APPELLO DI CONVOCAZIONE PER MANIFESTAZIONE A RAVENNA IL 29 MAGGIO 04
CONTRO LE BASI MILITARI IN E/R

FUORI USA, FUORI ONU, FUORI TUTTI: VIA le TRUPPE d'OCCUPAZIONE dall'IRAQ !

CHIUDERE le BASI della MORTE !

Mai come in questi ultimi anni si è attuata, in Italia, una politica di
riarmo e d'asservimento dei territori alle attività della guerra, mettendo a
repentaglio la salute e la sicurezza delle popolazioni. Un esempio evidente
si riscontra nei recenti lavori di potenziamento strutturale e
ammodernamento realizzati alla base militare di Pisignano/SanGiorgio: la
pista è stata allargata a 45 metri, è stato installato un sistema
elettronico che permette gli atterraggi automatici in caso di bassa
visibilità, trasformando l'aeroporto in uno dei più grandi e attrezzati del
nord Italia e dell'Adriatico, per sovrappiù questa base si fa carico della
"sorveglianza aerea" della Slovenia e quasi nessuno ne parla. E' chiaro che
il potenziamento di questa e d'altre basi italiane, che si affacciano sul
versante adriatico, rispecchiano l'idea secondo cui il Mediterraneo non è
più il fianco sud della nato, ma il suo fronte. E' in questa situazione
generale che il nostro territorio, attraverso il potenziamento già
effettuato della base, è diventato teatro di vere e proprie operazioni
militari. Da questo aeroporto sono partiti gli aerei utilizzati nella guerra
d'aggressione all'ex-Jugoslavia. Le armi, poi, uccidono anche quando non
sono usate, perché assorbono ingenti risorse finanziarie, naturali,
tecnologiche, sottraendole ad altri usi, e contribuendo a fare crescere
l'insicurezza alimentare e la minaccia per gli equilibri ecologici. Su 532
milioni di euro per le missioni militari all'estero, ben il 41% è destinato
a quella in Iraq, mentre le missioni militari effettivamente dell' ONU
impiegano solo 80 soldati su 10.000 impegnati nelle missioni e meno dell '1%
dei fondi previsti. La gran parte dei fondi e delle missioni militari
"sostanziose" non sono dell'ONU ma della NATO o su basi bilaterali e
multilaterali tra vari Stati. Soldi tolti allo stato sociale, recuperati dai
sacrifici che ci impongono in nome di un'Europa competitiva ed investiti in
eserciti professionali e per assoldare mercenari. Nascondersi dietro le
missioni dell'ONU per non votare contro il finanziamento delle missioni
militari è dunque un grande inganno. Essere contro la guerra è innanzi tutto
essere contro le strutture che la fanno: le basi militari. Il miglior modo
per esprimere solidarietà alla resistenza irachena e contrastare la guerra
mondiale per il possesso delle risorse è chiedere la chiusura della basi USA
e NATO per non essere complici del genocidio e la rapina che i governi di
destra e di "sinistra" stanno praticando dall'invasione della Jugoslavia ad
oggi.
Uccidono, bombardano, torturano, depredano...

::NOI NON CI STIAMO::

Contro la guerra interna, fatta di attacchi ai salari e alle pensioni e di
criminalizzazione dell'immigrazione e di qualsiasi forma di dissenso, e la
guerra esterna fatta da bombe imperialiste europee e statunitensi.

Per la chiusura della base NATO di Pisignano e la sua riconversione a
struttura della protezione civile.

Stop alle spese militari e alle politiche di guerra.

Ritiro delle truppe italiane dall'Iraq e dalle altre missioni estere.

Con la resistenza dei popoli all'oppressione, allo sfruttamento, al
colonialismo, all'imperialismo, al capitalismo.

Promuove:
Collettivo Red Ghost, Laboratorio Sociale, Rete regionale Anticapitalista e
Antimperialista

per contatti ( claudio 0544404475 alesandro 3207077435 ).