiva l’Antagonismo organizzato avrà un ruolo importante a condizione che sappia che alla fine ci sarà posto solo per un Vincitore.

Accanto a questo, c’è il tentativo, di coinvolgere le ONG che lavorano quotidianamente, nelle regioni più difficili nell’opera di stabilizzazione, fornendo il sostegno all’opera di espropriazione globale, con lo stesso ruolo che ebbero i missionari al seguito dei Conquistadores spagnoli.

Oggi più che mai occorre far chiarezza e far comprendere loro che così facendo si renderanno complici della sconfitta della razza Umana, mentre al contrario lavorando insieme all’antagonismo potrebbero dar fiato alla speranza di un mondo migliore anche da loro auspicato.

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Ricordiamo inoltre la proposta di fare un trattato mondiale sulle armi leggere che faccia del possesso di esse come un delitto di lesa maestà da colpire gravemente ovunque.

E’ un tentativo come tanti , di impedire che strati sociali o intere popolazioni si ribellino anche in forma armata all’affamamento generale del pianeta .

E il fatto che si ricerchino armi sempre più sofisticate è un segno che il gigante Golia ha ancora paura della fionda e dei sassi del piccolo Davide

Dall’altro vi è la campagna per il controllo telematico dell’interno dell’Impero e questo va dall’ossessiva presenza delle telecamere dello spionaggio continuo, al voler schedare tutto e tutti, vedi la proposta delle impronte digitali- o dell’uso che sempre più in futuro si applicherà dei braccialetti elettronici oggi per pericolosi criminali, domani per pericolosi sovversivi.

Ma è nella guerra telematica che le energie migliori degli Stati Maggiori delle polizie Mondiali saranno impiegate.

Il controllo delle informazioni non dovrà sfuggire di mano , poichè da esso che si deciderà la sorte del vincitore.

Alla stessa stregua della sicurezza delle casseforti degli uffici studi e brevetti delle multinazionali, ( dove giacciono ben custodite invenzioni , progetti ed idee che potrebbero rivoluzionare in senso positivo la nostra vita e quello del pianeta, ma che se messe in giro potrebbero mettere in pericolo le regole della produzione capitalista finalizzata al profitto), così ,nello stesso modo, ciò che viene intercettato, captato, filmato dalle reti spionistiche mondiali va filtrato e protetto gelosamente da parte dei Supremi Controllori, che essi siano in divisa o in doppio petto.

Alla iniziale libertà pseudoanarchica della RETE Internet, oggi , con il prolificare di leggi antihackers e di campagne moraliste, si sta creando un altro sistema di sorveglianza diffusa con l’incombente spada di Damocle del Censore di turno pronto con qualsiasi scusa ad "oscurarti" se non proprio incriminarti.

Lotta alla criminalità telematica o invece per il controllo dell’ennesimo frutto dell’intelligenza umana?

I richiami che arrivano in particolar modo dalla sponda americana, sul rafforzamento della sicurezza della RETE e di stanziare miliardi di dollari contro il terrorismo telematico, sono l'altro segnale di come il Capitalismo Globalizzatore sia estremamente sensibile su questo versante e non può permettersi di perdere la battaglia telematica.

Anche su questo argomento altri summit saranno fatti, altri organismi di cordinamento polizieschi saranno creati, altre leggi liberticide stilate.

La risposta dell’Antagonismo non potrà non essere altrettanto forte ma anche intelligente, cercando nuovi spazi e dimensioni nel sapersi muovere.

Osservatorio sui Balcani di Brindisi

Brindisi : 9/12/00 osservatoriobrindisi@libero.it