QUEL CHE E' CHIARO
Quel che è chiaro dalle "mappature" della disobbedienza è
che ormai dopo
essere andato in soffitta il termine rivoluzionario, la stessa strada ha
preso pure il termine antagonista.
Non credo che bisogna avere la cultura di Umberto Eco o essere un linguista
eccelso per capire che significa disobbedienza. Lo scafazzatissimo Nuovo
Zingarelli dice : non seguire docilmente i comandi impartiti.
Ora su questo termine ci sono alcune considerazioni da fare.
1) disobbedienza equivale a riottosità, nel senso che insomma è
sempre
interna al "contesto": infatti uno disobbedisce a questa o quella
legge, a
questa o quella imposizione, insomma non ha niente a che fare con
rivoluzionario che si pone fuori e contro il "contesto", o con il
meno
simpatico, per me, antagonista, che però almeno una contrapposizione
la
indica.
Non credo che in passato si adoperasse il termine diserzione solo perché
c'era la naja obbligatoria; del resto se così fosse le parole possono
anche
acquistare significazioni più ampie e quindi al giorno nostro diserzione
significherebbe attuare quell'esodo di cui tanti parlano e straparlano.
2) se disobbedienza vuol dire disobbedire a qualcosa di specifico, dove va
a
finire l'antiglobalizzazione?
insomma gruppi sparsi di compagni disobbediscono a questa o a quella cosa,
ma non si vede, non una univocità, cosa negativa per un movimento, ma
un
minimo di chiarezza politica sulle motivazioni generali e complessive
contro quello su cui si disubbidisce.
Insomma uno non può tuonare contro la globalizzazione e poi scordarsela
e
frammentarsi in piccole disobbedienze.
Quando qualcuno dice di legarsi ai problemi concreti e ai BISOGNI reali non
intende queste kermesse.
3) ai comunicati grondanti retorica pre-giornata-disobbediente, sono seguite
le mappature che evidenziano
la pochezza e la miseria della disobbedienza: bandiere imbrattate di
vernice, fontane allagate di vernice, quando insomma il sangue vero in giro
per il pianeta si versa abbondantemente; forse voi prendete questa cosa come
un simbolo altamente significante, non so cosa pensano quelli, che il sangue
lo stanno buttando davvero, di questa pagliacciata. se poi si incazzano di
brutto e fanno i talebanissimi pigliatevela con voi stessi.
Insomma cari disobbedienti queste cose si sono sempre fatte erano
scontatissime nella manifestazioni erano "il contorno" di una pietanza
più
sostanziosa, anzi si bruciavano pure le bandiere cosa che oggi non fa più
chic
(perché poco disobbediente).
Detto questo, qualcuno dei disobbedienti vuol essere così gentile da
spiegare ad una ignorante come me cosa intende per "una giornata di
autogestione disobbediente"?
insomma una giornata di autogestione dovrebbe essere disobbediente in sé,
che le altre non lo erano? erano fatte col placet degli "amministratori
disobbedienti"?
E qualcuno deve spiegarmi pure che significa "Banca occupata e disarmata",
e
cavolo una cosa così grossa la dovete proprio spiegare non con un
comunicatino così, insomma siete riusciti ad occupare e disarmare una
banca?
come è andato lo scontro? quanti feriti? quanto ostaggi?
e il bottino?
a questo giro copiate non dalle moltitudini ma dalle FARC.
Quelli del Nord-Est naturalmente, sono sicura resteranno lì, pure senza
televisione a difendere lo spazio per gli immigrati.
Naturalmente siccome c'è uno dieci cento laboratori di disubbidienza,
sono
sicura pure che questa giornata non sarà come quella della festa della
mamma, o quella del papà o come la giornata per la lotta alla distrofia.
Insomma non sarà: passata la festa gabbato lo santo.
Continuerete a disobbedire finché non troverete un altro nome o temine.
Intanto là
quelli che nella distanza fanno scandalo, quelli per cui nessuno fa un
minuto di silenzio..
Tutti morimmo a stento
ingoiando l'ultima voce...
chi derise la nostra sconfitta
e l'estrema vergogna ed il modo
soffocato da identica stretta
impari a conoscere il nodo
Coltiviamo per tutti un rancore
che ha l'odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamammo dolore
è soltanto un discorso sospeso.
Vittoria
L'avamposto degli Incompatibili