"LE VITTIME" E "I CARNEFICI"

Sotto lo sguardo "vigile" dei soldati della KFOR le "vittime" della "pulizia etnica" di Milosevic, quei miliziani dell'UCK, cui la Nato, con la guerra dei Balcani dello scorso anno, ha consegnato il Kossovo, proseguono l'opera di "democratizzazione" della regione. Dopo aver ammazzato migliaia di Serbi, Rom e altri cittadini Kosovari adulti, rei di non appartenere all'etnia albanese, si è passati finalmente alla ripulitura del territorio dagli altri "carnefici" ancora presenti: proprio ieri da un'automobile, lanciata a gran velocità, sono state "coraggiosamente" scagliate delle granate contro un gruppo di pericolosi "agenti" di Milosevic, dei ragazzini dai 5 ai 15 anni, che giocavano per strada nei dintorni di Pristina. Questa azione di guerra condotta contro dei bambini serbi segue di poche ore un'altra "coraggiosa" azione di guerra, il bombardamento di un edificio, dove erano situati gli uffici amministrativi della delegazione serba.
Ma naturalmente queste non sono, per i paesi della Nato, azioni di pulizia etnica; sono anzi azioni da incoraggiare e da premiare. Tanto è vero che sono già in atto le grandi manovre da parte dei paesi Nato, per espropriare i Serbi delle miniere della zona di Mitrovica, abitata in maggioranza dai serbi, appunto, per consegnarle agli albanesi dell'UCK.
Chi ha detto che la pulizia etnica è un crimine da debellare?
Questa è semplicemente la prova che la Nato con la guerra dei Balcani voleva eliminare non un'inesistente pulizia etnica condotta dai serbi, ma uno Stato, reo di non adeguarsi all'ordine imperiale amerikano e alla turkizzazione del territorio balcanico.
Se poi per ottenere ciò, serve la pulizia etnica, quella vera condotta dai fedeli miliziani dell'UCK, allora tanto meglio: cosa contano migliaia di donne, uomini e bambini serbi rom e quant'altro, quando c'è in gioco il dominio totale?

L'Avamposto degli Incompatibili