LA JUGOSLAVIA DEVE VIVERE

E' da un po' di tempo che circola nel "movimento antagonista" una posizione sulla guerra degna di un pacifismo acritico e di fatto complice della NATO. Si dice: guerra inutile e dannosa perché senza risolvere i problemi che l'hanno scatenata, ha portato morti e distruzione, soprattutto fra i civili e alle fabbriche.
Ciò, secondo noi, oltre ad essere falso, tende a spostare la discussione su un terreno lacrimoso e di fatto equidistante fra le parti in causa.
Di questa guerra tutto si può dire eccetto che sia stata inutile,ammesso che una guerra sia mai stata inutile. Fare questa affermazione significa accettare l'assioma della NATO, secondo cui questa guerra è stata condotta per porre fine alla cosiddetta "pulizia etnica" e per portare a convivere le varie etnie in un Kosovo democratizzato. Solo accettando tale assioma, si può definire questa guerra inutile oltre che dannosa.

Ma come tutti sanno questo assioma è falso!

Falso, non solo perché la "pulizia etnica" è stata strombazzata ad arte: tanto è vero che le fosse comuni non sono mai state trovate, nonostante l'invio di specialisti NATO, ma anche perché i veri motivi di questa guerra erano geo-politici ed economici, come la realtà ha ampiamente dimostrato.
Se questi sono i fatti, la guerra nei Balcani, per i paesi NATO non è stata nè dannosa nè tantomeno inutile.

Vediamo i fatti

I paesi NATO, che sono stati i più convinti fautori della disintegrazione Jugoslava, sono:
Germania (e il satellite Austria);
Italia
Turchia (e la sua longa manus albanese);
USA (e Inghilterra di contorno).

E' STATA INUTILE LA GUERRA PER QUESTI PAESI? NO!
Dalla disintegrazione Jugoslava la Germania guadagna la conquista economica di Slovenia e Croazia (dove ormai la moneta dominante è il marco tedesco) oltre che di parte della Bosnia: vale a dire le zone più ricche dell' ex Jugoslavia. Nell'ultimo periodo, poi, l'influenza economica sta acquistando sempre più le caratteristiche di influenza politica, anche grazie al cavallo di Troia austriaco. Basti pensare ai rapporti fra Carinzia, Friuli e Slovenia, con la tacita benedizione dei demo-reazionari bavaresi. Tenendo presente che è forte la spinta verso l'Europa a due velocità e la presenza dell'asse franco-tedesco, secondo noi, la conquista tedesca dello sbocco sull'Adriatico è stato un fenomeno cruciale nell'assetto geo-politico dell'Europa del futuro.
Altro che guerra inutile per la Germania!

Le ambizioni Italiane erano più limitate, come sempre daltronde. Come ai tempi del fascismo ci si è accontentati di stabilire una specie di protettorato in Albania (in comproprietà coi turchi) magari allargabile domani al Montenegro. Questo obiettivo è stato raggiunto, e molte "imprese" italiane si sono spostate da quelle parti per "diventare competitive".
Poca cosa , naturalmente, ma da questa guerra qualche briciola l'ha guadagnata anche l'Italia.
Veniamo alla Turchia. Con gli accordi di Helsinki dei mesi scorsi si è assicurata la commercializzazione del petrolio del Caucaso, con un'opzione sul gas Turkmeno. Con questa guerra si è assicurata, grazie ad Albania, Kosovo, Bosnia il passaggio dei futuri oleodotti e gasdotti verso la destinazione Europea. Se avranno successo le spinte panalbanesi anche in Macedonia il passaggio sarà lineare. Non è un caso che pochi mesi fa, l'Italia ha deciso di liberalizzare l'approvvigionamento di gas proveniente dai paesi europei, e solo da quelli.
E, naturalmente, sono aumentate le chances turche di entrare nell'UE.
Altro che guerra inutile per la Turchia!
E gli USA? E' risaputo che gli USA non sono mai stati entusiasti dell'Europa "dall'Atlantico agli Urali", cosa che alla lunga potrebbe risultare pericolosa per il proprio dominio sul pianeta. Piazzare nel sud-Europa il cavallo di Troia del fedele alleato turco da affiancare all'altro cavallo di Troia inglese significa indebolire politicamente e condizionare economicamente l'Unione Europea. Se poi dovesse prendere corpo il progetto di Europa a due velocità gli USA si assicurerebbero il dominio economico in tutto il sud-Europa, Italia compresa.
Se così stanno le cose, il movimento antimperialista, invece
di piagnucolare sulla guerra inutile e dannosa, dovrebbe demistificare e denunciare l'ideologia guerrafondaia imperialista che contagia tutti, in primis i sinistri di governo, e mettere in risalto quali danni questa guerra ha prodotto sia in Jugoslavia sia sui popoli che in questa guerra sono stati catapultati. In Italia, per esempio, nessuno ha mai spiegato ai proletari che, a fronte dei vantaggi per le imprese, questa guerra ha portato incremento della disoccupazione al sud, visto che le imprese trasferite in Albania, per i bassi costi del lavoro, hanno licenziato in Italia, specialmente in Puglia. Inoltre questa guerra ha portato ad aumenti vertiginosi del prezzo dei prodotti petroliferi e derivati, sia a causa dell'apprezzamento del dollaro dopo la guerra del Kosovo, sia grazie ai già citati accordi di Helsinki e alla, anch'essa già citata, liberalizzazione dell'approvvigionamento del gas turco.
Se non ci si muove in questa direzione, ci si ritroverà a breve scadenza, catapultati in un'altra guerra: quella del Montenegro. Già i preparativi sono in atto e di nuovo si stanno strombazzando proclami di "liberazione del Montenegro dal dittatore Milosevic", reo di aver modificato la costituzione "per garantirsi con l'elezione diretta la rielezione a presidente Jugoslavo". Strano a dirsi, la stessa cosa che molti vogliono fare in Italia. Ma si sa, una legge fatta in Italia è profondamente democratica. La stessa legge fatta in Jugoslavia, vuol dire dittatura.

E allora basta piagnucolare e muoviamoci per demistificare e contrastare questo spirito guerrafondaio. Altrimenti non hanno senso incontri con operai della Zastava o contromarce della pace. Noi ci siamo opposti alla guerra e all'embargo, non perché inutili e dannosi, ma perché vogliamo combattere contro l'imperialismo occidentale e il dominio imperiale amerikano.
SMRT FASIZMU - SLOBODA NARODU!
morte al fascismo - libertà al popolo",

L'Avamposto degli Incompatibili