LA LIBERAZIONE DEL TERRITORIO ALBANESE SOTTO
DOMINAZIONE SLAVA!?

di Iso Rusi - (AIM Skopje, 8 giugno 2000)

Il piu' recente scandalo lanciato dai media
dell'opposizione si basa sull'affermazione
secondo cui in Macedonia esisterebbe una nuova
organizzazione paramilitare albanese. Il
settimanale "Start", nel suo ultimo numero, ha
pubblicato un articolo che si basa su un
rapporto inviato da Nikola Kosteski, direttore
del Settore sicurezza del Ministero della
Difesa, al premier Ljubco Georgievski. Il
rapporto, la cui esistenza ora a quanto pare non
e' piu' in dubbio (una facsimile con la firma di
Kosteski e la data del 10 maggio 2000 sono stati
pubblicati dalla TV A-1 e dal quotidiano
"Utrinski vesnik"), contiene "un'infinita' di
indizi sullo stato della sicurezza del paese, ai
quali e' giunto il settore della sicurezza e dei
servizi informativi dell'Esercito della
Repubblica di Macedonia". Si afferma che sono in
corso "preparativi per la messa in atto di
azioni armate da parte del Corpo di Protezione
del Kosovo (KPC) nella regione di Presevo,
Medvedja e Bujanovac. L'intenzione e' quella di
coinvolgere in tali azioni armate anche i
villaggi (complici) nella regione della Skopska
Crna Gora [la catena montuosa che separa il
Kosovo orientale dalla Macedonia - N.d.T.], in
prossimita' del confine con la Jugoslavia -
Lojane, Vaksinac e Belanovac. Tali villaggi,
secondo la strategia del 'Kosovo stato'
dovrebbero entrare nel territorio di
quest'ultimo". Il settimanale afferma inoltre
che Kosteski "ha con l'occasione ricordato al
suo capo Georgievski che il suo settore ha
'individuato depositi segreti nei villaggi di
Lojane, Crni Vrh, nelle vicinanze dei villaggi
di Vejca, Vesal e Bozovac", tutti sulla Sar
Planina" [altra catena montuosa, questa volta
sul confine tra il Kosovo occidentale e la
Macedonia - N.d.T.]. "Start" non si lascia
sfuggire l'occasione per ricordare che
"probabilmente da qui viene la resistenza delle
e'lite politiche del DPA e del PDP [i due
maggiori partiti della minoranza albanese -
N.d.T.] riguardo all'idea di fare della Sar
Planina un parco nazionale", perche' essi
"preferiscono che diventi un deposito di armi e
un campo per l'UCK fino a quando non
realizzeranno l'idea dello 'stato panalbanese'".

"Il governo della Macedonia e' stato informato
del fatto che sono stati confermati i dati
operativi secondo cui e' stato formato un
'Esercito Nazionale Albanese' (AKSH) con un
obiettivo unico - 'la liberazione dei territori
albanesi sotto la dominazione slava'. L'AKSH e'
composto da ex membri dell'UCK, cittadini della
Macedonia o temporaneamente trasferitisi qui.
Tra di loro vi sono, nota Kosteski, anche ex
membri dell'Esercito macedone, tra i quali
spiccano Abdul Shasivari e Gol Shala, entrambi
capitani". Vengono menzionati anche molti altri
villaggi, l'organizzazione "La Patria Chiama" e
il "Movimento Popolare del Kosovo" (LPK), che e'
incaricato della propaganda per la creazione di
una Grande Albania. Ci sono anche il KPC, gli
elenchi, identici a quelli in Kosovo, preparati
dal DPA, gli attacchi di 30 persone armate
membri della "seconda zona operativa di
Prizren"... Verso la fine del testo spicca la
frecciata: "Georgievski e' forse cieco, sordo o
legato indissolubilmente da qualche impegno con
Arben Xhaferri, visto che non reagisce in alcun
modo a questi avvertimenti?".

Il testo di "Start" e' stato ripreso da
"Utrinski vesnik", nella convinzione che fossero
in questione informazioni scioccanti per gli
organi di sicurezza del Ministero della Difesa,
e dopo di cio' e' diventato il tema numero uno
anche per gli altri media. Il ministro della
Difesa, Nikola Kljusev, ha dichiarato di non
sapere nulla del rapporto dei servizi militari
inviato al premier Georgievski e ha aggiunto:
"Se e' preciso bisogna dichiarare subito lo
stato d'allarme!". Il principale attore di
questo scandalo, il presunto autore del
rapporto, cioe' il tenente colonnello Nikola
Kosteski, e' una figura controversa. Quando era
ufficiale di basso grado e' riuscito a
trasformare a Ohrid la sua casa editrice di
importanza marginale "Djurdja" in una delle
maggiori della Macedonia, grazie alla Fondazione
Soros e al Ministero della Difesa che gli ha
messo a disposizione uno spazio gratuito nel
centro della citta' e, nel corso degli ultimi
due anni, grazie ad aiuti del Ministero della
Cultura. E' uno di coloro che si occupa dei
business di partito della VMRO-DPMNE (acquisto
di aziende, fondazione di un nuovo settimanale,
acquisto della tipografia "Goce Delcev" nel
pieno centro di Skopje ecc.). Rivolgendosi
all'opinione pubblica in merito allo scandalo ha
con scarne parole affermato di avere
riconosciuto, leggendo il testo, parte di quello
che ha scritto, aggiungendo tuttavia: "Non posso
ne' confermare ne' smentire quanto viene scritto
da altri, soprattutto perche' e' direttamente in
questione la sicurezza dello stato", essendo
vincolato al giuramento dato ai servizi segreti
ed essendo tenuto a presentare le sue
informazioni che costituiscono segreto di stato
solo la' dove la legge glielo impone.

Nella sua ultima seduta ordinaria, il governo
della Macedonia non ha discusso dello scandalo
AKSH. Il portavoce ufficiale del governo,
Antinio Milosovski, si e' limitato a dichiarare:
"In questo momento non posso ne' confermare ne'
smentire nulla riguardo a questo rapporto".
L'opposizione, prima della pubblicazione del
facsimile e in assenza sufficienti informazioni,
ha reagito duramente. Il leader dell'Unione
Democratica, Pavle Trajanov, ex ministro degli
interni, ha criticato aspramente la politica
della sicurezza: "Il rapporto di Kostevski e' il
piu' debole tra i rapporti presentati al
governo!". Secondo l'ex ministro, esistono
svariati rapporti della Direzione per la
sicurezza di stato, con dettagli precisi: nomi e
luoghi concreti, dati esatti sulle formazioni e
i loro comandanti, punti di raccolta, depositi
di armi, metodo di attivazione dei dispositivi
armati! Il deputato della SDSM, Ljubomir
Popovski, ritiene che esistano seri indizi
sull'organizzazione degli albanesi della
Macedonia in formazioni paramilitari. Popovski
ritiene inoltre che l'entrata di esponenti del
DPA nelle strutture della sicurezza del paese
sia il risultato di una strategia mirata a
paralizzare tali organi e che quindi non vi sia
da meravigliarsi che l'UCK sia un tema tabu' in
Macedonia". Il portavoce della LDP, Andrej
Zernovski, ritiene che dopo la visita di
Georgievski a Pristina, "ci hanno ricompensato
con la formazione di unita' paramilitari
albanesi sul nostro territorio"!

Mevlam Tairi, del PDP, ritiene che "non esiste
nulla del genere, sono solo manipolazioni dei
media macedoni". Le reazioni dei partner della
coalizione sono state "ne' carne, ne' pesce". Il
deputato della VMRO-DPMNE Filip Petrovski ha
dichiarato che sono "giustificate tutte le
misure per scoprire ed estirpare qualsiasi
organizzazione paramilitare". Il suo collega
della DA, Trajko Gesovski, constata: "Tutto cio'
puo' avere pesanti ripercussioni per la
stabilita' e la sicurezza complessiva dello
stato". Il leader del DPA Arben Xhaferri, ha
dato la valutazione generale che tali
speculazioni sono mirate a fare cadere la
coalizione e a creare un'immagine degli albanesi
in genere come elementi di destabilizzazione nei
Balcani. Egli ritiene che sia vero solo che gli
albanesi hanno un esercito di elettori che in
modo democratico e in collaborazione con gli
altri fattori democratici conseguiranno i loro
obiettivi.

Dopo il ferimento di due soldati macedoni
lunedi' al confine con il Kosovo, il portavoce
del governo ha confermato ieri che il presidente
della Macedonia, Boris Trajkovski, in qualita'
di comandante supremo, dichiarera' al massimo
entro una settimana un aumento dello stato di
allerta dell'esercito e lo stazionamento di un
numero doppio di soldati al confine con il
Kosovo. Il Ministero della Difesa ha disposto un
maggiore controllo dei confini, che implichera'
un maggiore impiego di soldati e di dispositivi.
Per la prima volta
lungo in confini verranno utilizzati anche autoblindo.

Il presidente Trajkovski ha allo stesso tempo avviato una serie di contatti
diplomatici con gli ambasciatori dei paesi della NATO in Macedonia e ha inviato
un messaggio per mettere sull'avviso il comando della KFOR. Ieri a Bruxelles
l'ambasciatore macedone, in un incontro con il comandante della NATO generale
Ralston, ha espresso la preoccupazione del governo macedone, mentre oggi il
ministro della Difesa Nikola Kljusev indirizzera' una richiesta di aiuto
all'Alleanza per il controllo dei confini. Il messaggio ufficiale macedone
suona come segue: se l'Alleanza non intraprendera' misure per un pieno
controllo del confine dalla parte del Kosovo, la Macedonia adottera' serie
misure unilaterali pr difendere il confine. Cio', secondo alcune fonti,
significa anche la possibilita' che venga completamente bloccato e chiuso il
confine con il Kosovo e che venga inviata una richiesta di convocazione
immediata del Consiglio di sicurezza dell'ONU, nell'ambito del quale si
discuterebbe della sicurezza del confine tra Macedonia e Kosovo.

Il motivo diretto di tutte queste attivita' del governo macedone e' il
ferimento dei due soldati macedoni avvenuto lunedi' in vicinanza della torre di
guardia "Donje Blace" sul confine tra Macedonia e Kosovo a causa di colpi di
sniper provenienti dalla parte kosovara. Si tratta solo dell'ultimo episodio di
un'intera serie. L'attuale governo si trova in questi giorni ad affrontare
tutto un insieme di problemi spiacevoli che riguardano gli albanesi della
Macedonia, ma anche i rapporti con il Kosovo. Lo scandalo AKSH, vista la
conferma dell'esistenza del discusso rapporto del capo dei servizi di sicurezza
dell'esercito inviato al premier, si fara' sicuramente piu' intenso nei
prossimi giorni, perche' il governo e' stato nei
fatti coinvolto in un nuovo intrigo. In
parlamento l'opposizione, secondo cui il confine
tra Macedonia e Kosovo e' controllato da
contrabbandieri e terroristi, ha chiesto una
seduta straordinaria nella quale si dovrebbe
discutere della situazione della sicurezza nel
paese. E' accaduto nello stesso giorno in cui da
Washington e' arrivata una lettera di encomio da
parte di Madeleine Albright a Ljubco Georgievski
per la sua visita a Pristina.

Nel corso di questa settimana i media hanno
pubblicato anche il facsimile della lettera del
giudice con la quale si chiedeva la liberazone
di Xhavid Hasani in cambio della liberazione dei
quattro soldati macedoni rapiti all'inizio di
aprile. Come ciliegina sulla torta e' arrivata
la conferma del Ministero degli Interni
sull'esistenza di indizi che lasciano intendere
come alcuni elementi di estrema sinistra abbiano
pianificato un attentato contro il
vicepresidente del DPA Menduh Thaci. Da una
parte si afferma che tali elementi radicali
fanno parte delle strutture degli ex servizi
segreti Sigurimi del regime di Enver Hoxha in
Albania, mentre dall'altra il quotidiano di
Skopje "Dnevnik" afferma: "L'intensificazione
dello stato d'allerta della polizia e
dell'esercito macedoni sono il risultato degli
avvertimenti dell'UCK, che per il tramite di
Menduh Thaci sono arrivati due settimane fa al
governo. Un nutrito gruppo di membri del Kosovo
Protection Corps, di membri dell'UCK, ha passato
illlegalmente il confine tra Macedonia e Kosovo
nei pressi di Tetovo e dopo avere trasmesso il
messaggio dei propri capi da Pristina e' tornato
indietro". I giornali ritengono che il ferimento
dei soldati macedoni sia parte degli
avvertimenti inviati al governo macedone e a
Menduh Thaci personalmente.