UNA LINGUA MINACCIATA E
PERSEGUITATA.
L'euskara, la lingua basca, soffre oramai da due
secoli una serie di attacchi da parte dei vicini
spagnoli e francesi che ne hanno ridotto l'area di
diffusione ed il numero di parlanti. I due potenti
vicini/invasori hanno sempre cercato di negare
l'esistenza del popolo basco e per fare ciò hanno
prima di tutto colpito il segno di identità-differenza
più chiaro ed evidente: la lingua. Per cui se oggi
l'euskara è parlato per le strade di Euskal Herria,
questo lo deve solo alla continua mobilitazione
popolare in suo favore ed al consenso che questa
lingua ha anche tra coloro che, a causa delle
politiche di Madrid e Parigi, non hanno avuto la
possibilità di apprenderla. E' vero, l'euskara ha uno
status di co-ufficialità con lo spagnolo, ma solo in
una parte dei Paesi Baschi "spagnoli", ed in questi
viene continuamente fatto oggetto di intolleranza e
repressione in un quadro in cui le decisioni e le
aspettative dei baschi in fatto di recupero
linguistico e di pieno e totale bilinguismo vengono
continuamente frustrate. E' proprio di questi mesi una
durissima campagna mass-mediatica contro le scuole che
insegnano in euskara e che insegnano la storia basca
invece di quella spagnola, una vera e propria campagna
per la censura su libri e piani di studio portata
direttamente del governo di Madrid, dall'Accademia
Spagnola di Storia e replicata ossessivamente da tutti
i mezzi di stampa.
Adesso il solito supergiudice Baltasar Garzon ha
avviato un procedimento giudiziario contro 19
responsabili dell'AEK con la solita accusa di far
parte dell'organizzazione armata ETA. L'AEK
(Alfabetatze Euskalduntze Koordinakundea) è una
struttura che si occupa dell'alfabetizzazione in
lingua basca tra gli adulti che non hanno avuto la
possibilità di apprenderla, attraverso l'insegnamento
e l'organizzazione di iniziative culturali in questo
senso. Noi stessi abbiamo organizzato lo scorso hanno
un seminario sulla lingua basca presso la Facoltà di
Lingue dell'Università di Bari proprio in
collaborazione con l'AEK e relazionarla ad ETA è
veramente una operazione vergognosa che non ha altro
scopo se non quello di attaccare e distruggere
qualsiasi segno di identità del popolo basco. Il
complesso delle autorità spagnole continua nella sua
campagna di demolizione e criminalizzazione del
tessuto non solo politico ma anche culturale e sociale
basco. Infatti quella contro l'AEK è un'aggressione
contro l'euskara e contro tutti coloro che parlano
questa antichissima lingua, e viola anche numerosi
accordi e trattati internazionali tra cui la
Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei
Popoli e la Dichiarazione Universale dei Diritti delle
Lingue. Questo fatto gravissimo non fa altro che dare
una ulteriore dimostrazione del fatto che "le autorità
spagnole non accettano la differenza, non accettano
altro pensiero che non sia il loro, altra lingua,
altra cultura ed altra volontà se non la loro" come ha
commentato la segreteria del sindacato basco LAB.
Numerose sono state in Euskal Herria le prese di
posizione contro questo procedimento, ma le autorità
spagnole proseguono la loro crociata anti-basca ed i
governi europei continuano ad essere indifferenti
complici di uno dei governi più autoritari
dell'occidente.
"ORDINARIA REPRESSIONE"?
Gestoras Pro-Amnistia ha reso noto un bilancio di
questi 22 anni di "democrazia alla spagnola" dal punto
di vista della repressione. I dati sono sconcertanti
per un paese che si definisce democratico e di enormi
proporzioni se consideriamo che i baschi non sono
neanche tre milioni. Dal 1978 in Euskal Herria sono
state arrestate 16.000 persone e 4.000 sono state
incarcerate, si sono verificati 5.000 casi di tortura
e 3.000 fughe all'estero per motivi politici.
Si è svolto il 18 ottobre a Bilbao un omaggio popolare
in ricordo di Santi Brouard e Josu Muguruza, due
dirigenti indipendentisti baschi assassinati dai
paramilitari costituiti dalla Guardia Civil
rispettivamente 16 ed 11 anni fa. Santi Brouard era
dirigente di Herri Batasuna e fu assassinato nel suo
studio medico, mentre Josu Muguruza era un
parlamentare sempre di Herri Batasuna e venne ucciso
in un ristorante di Madrid la sera prima di
partecipare ad una seduta del parlamento spagnolo. I
mandanti e gli assassini non sono mai stati perseguiti
perché membri delle forze di sicurezza spagnole e da
allora gli indipendentisti baschi eletti a Madrid
lasciano vuoti i propri seggi e disertano le sedute
parlamentari.
Comitato Euskadi Bari/Bariko
Euskadi Batzordea
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