REPRESSIONE NEI PAESI BASCHI


Purtroppo ci troviamo ancora una volta a rilevare e commentare una
arbitraria ed assurda azione repressiva e di negazione delle libertà
politiche e di espressione portate avanti dalle autorità dello stato
spagnolo contro l'indipendentismo basco.

All'alba del 31 ottobre per ordine del giudice Baltasar Garzon la polizia
spagnola ha arrestato 12 componenti di Gestoras Pro-Amnistia/Amnistiaren
Aldeko Batzordeak ed 1 di Senideak-Gureak, con l'accusa di "partecipazione e
collaborazione a banda armata". Contestualmente venivano bloccati tutti i
conti di Gestoras.

Questa operazione è solo l'ultima che Garzon porta avanti contro qualsiasi
persona o gruppo metta in questione il presente stato di cose e rivendichi
la libera autodeterminazione del popolo basco. Con le stesse ragioni e con
le medesime giuridicamente non argomentabili accuse, le autorità spagnole
hanno chiuso 3 mezzi di stampa (il quotidiano Egin, la radio Egin Irratia e
la rivista Ardi Beltza), hanno arrestato ed incarcerato persone che
lavoravano nelle relazioni estere dei movimenti, nel campo della cultura
basca e dell'insegnamento dell'euskara, per la disobbedienza civile, nei
movimenti popolari di base e giovanili, ecc., per un totale di più di 200
persone in 2 anni.

Le persone arrestate sono soggette alla Legislazione Antiterrorista,
mediante la quale rimangono in isolamento e senza alcuna assistenza
giuridica durante un periodo di tempo di 5 giorni. Questo periodo di
"incomunicazione", durante il quale solo la polizia sa dove si trovi la
persona arrestata, è stato sistematicamente denunciato anche da organismi
come Amnesty International come il contesto in cui si verificano torture,
maltrattamenti e violazioni dei diritti con la garanzia della totale
impunità per i responsabili. Per questo motivo Amnesty ha più volte e senza
risultato chiesto al governo di Madrid la soppressione di questa pratica.

I 13 arrestati sono conosciuti per la propria attività pubblica, legale ed
alla luce del sole nei paesi e nei quartieri in cui operano. Gestoras
Pro-Amnistia è un coordinamento popolare di base nato in coincidenza della
fine del franchismo con l'obiettivo di battersi per l'amnistia di tutti i
prigionieri politici della dittatura e, visto il protrarsi di uno stato di
polizia ed il permanere delle stesse violazioni dei diritti umani della
dittatura franchista, ha continuato fino ad oggi la propria attività di
sostegno delle vittime della repressione e di denuncia di torture e
maltrattamenti. Nel caso di Senideak-Gureak invece si tratta di un organismo
popolare che raduna amici e famigliari dei prigionieri politici con fini di
appoggio umanitario. L'ultima denuncia portata da questi organismi insieme
al TAT (gruppo contro la tortura) è stata quella delle torture mediante
elettrodi sofferte alla militante indipendentista Iratxe Sorazabal, di cui
forniremo più ampia documentazione nei prossime giorni con la traduzione
delle testimonianze.

E' possibile portare la propria solidarietà via e-mail alle vittime di
questa ennesima barbarie poliziesco-giudiziaria attraverso i seguenti
indirizzi.
international@batasuna.org
presoak@euskalnet.net

DI SEGUITO PRESENTIAMO DUE TRADUZIONI:
1. INTERVISTA AL RESPONSABILE DI GESTORAS
2. IL COMUNICATO DI BATASUNA

1. INTERVISTA A JUAN MARI OLANO, responsabile di Gestoras Pro-Amnistia,
realizzata dal quotidiano Gara durante la manifestazione organizzata ieri a
Baiona per denunciare gli arresti.

QUAL E' A SUO GIUDIZIO LA RAGIONE DI QUESTA RETATA CONTRO IL MOVIMENTO
PRO-AMNISTIA BASCO?
Secondo noi questa retata non è altro che il risultato della pressione della
classe politica e mediatica dello stato spagnolo. La richiesta di
criminalizzare il movimento pro-amnistia esiste già da molto tempo ed ora
siamo arrivati al compimento di questa pazzia. Senza alcune prova hanno
arrestato 13 militanti del movimento, ma quando uno stato arriva a compiere
un tale passo repressivo è evidente che ha l'obiettivo di impedire che in
futuro vengano ancora denunciate le violazioni dei diritti umani che, che
siano la tortura o la repressione. Allo stesso modo vuole far terminare
qualsiasi solidarietà umana e politica nei confronti dei rifugiati e
detenuti politici baschi. E' evidente che tutto ciò mette in evidenza il
carattere politico di questa lotta. Noi sappiamo di essere un organismo
disprezzato dallo stato spagnolo e questa situazione da ancora maggiore
importanza al lavoro che realizziamo.
OLTRE L'ARRESTO DI 13 PERSONE ESISTE UN ORDINE DI ARRESTO ANCHE CONTRO DI
LEI. COME VALUTA LA SUA SITUAZIONE PERSONALE IN QUESTO MOMENTO?
E' sicuro che vi è un ordine di arresto anche contro di me. Da molti anni
lavoro a cammino per tutta il Paese Basco e, nonostante ordini come questi,
continuerò fino a che avrò la possibilità a lavorare in Gestoras
Pro-Amnistia. Anche se mi arresteranno e mi metteranno in carcere,
continuerò a lavorare.


2. COMUNICATO SUI FATTI DA PARTE DI BATASUNA

"Prima venne l'incarcerazione della direzione di Herri Batasuna, poi la
chiusura di mezzi di comunicazione, poi ancora l'attaco ebbe come obiettivi
le relazioni internazionali, il movimento giovanile, il movimento a favore
della lingua basca, la disobbedienza civile, il movimento popolare, e adesso
baltasar Garzon persegue anche il movimento in difesa dei diritti umani ed a
favore dell'amnistia.

Baltasar Garzon sta diventando uno strumento del governo spagnolo per
cercare di dotare di legittimità politica l'obiettivo di far scomparire
qualsiasi movimento, organizzazione o persona che metta in discussione lo
stato di cose presente e reclami una soluzione del conflitto basata
sull'esercizio del diritto all'autodeterminazione.

Non si stanno arrestando o incarcerando persone in base a delitto precisi,
si stanno perseguendo persone in base al fatto che mettono discussione
l'attuale contesto giuridico basato sulla costituzione spagnola (che fu
rifiutata dalla maggioranza dei baschi) e reclamano un nuovo ordinamento
basato sulla libera espressione della volontà dei baschi.

Lo schema è semplice; si criminalizzano le idee e l'attività politica
(concretamente la rivendicazione della sovranità e la denuncia della
repressione franco-spagnola) sostenendo che questi obiettivi coincidono con
quelli dell'ETA e, quindi, tutti coloro, persone ed organizzazioni, che
sostengono questi obiettivi sono collaboratori o appartenenti ad ETA.

A partire da ciò si arrestano persone, si illegalizzano organizzazioni, si
chiudono mezzi di comunicazione,.con l'accusa di appartenenza o
collaborazione con ETA senza preoccuparsi del fatto che non esista la seppur
minima prova che le metta in relazione con l'organizzazione armata.

In definitiva, si pretende nascondere dietro i concetti di "democrazia" e
"stato di diritto" quella che è chiaramente una persecuzione politica
assimilabile a quella dei regimi dittatoriali nei quali la "giustizia" è al
servizio del potere esecutivo.

E' di fronte a questa realtà che sollecitiamo la solidarietà internazionale
ad impegnarsi a fermare questa follia repressiva nella quale si trova
immerso il governo spagnolo e rivendicare dinnanzi a questa che la soluzione
passa attraverso il dialogo e la negoziazione politica ed il rispetto del
diritto alla libera espressione della volontà dei baschi."

Comitato Euskadi Bari-Bariko Euskadi Batzordea
euskadibari@hotmail.com